Jonathan Franzen.
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Libert.
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Parte 1.
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Traduzione di: Silvia Pareschi.
Einaudi Editore.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Buoni vicini.
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Le notizie su Walter Berglund non vennero riprese dalla stampa locale - lui e Patty si erano trasferiti a Washington due anni prima, e ormai non contavano pi niente per St Paul -, ma la nuova borghesia urbana di Ramsey Hill non era cos leale alla propria citt da non leggere il "New York Times". Secondo un lungo e assai poco lusinghiero articolo del "Nyt", Walter, nella capitale della nazione, aveva mandato a rotoli la propria vita professionale. I suoi vecchi vicini avevano qualche difficolt a conciliare la descrizione del quotidiano ("arrogante", "tirannico", "eticamente compromesso") con l'uomo generoso, sorridente e rubicondo dei loro ricordi, l'impiegato della 3M che risaliva Summit Avenue sulla sua bici da citt nella neve di febbraio; sembrava assurdo che Walter, pi verde di Greenpeace e cresciuto in campagna, fosse finito nei guai per connivenza con l'industria del carbone ai danni dei contadini. Ma nei Berglund, d'altra parte, c'era sempre stato qualcosa che non andava.
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Walter e Patty erano stati i giovani pionieri di Ramsey Hill, i primi laureati a comprare una casa in Barrier Street da quando il vecchio cuore di St Paul era caduto in disgrazia, trent'anni prima. Avevano speso pochissimo per la loro villetta vittoriana, e poi avevano impiegato dieci anni per ristrutturarla, ammazzandosi di lavoro. Nei primi tempi, della gente molto risoluta gli aveva incendiato il garage e scassinato l'auto due volte prima che riuscissero a ricostruirlo. Motociclisti arrostiti dal sole continuavano a invadere il terreno di fronte, bevendo Schlitz, grigliando salsicce e smanettando in piena notte, fino a quando Patty non usciva fuori in tuta da ginnastica ed esclamava: "Ehi, ragazzi, sapete che vi dico?" Patty non faceva paura a nessuno, ma alle superiori e al college era stata una campionessa sportiva, e possedeva una certa audacia da atleta. Fin dal primo giorno, senza volerlo, aveva dato nell'occhio. Alta, con i capelli raccolti a coda di cavallo, assurdamente giovane, spingeva il passeggino accanto alle auto smantellate, ai cocci di bottiglie di birra e ai cumuli di neve vecchia sporca di vomito, come se dentro le borse di rete appese all'impugnatura ci portasse tutta la giornata ora per ora. Dietro di lei si scorgevano i preparativi intralciati dai figli per una mattinata di commissioni intralciate dai figli; davanti a lei un pomeriggio di radio pubblica, , Il cucchiaio d'argento, pannolini di stoffa, stucco per cartongesso e pittura al lattice; e poi Buonanotte luna, e poi zinfandel. Rappresentava gi in pieno quello che stava cominciando ad accadere al resto della via.
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Nei primi anni, quando si poteva ancora guidare una Volvo 240 senza sentirsi in imbarazzo, il compito collettivo degli abitanti di Ramsey Hill era reimparare certe abilit che i loro genitori avevano cercato di disimparare proprio fuggendo nei quartieri residenziali, tipo come invogliare la polizia locale a svolgere davvero il proprio mestiere, come proteggere una bicicletta da un ladro molto motivato, quando disturbarsi a svegliare un ubriaco addormentato sulle sedie del giardino, come convincere i gatti randagi a cagare nel recinto di sabbia dei figli di qualcun altro, e come stabilire se una scuola pubblica faceva troppo schifo per prendersi la briga di cercare di migliorarla. C'erano anche questioni pi attuali, tipo, cosa pensare dei pannolini di stoffa? Valeva la pena di usarli? Ed era vero che si poteva ancora farsi consegnare il latte nelle bottiglie di vetro? I Boy Scout erano accettabili da un punto di vista politico? Il bulgur era davvero indispensabile? Come smaltire le batterie scariche? Come reagire quando una persona di colore indigente ti accusava di aver distrutto il suo quartiere? Era vero che lo smalto delle vecchie ceramiche Fiestaware conteneva una pericolosa quantit di piombo? Il filtro per l'acqua potabile doveva per forza essere un oggetto complicato? Ogni tanto la 24o si rifiutava di andare in overdrive quando si spingeva il pulsante di overdrive? Era meglio dare qualcosa da mangiare ai mendicanti, oppure niente?
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Era possibile crescere bambini con un'inaudita fiducia in se stessi, felici e intelligenti, lavorando a tempo pieno? Si poteva macinare il caff la sera prima oppure bisognava farlo il mattino stesso? Qualcuno, nella storia di St Paul, aveva mai avuto un'esperienza positiva con un conciatetti? Esisteva un bravo meccanico della Volvo? Anche il cavo del freno a mano della 24o degli altri non scorreva? E l'interruttore sul cruscotto con quel simbolo enigmatico, che emetteva un clic cos gratificante, cos svedese, ma che sembrava non azionare niente: a cosa serviva?
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Per chiunque nutrisse questi dubbi, Patty Berglund rappresentava una risorsa, una gioiosa portatrice di polline socioculturale, un'ape operosa e affabile. Era una delle poche mamme a tempo pieno di Ramsey Hill, famosa per la sua avversione a parlar bene di se stessa e male di chiunque altro. Diceva che un giorno sarebbe finita "decapitata" da una delle finestre a cui aveva sostituito la corda del contrappeso. I suoi figli sarebbero "probabilmente" morti di trichinosi per via della carne di maiale che lei non aveva cotto a sufficienza. Si chiedeva se la sua "dipendenza" dalle esalazioni dello sverniciatore fosse collegata al fatto che non leggeva pi "neanche un libro". Confessava che le era stato "proibito" fertilizzare i fiori di Walter, dopo quello che era successo "l'ultima volta". Alcuni non gradivano il suo stile autodenigratorio: vi scorgevano una certa condiscendenza, come se Patty, nell'esagerare i propri lievi difetti, stesse cercando troppo palesemente di non urtare la suscettibilit di casalinghe meno capaci di lei. Ma di norma la gente trovava la sua umilt sincera, o quantomeno divertente, e in ogni caso era difficile resistere a una donna che piaceva tanto ai tuoi figli, e che si ricordava non solo dei loro compleanni ma anche del tuo, e veniva a bussare alla porta con un piatto di biscotti o un biglietto d'auguri o un mazzo di mughetti dentro un vasetto comprato in qualche negozio di beneficenza, dicendoti di non disturbarti a restituirlo.
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Di lei si sapeva che era cresciuta sulla costa orientale, in un sobborgo di New York, ed era stata una delle prime donne a ricevere una borsa di studio a copertura totale per giocare a pallacanestro alla University of Minnesota, dove al secondo anno, stando alla targa appesa nello studio di Walter, era stata eletta nella seconda squadra AH-American. La cosa strana era che Patty, malgrado amasse tanto la famiglia, non aveva alcun legame evidente con le proprie radici. Passava intere stagioni senza metter piede fuori da St Paul, e non era chiaro se qualcuno, a cominciare dai suoi genitori, fosse mai venuto a trovarla dalla costa orientale. Se interrogata a bruciapelo sui genitori, Patty rispondeva che facevano tante belle cose per tanta gente; suo padre aveva uno studio legale a White Plains, sua madre era in politica, s, una deputata dello stato di New York. Poi annuiva con enfasi e diceva: "S, ecco cosa fanno", come se avesse esaurito l'argomento.
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Cercare di farle ammettere che qualcuno si comportava in modo "pessimo" poteva diventare una gara di abilit. Quando venne a sapere che Seth e Merrie Paulsen avevano organizzato una grande festa di Halloween per i loro gemelli, invitando di proposito tutti i bambini dell'isolato tranne Connie Monaghan, Patty si limit a dire che era molto "strano". La prima volta che la incontrarono per strada, i Paulsen le spiegarono che per tutta l'estate avevano cercato di convincere la madre di Connie Monaghan, Carol, a non lanciare i mozziconi dalla finestra della sua camera dentro la piscinetta dei gemelli.
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- E molto strano, - convenne Patty, scuotendo la testa, - ma non  colpa sua, sapete -. I Paulsen, tuttavia, si rifiutarono di accontentarsi di "strano". Volevano "sociopatico", volevano "passivo-aggressivo", volevano "pessimo". Sentivano il bisogno che Patty scegliesse uno di quegli epiteti e si unisse a loro nell'applicarlo a Carol Monaghan, ma Patty era incapace di andare oltre "strano", e i Paulsen a loro volta si rifiutarono di aggiungere Connie alla lista degli invitati. Patty prov un tale sdegno per quell'ingiustizia che il pomeriggio della festa port i suoi bambini, insieme a Connie e a una compagna di classe, a fare un'escursione in un campo di zucche con il classico giro sul carro da fieno, ma la cosa peggiore che disse sui Paulsen fu che la loro durezza nei confronti di una bambina di sette anni era molto strana.
Carol Monaghan era l'unica altra madre di Barrier Street che ci abitasse da tanto tempo quanto Patty. Era arrivata a Ramsey Hill grazie a quello che si potrebbe definire un problema per molti anni la cosa peggiore che Patty disse su Carol fu che le mamme single avevano una vita difficile, e che se a volte Carol la trattava in modo strano, probabilmente lo faceva solo per orgoglio.
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Secondo Seth Paulsen, che parlava di Patty un po' troppo spesso per i gusti di sua moglie, i Berglund appartenevano a quella specie di progressisti con gravi problemi di coscienza, che dovevano perdonare tutti per farsi perdonare la propria fortuna; che non avevano il coraggio dei propri privilegi. Un problema della teoria di Seth era che i Berglund non erano per nulla privilegiati; l'unica loro ricchezza, a quanto si sapeva, era la casa, che avevano ristrutturato con le loro mani. Un altro problema era il fatto, sottolineato da Merrie Paulsen, che Patty non era una grande progressista, n certo una femminista (figurarsi, una che se ne stava in casa a consultare il calendario dei compleanni e a cuocere quei maledetti biscotti da regalare), e sembrava del tutto allergica alla politica.
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Se le parlavi di un'elezione o di un candidato, la vedevi sforzarsi invano di mantenere la sua solita allegria, cominciare ad agitarsi, ad annuire con troppa frequenza, a dire troppi ss. Merrie, che aveva dieci anni pi di Patty e li dimostrava tutti, era stata un'attivista degli Students for a Democratic Society a Madison, e adesso altrettanto attivamente aderiva alla moda del beaujolais nouveau. Quando Seth, durante una cena, nomin Patty per la terza o la quarta volta, Merrie divent rossa nouveau e dichiar che non c'era nessuna coscienza globale, nessuna solidariet, nessun contenuto politico, nessuna struttura fungibile, nessun vero comunitarismo nella presunta socievolezza di Patty Berglund, e che le sue erano solo stronzate da casalinga reazionaria, e che secondo lei, andando a grattare sotto la superficie tanto gentile e carina, si sarebbe scoperto qualcosa di sorprendentemente duro, egoista, competitivo e reaganiano; era evidente che per Patty le uniche cose importanti erano i figli e la casa - non i vicini, non i poveri, non il suo paese, non i suoi genitori, e neppure suo marito.
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E Patty era senza dubbio molto presa da suo figlio. Malgrado fosse Jessica, dei due, a fare palesemente onore ai genitori - lettrice accanita, amante della natura, flautista di talento, calciatrice provetta, babysitter contesa, carina ma non tanto da subire una deformazione morale, stimata perfino da Merrie Paulsen -, era di Joey che Patty parlava in continuazione. Con quel suo atteggiamento compiaciuto, fiducioso e autodenigratorio, spandeva a ruota libera palate di dettagli sui problemi che il ragazzo causava a lei e a Walter. La maggior parte di quelle storie assumevano la forma di lamentele, e tuttavia nessuno dubitava che Patty adorasse Joey: si comportava un po' come quelle donne che si lagnano della stronzaggine di un fidanzato bellissimo. Era come se andasse fiera di farsi calpestare il cuore da lui: come se la sua disponibilit a farsi calpestare fosse la cosa principale, forse l'unica, che volesse rendere nota al mondo.
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- E proprio una carognetta, - disse alle altre mamme durante il lungo inverno delle Guerre della Buonanotte, quando Joey rivendicava il diritto a rimanere sveglio quanto lei e Walter.
- Fa i capricci? Piange? - chiesero le altre mamme.
- Volete scherzare? - rispose Patty. - Magari piangesse. Sarebbe una cosa normale, e poi a un certo punto smetterebbe.
- E allora cosa fa? - chiesero le mamme.
- Mette in discussione le basi della nostra autorit. Gli facciamo spegnere la luce, ma lui ritiene di non dover andare a dormire finch non la spegniamo anche noi, perch ha i nostri stessi diritti. E ogni quindici minuti, giuro su Dio,  come un orologio, se ne sta l a fissare la sveglia, ve lo giuro, e ogni quindici minuti grida: "Ancora sveglio! Sono ancora sveglio! " Con quel tono sprezzante, o sarcastico, insomma,  strano. E io imploro Walter di non abboccare, e invece no,  di nuovo mezzanotte meno un quarto, e Walter  in camera di Joey, al buio, e sta di nuovo discutendo con lui della differenza tra adulti e bambini, e della famiglia intesa come democrazia o come dittatura benevola, e alla fine sono io a crollare, sapete, a piagnucolare dal letto: "Vi prego, per favore smettetela ".
Merrie Paulsen non trov divertente il racconto di Patty. Pi tardi, mentre infilava nella lavastoviglie i piatti della cena dopo che gli ospiti se n'erano andati, fece notare a Seth che non c'era da stupirsi se Joey faticava a distinguere tra adulti e bambini, visto che sua madre sembrava la prima a essere un po' confusa. Non si era accorto che nei racconti di Patty la disciplina veniva sempre da Walter, come se lei fosse una spettatrice impotente, messa li solo per bellezza?
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- Mi chiedo se sia davvero innamorata di Walter, - riflett Seth con aria ottimista, stappando un'ultima bottiglia. - Fisicamente, intendo.
- Il messaggio sottinteso  sempre "Mio figlio  straordinario", - disse Merrie. - Non fa che lamentarsi della sua elevata capacit di concentrazione.
- Be', ma a dire il vero - disse Seth - la mette in relazione con la sua testardaggine. Con la sua pazienza infinita nello sfidare l'autorit di Walter.
- Ogni parola che pronuncia su di lui  una specie di vanteria alla rovescia.
- E tu non ti vanti mai? - la canzon Seth.
- Probabilmente s, - rispose Merrie, - ma almeno cerco di rendermi conto di come mi vedono gli altri. E la mia autostima non  vincolata alla straordinariet dei nostri figli.
- Tu sei la mamma perfetta, - la canzon Seth.
- No, Patty  perfetta, - disse Merrie, accettando un altro po' di vino. - Io sono solo molto brava.
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A Joey, si lamentava Patty, riusciva tutto troppo facile. Era biondo e bello e sembrava conoscere per istinto le risposte di qualunque test scolastico, come se le sequenze di A e B e C e D dei questionari a scelta multipla fossero codificate nel suo Dna. Era singolarmente a suo agio con vicini di casa cinque volte pi vecchi di lui. Quando la scuola o la sezione Lupetti degli Scout lo costringevano a vendere porta a porta barrette di cioccolato o biglietti della lotteria, spiegava apertamente che si trattava di una "fregatura". Aveva perfezionato un sorriso di degnazione assai fastidioso, che sfoggiava davanti a giochi o giocattoli che gli altri bambini possedevano ma che Patty e Walter si rifiutavano di comprargli. Per spegnere quel sorriso, i suoi amici insistevano per condividere i loro beni, e cos Joey era diventato un asso dei videogiochi malgrado i genitori li disapprovassero, e aveva sviluppato una conoscenza enciclopedica di quella stessa urban music da cui i genitori tentavano disperatamente di proteggere le sue orecchie preadolescenti. Non aveva pi di undici o dodici anni quando una sera a cena, per sbaglio o di proposito, aveva chiamato suo padre "uomo".
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- Oh-ho, a Walter non  piaciuto per niente, - disse Patty alle altre mamme.
- Gli adolescenti si chiamano tutti cos, fra di loro, - dissero le mamme. - E il gergo dei rapper.
- E quello che ha detto Joey, - disse Patty. - Ha detto che era solo una parola, mica una parolaccia. E naturalmente Walter non era d'accordo. E io sto li seduta e penso: "Walter, Wal-ter, lascia per-de-re,  inu-tile discu-tere", e invece no, lui deve cercare di spiegargli che anche "ragazzo", per esempio, non  una parolaccia, eppure non si pu chiamare cos un adulto, soprattutto se nero, ma naturalmente il problema con Joey  che si rifiuta di distinguere fra bambini e adulti, e cos finisce che Walter gli dice stasera niente dolce, e Joey gli risponde che non lo vuole neanche, anzi, che in realt neppure gli piace, il dolce, e io me ne sto l seduta e penso: "Wal-ter, Wal-ter, lascia per-de-re", per Walter non riesce a trattenersi: deve dimostrargli che lui in realt va matto per il dolce. Ma Joey non accetta nessuna delle argomentazioni di Walter.
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Mente in modo spudorato,  ovvio, ma sostiene che, se mai gli  capitato di fare il bis, lo ha fatto solo perch  una convenzione, e non perch il dolce gli piaccia davvero, e il povero Walter, che non sopporta le bugie, dice: "Okay, se non ti piace, allora che te ne pare di un mese senza dolce? ", e io penso: " Oh, Wal-ter, Wal-ter, qui va-a finir-male ", perch Joey risponde: " Star un anno senza dolce, non manger mai pi il dolce, tranne se sono ospite a casa di qualcun altro", e questa, strano ma vero,  una minaccia credibile,  cos testone che potrebbe anche farlo. E allora io dico: " Ehi, voi, time out, i dolci sono un gruppo di alimenti importante, non facciamoci prendere la mano", cosa che compromette subito l'autorit di Walter, e visto che l'intera discussione ha a che vedere proprio con la sua autorit, riesco a disfare qualunque cosa positiva era riuscito a costruire.
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L'altra persona che amava Joey alla follia era la piccola Monaghan, Connie. Era una personcina seria e silenziosa, con la sconcertante abitudine di guardarti negli occhi senza battere ciglio, come se non avesse niente in comune con te. Era una presenza pomeridiana fissa nella cucina di Patty, dove si sforzava di modellare l'impasto dei biscotti in tante sfere perfette, affannandosi al punto che il burro si liquefaceva e l'impasto diventava scuro e luccicante. Patty plasmava undici palline per ognuna di quelle di Connie, e quando le toglieva dal forno chiedeva sempre a Connie il permesso di mangiare l'unico biscotto "davvero eccellente" (pi piccolo, pi piatto, pi duro). Jessica, che aveva un anno pi di Connie, sembrava contenta di cedere il campo alla vicina per andarsene a leggere o a giocare con i suoi terrari. Connie non costituiva una minaccia per una persona compiuta come Jessica. Connie invece non sapeva cosa fosse la completezza: era tutta profondit e niente superficie. Quando colorava con i pennarelli, si limitava a saturare d'inchiostro qualche zona del foglio, come incantata, lasciando il resto in bianco e ignorando le allegre esortazioni di Patty a provare qualche altro colore.
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La sua intensa concentrazione su Joey risult evidente fin dall'inizio a tutte le madri del quartiere, a eccezione di Patty, forse perch lei stessa era cos concentrata sul figlio. A Linwood Park, dove a volte Patty organizzava gare sportive per i ragazzi, Connie si sedeva da sola sull'erba, intrecciando anelli di fiori di trifoglio per nessuno in particolare, e lasciava scorrere i minuti finch Joey non andava alla battuta o avanzava con il pallone a centrocampo, accendendo per un po' il suo interesse. Era come un'amica immaginaria diventata chiss come visibile. Joey, con la sua precoce padronanza di s, di rado trovava necessario trattarla male davanti agli amici, e Connie, d'altra parte, quando diventava chiaro che i maschi volevano mettersi a fare i maschi, era abbastanza saggia da tirarsi indietro e smaterializzarsi senza rimproveri o suppliche. C'era sempre domani. E per molto tempo ci fu sempre anche Patty, in ginocchio fra gli ortaggi o in cima a una scala, con una camicia di lana tutta macchiata, alle prese con la fatica di Sisifo di preservare la tinteggiatura vittoriana. Se non poteva stare vicino a Joey, Connie poteva almeno essergli utile tenendo compagnia a sua madre quando lui non c'era. - Come va con i compiti? - le chiedeva Patty dalla scala. - Ti serve aiuto?
- Mi aiuta la mamma quando torna a casa.
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- Arriver tardi, sar stanca. Potresti farle una sorpresa e finirli adesso. Ti va?
- No, l'aspetto.
Quando di preciso Connie e Joey avessero cominciato a scopare, nessuno lo sapeva. Seth Paulsen, senza alcuna prova, tanto per scandalizzare la gente, si divertiva a opinare che Joey avesse avuto undici anni e Connie dodici. Le sue congetture si basavano sull'intimit garantita dalla casetta che Joey aveva costruito con l'aiuto di Walter nel terreno di fronte, in cima a un antico melo selvatico. Verso la fine della terza media, il nome di Joey cominci a spuntare nelle risposte dei ragazzi del vicinato alle domande forzatamente casuali dei loro genitori sul comportamento sessuale dei compagni di scuola, e a un certo punto, verso la fine dell'estate, sembr che Jessica avesse scoperto qualcosa: all'improvviso, senza spiegazione, aveva cominciato a trattare con enorme disprezzo sia Connie sia il fratello. Ma nessuno li vide girare in coppia fino all'inverno seguente, quando si misero in affari insieme.
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Secondo Patty, la lezione che Joey aveva imparato dalle continue discussioni con Walter era che i bambini erano costretti a obbedire ai genitori perch i genitori avevano i soldi. Quello divent l'ennesimo esempio della straordinariet di Joey: mentre le altre mamme deploravano l'arroganza con cui i figli chiedevano quattrini, Patty si esibiva in allegre caricature dell'aria mortificata con cui Joey andava da Walter a battere cassa. I vicini che lo avevano ingaggiato sapevano che era uno spalatore di neve e un rastrellatore di foglie di sorprendente industriosit, ma Patty rivel che Joey, in cuor suo, detestava lavorare per quei quattro soldi, e riteneva che spalare la neve nel vialetto di un adulto lo mettesse in una posizione indesiderabile rispetto all'adulto stesso. I ridicoli sistemi di guadagno suggeriti dai giornalini degli Scout - vendere abbonamenti porta a porta, imparare giochi di prestigio e organizzare spettacoli di magia a pagamento, procurarsi gli attrezzi per la tassidermia e imbalsamare il lucioperca da primo premio dei vicini - puzzavano tutti ugualmente di vassallaggio ("Sono il tassidermista della classe dominante"), o peggio, di elemosina. E cos fu inevitabile che, nella sua lotta per emanciparsi da Walter, Joey venisse attratto dall'imprenditorialit.
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Qualcuno, forse la stessa Carol Monaghan, pagava la retta di Connie in una piccola scuola privata cattolica, la St Catherine's, dove le alunne portavano l'uniforme e avevano il divieto di indossare gioielli, tranne un anello ("semplice, solo metallo"), un orologio ("semplice, niente di prezioso"), e due orecchini ("semplici, solo metallo, lunghezza massima un centimetro"). Il caso volle che una popolare allieva di prima alla Central High, la scuola di Joey, tornasse da una gita di famiglia a New York sfoggiando un orologio dozzinale che suscit un'enorme ammirazione in mensa, con un cinturino giallo dall'aria masticabile sul quale il venditore di Canal Street aveva termoimpresso, su richiesta della ragazza, una minuscola scritta in plastica rosa confetto tratta da una canzone dei Pearl Jam: DON'T CALL ME DAUGHTER.
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Come lui stesso avrebbe in seguito raccontato nelle domande di iscrizione al college, Joey aveva subito intrapreso una ricerca sul rivenditore all'ingrosso dell'orologio e sul costo di una termopressa. Aveva investito quattrocento dollari dei suoi risparmi nell'attrezzatura, fornito a Connie un cinturino campione (READY FOR THE PUSH, c'era scritto) da esibire alla St Catherine's, e poi, impiegandola come corriere, aveva venduto orologi personalizzati a pi di un quarto delle sue compagne di scuola, a trenta dollari l'uno, prima che le suore mangiassero la foglia ed emendassero il codice d'abbigliamento proibendo anche i cinturini con le scritte impresse. Cosa che, naturalmente - come raccont Patty alle altre mamme -, Joey consider un sopruso.
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- Non  un sopruso, - gli disse Walter. - Ti stavi avvantaggiando di una limitazione artificiale della concorrenza. Non ti ho mai sentito lamentarti delle regole, quando funzionavano a tuo favore.
- Ho fatto un investimento. Ho corso un rischio.
- Stavi approfittando di una falla nel sistema, e loro l'hanno tappata. Non lo avevi previsto?
- E tu perch non mi hai avvertito?
- Ti ho avvertito.
- Mi hai detto solo che potevo rimetterci dei soldi.
- Be', e invece non ci hai rimesso nulla. Semplicemente, non hai guadagnato tanto quanto speravi.
- Erano comunque soldi che mi spettavano.
- Joey, far soldi non  un diritto. Vendi a quelle ragazze della robaccia inutile, che probabilmente alcune di loro non possono neanche permettersi. E per questo che la scuola di Connie impone un codice di abbigliamento, per non trattare ingiustamente nessuno.
- Gi, nessuno tranne me.
Da come Patty rifer quel dialogo, ridendo della innocente indignazione di Joey, Merrie Paulsen cap che era ancora all'oscuro di quello che suo figlio faceva con Connie Monaghan. Per averne conferma, tast un po' il terreno. Cosa riceveva Connie in cambio del disturbo, secondo Patty? Una percentuale sui guadagni?
- Oh, s, abbiamo raccomandato a Joey di darle met dei profitti, - rispose Patty. - Ma lui lo avrebbe fatto comunque. E sempre stato molto protettivo nei suoi confronti, pur essendo pi giovane.
- Per lei  come un fratello...
- No, a dire il vero - scherz Patty -  molto meglio. Chiedilo a Jessica, cosa vuol dire essere sua sorella.
- Ah, giusto, ha ha, - ribatt Merrie.
E pi tardi rifer a Seth: -  incredibile, non sospetta proprio niente.
- Trovo sbagliato - disse Seth - ridere dell'ignoranza di un altro genitore.  come sfidare il destino, non credi?
- Scusa, ma questa storia  troppo succosa e divertente. Tu tieni pure a bada il destino, intanto che io rido.
- Mi dispiace per lei.
- Be', perdonami, ma io lo trovo esilarante.
Verso la fine di quell'inverno, a Grand Rapids, la madre di Walter si accasci sul pavimento del negozio di abbigliamento femminile dove lavorava, colpita da embolia polmonare. Barrier Street conosceva la signora Berglund, che veniva in visita a Natale, per il compleanno dei bambini e per il proprio, quando Patty la portava da una massaggiatrice locale e la rimpinzava di liquirizia, noci di macadamia e cioccolato bianco, che le piacevano da matti. Merrie Paulsen la chiamava, non senza un certo affetto, "Miss Bianca", dal nome dell'occhialuta topolina dei libri per bambini di Margery Sharp. Il suo volto, un tempo grazioso, era solcato da rughe sottili, ed era afflitta da un tremore alle mascelle e alle mani, una delle quali gravemente deformata dall'artrite infantile.
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Era stata logorata, distrutta nel fisico, diceva con amarezza Walter, da una vita di duro lavoro per quell'ubriacone di suo marito nel motel che gestivano lungo la strada per Hibbing, e tuttavia, negli anni della vedovanza, decisa a rimanere una donna indipendente ed elegante, aveva continuato a guidare la vecchia Chevy Cavalier fino al negozio di abbigliamento. Quando seppero del suo malore, Patty e Walter si precipitarono a raggiungerla, lasciando Joey sotto la sprezzante sorveglianza della sorella pi grande. Fu poco dopo il successivo festival della scopata adolescenziale, tenuto da Joey nella sua stanza in aperta sfida a Jessica, e bruscamente interrotto solo dalla morte e dai funerali della signora Berglund, che Patty divent un genere di vicina assai diverso, una vicina molto pi sarcastica.
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"Oh, s, Connie, - faceva il nuovo ritornello, - una bimba tanto carina, tanto innocua e silenziosa, con una mamma tanto pregevole. Sai, ho sentito che Carol ha un nuovo ragazzo, un tipo molto virile, avr s e no la met dei suoi anni. Non sarebbe terribile se andassero via proprio adesso, con tutto quello che Carol ha fatto per rallegrare la nostra vita? E Connie, wow, certo mi mancherebbe anche lei. Ha ha. Tanto silenziosa e carina e riconoscente".
Patty aveva un aspetto tremendo, la faccia grigia, l'aria insonne, malnutrita. Aveva impiegato un sacco di tempo per cominciare a dimostrare la sua et, ma ora finalmente Merrie Paulsen si sentiva ricompensata dell'attesa.
- L'ha scoperto, non c' dubbio, - disse Merrie a Seth.
- Il furto del cucciolo, il pi grave dei crimini, - ribatt Seth.
- Proprio cos, furto, - disse Merrie. - Povero innocente immacolato Joey, rubato da quel fulmine d'intelligenza della porta accanto.
- Be', ha un anno e mezzo pi di lui.
- Secondo il calendario.
- Di' quello che ti pare, - disse Seth, - ma Patty voleva molto bene alla mamma di Walter. Dev'essere stato un brutto colpo.
- Oh, lo so, lo so. Seth, lo so. E ora posso sinceramente dispiacermi per lei.
Altri vicini, pi in confidenza con i Berglund di quanto lo fossero i Paulsen, riferirono che Miss Bianca aveva lasciato a Walter, e non ai suoi due fratelli, la casetta da topolina in riva a un piccolo lago vicino a Grand Rapids. Si diceva che Walter e Patty fossero in disaccordo su come gestire la faccenda, dato che Walter voleva vendere la casa e dividere il ricavato con i fratelli, mentre Patty insisteva perch rispettasse il desiderio materno di ricompensarlo per essere sempre stato un bravo figlio. Il fratello minore, un militare di carriera, viveva nella base aerea del Mojave, mentre il maggiore aveva trascorso tutta la sua vita adulta a perfezionare il programma paterno, bevendo smodatamente, sfruttando economicamente la madre e per il resto trascurandola del tutto. Walter e Patty avevano sempre portato i bambini dalla nonna per un paio di settimane d'estate, spesso insieme a un paio di amichette di Jessica, che avevano descritto la propriet come rustica e boschiva e non troppo infestata da insetti. Alla fine, probabilmente per fare un favore a Patty, che negli ultimi tempi sembrava a sua volta piuttosto smodata nel bere - il suo colorito al mattino, quando usciva sul vialetto a raccogliere il "New York Times " con l'involucro azzurro e lo " Star Tribune" con l'involucro verde, era di un intenso Chardonnay Marezzato -, Walter acconsent a tenere la casa per andarci in vacanza, e in giugno, quando chiusero le scuole, Patty port Joey su al Nord perch l'aiutasse a svuotare i cassetti, pulire e imbiancare, mentre Jessica rest a casa con Walter per seguire un corso integrativo di poesia.
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Quell'estate diversi vicini, esclusi i Paulsen, portarono i figli alla casa sul lago. Trovarono Patty molto pi allegra. Un padre, in confidenza, invit Seth Paulsen a raffigurarsela abbronzata e scalza, con un costume intero nero e un paio di jeans senza cintura, un look che Seth immagin con piacere. In pubblico, tutti commentarono che Joey appariva sereno e premuroso, e che lui e Patty sembravano divertirsi un mondo. I due costringevano gli ospiti a partecipare a un complicato gioco di societ che chiamavano Associazioni. Patty rimaneva alzata fino a tardi davanti al mobiletto del televisore della suocera, divertendo Joey con la sua labirintica conoscenza delle sit-com degli anni Sessanta e Settanta. Joey, dopo aver scoperto che il lago non era identificato sulle mappe locali - in realt non era altro che un grande stagno, intorno al quale sorgeva solo un'altra casa oltre alla loro -, lo aveva chiamato Senza Nome, e Patty pronunciava quelle parole in tono tenero e sentimentale, "il nostro Lago Senza Nome". Quando un altro padre, tornato da una di quelle visite, gli raccont che Joey si dava parecchio da fare, pulendo le grondaie, sfoltendo il sottobosco e scrostando la vernice, Seth Paulsen si chiese se Patty gli avesse offerto una paga sostanziosa per i suoi servigi, se questo facesse parte dell'accordo. Ma nessuno lo sapeva.
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Quanto a Connie, ai Paulsen bastava guardare da una finestra affacciata su casa Monaghan per vederla ferma l, in attesa. Era proprio una ragazzina paziente, con il metabolismo di un pesce in inverno. La sera sparecchiava i tavoli da W. A. Frost, ma nei pomeriggi feriali se ne stava ad aspettare sui gradini di casa, mentre i furgoni dei gelati le passavano davanti e i bambini pi piccoli giocavano sul marciapiede, e trascorreva i fine settimana seduta nel giardino sul retro, lanciando sporadiche occhiate alla rumorosa, violenta e approssimativa opera di abbattimento alberi e allestimento cantiere che il nuovo ragazzo di sua madre, Blake, aveva intrapreso con i suoi amici non sindacalizzati del ramo edilizio. Ma soprattutto aspettava.
- Allora, Connie, cosa succede d'interessante nella tua vita, di questi tempi? - le chiese Seth dal vicolo di fianco alla casa. - A parte Blake, vuole dire?
- S, a parte Blake.
Connie riflett per un istante e poi scosse la testa. - Niente, - disse.
- Ti annoi?
- No, no.
- Vai al cinema? Leggi?
Connie lo osserv con quel suo sguardo fisso da nonabbiamo-niente-in-comune. - Ho visto Batman.
- E Joey? Voi due eravate sempre insieme, scommetto che ti manca.
- Torner, - rispose Connie.
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Una volta risolta la vecchia questione dei mozziconi di sigaretta - Seth e Merrie ammisero di aver forse gonfiato il conteggio dei mozziconi estivi lanciati nella piscinetta; di aver forse reagito in modo eccessivo -, i Paulsen avevano scoperto in Carol Monaghan una ricca fonte di aneddoti sul Partito democratico locale, nel quale Merrie stava diventando sempre pi attiva. Carol raccontava con schiettezza storie da far rizzare i capelli, sulla macchina corrotta, sui canali sotterranei di fondi neri, sugli appalti truccati, sulle barriere permeabili, sulla contabilit interessante, provando un gran gusto nel suscitare l'orrore di Merrie. La quale, a sua volta, arriv ad apprezzare Carol come un esempio materiale della corruzione civile che intendeva combattere. Il bello di Carol era che sembrava non cambiare mai: continuava a tirarsi a lucido il gioved sera per chiss chi, anno dopo anno dopo anno, mantenendo viva la tradizione patriarcale della politica locale.
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E poi, un giorno, Carol cambi. Da un po' di tempo c'era qualcosa nell'aria. Il sindaco della citt, Norm Coleman, si era trasformato in un repubblicano, mentre un ex lottatore professionista puntava verso la residenza del governatore. Nel caso di Carol, il catalizzatore fu il suo nuovo ragazzo, Blake, un giovane col pizzetto, manovratore di macchine escavatrici, che Carol aveva conosciuto dietro il banco dell'ufficio licenze e per il quale aveva radicalmente cambiato stile. Via le pettinature complicate e i vestiti da escort, eccola apparire in pantaloni aderenti, con un semplice taglio scalato e un trucco pi leggero. Ed ecco una Carol che nessuno aveva mai visto, una Carol effettivamente felice, saltare gi tutta vispa dal pick-up F-25o di Blake, mentre un rock da stadio rimbombava per tutta la strada, e sbattere lo sportello del passeggero con una spinta vigorosa. Ben presto Blake cominci a dormire da lei, a ciondolare in giro con una maglietta dei Vikings, gli scarponi da lavoro slacciati e una lattina di birra in mano, e di l a poco si mise ad abbattere tutti gli alberi del giardino e a scorrazzare con un'escavatrice a noleggio. Sul paraurti del pick-up c'era scritto sorto BIANCO E VOTO.
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I Paulsen, a loro volta reduci da una lunga ristrutturazione, non se la sentivano di protestare per il rumore e il disordine, e Walter, l'altro vicino di Carol, era troppo gentile o indaffarato per dire qualcosa; ma alla fine di agosto Patty, tornata a casa dopo i mesi trascorsi in campagna con Joey, cominci a bussare a tutte le porte del vicinato, sconvolta, con gli occhi fuori dalle orbite, per sparlare di Carol Monaghan. "Scusate, - diceva, - cos' successo qui? Qualcuno sa dirmi cos' successo? Qualcuno ha dichiarato guerra agli alberi senza avvisarmi? Chi  questo Paul Bunyan col pick-up? Cos' questa storia? Quella casa non l'aveva presa in affitto? Pu permettersi di distruggere gli alberi, se la casa non  sua? Pu tirar gi la parete posteriore di una casa che nemmeno possiede? O l'ha per caso comprata senza che noi lo sapessimo? Come ha fatto? Non sa neanche cambiare una lampadina senza chiamare mio marito! "Scusa se ti disturbo all'ora di cena, Walter, ma quando schiaccio questo interruttore non succede niente. Potresti venire subito? E gi che sei qui, tesoro, potresti aiutarmi con la dichiarazione dei redditi? Devo consegnarla domani, e ho appena messo lo smalto sulle unghie". Come ha fatto questa persona a ottenere un mutuo ? Non ha i conti di Victoria's Secret da pagare? E chi le ha dato il permesso di avere un ragazzo? Che fine ha fatto il ciccione di Minneapolis? Qualcuno ha pensato a informare il ciccione?"
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Solo quando raggiunse la porta dei Paulsen, in fondo alla lista dei vicini, Patty ottenne qualche risposta. Merrie le spieg che Carol Monaghan, per l'appunto, non pagava pi l'affitto. La casa di Carol rientrava fra le centinaia di abitazioni che l'ente per l'edilizia popolare aveva acquisito durante gli anni del degrado, e che adesso svendeva a prezzi d'occasione.
- Come mai non lo sapevo? - chiese Patty.
- Non l'hai mai chiesto, - rispose Merrie. E non pot fare a meno di aggiungere: - Non hai mai dimostrato un particolare interesse per l'amministrazione pubblica.
- E dici che l'ha avuta a buon prezzo.
- A un ottimo prezzo. Conoscere la gente giusta aiuta.
- E tu cosa ne pensi?
- Penso che sia uno schifo, da un punto di vista fiscale e anche filosofico, - disse Merrie. - E per questo che lavoro con jim Scheibel.
- Sai, ho sempre amato questo quartiere, - disse Patty. - Mi piaceva vivere qui, anche all'inizio. E adesso all'improvviso mi sembra tutto cos brutto e sporco.
- Non deprimerti, datti da fare, - disse Merrie, e le pass un po' di opuscoli.
- Non vorrei trovarmi nei panni di Walter, - osserv Seth, non appena Patty se ne fu andata.
- Sono proprio contenta di sentirtelo dire, - rispose Merrie.
- E solo una mia impressione, oppure l'hai avvertita anche tu, una certa sfumatura di insoddisfazione coniugale? Voglio dire, aiutare Carol con la dichiarazione dei redditi? Tu ne sai qualcosa? L'ho trovato molto interessante. Non ne sapevo niente, io. E adesso viene fuori che non  riuscito a proteggere la loro bella vista sugli alberi di Carol.
- Tutta questa storia  cos reaganianamente reazionaria, - disse Merrie. - Credeva di poter vivere nella sua piccola bolla, di potersi costruire il suo piccolo mondo. La sua piccola casa di bambola.
L'annesso che sorse dalla pozza di fango dietro la casa di Carol, fine settimana dopo fine settimana nel corso dei nove mesi successivi, somigliava a una gigantesca, funzionale rimessa per barche, con tre finestre spoglie che interrompevano il rivestimento in vinile delle pareti esterne. Carol e Blake lo chiamavano "il salone", un concetto fino a quel momento estraneo a Ramsey Hill. In seguito alla controversia sui mozziconi, i Paulsen avevano installato un'alta recinzione e piantato un filare di pecci, che nel frattempo erano cresciuti abbastanza da nascondere lo spettacolo. I Berglund, invece, avevano la visuale completamente libera, e di li a poco gli altri vicini cominciarono a evitare di attaccar discorso con Patty, cosa mai accaduta in precedenza, a causa della sua fissazione per quello che definiva "l'hangar". .
Quando passavano di li la salutavano cordialmente, ma stavano ben attenti a non rallentare per non venire risucchiati. L'opinione diffusa tra le mamme lavoratrici era che Patty avesse troppo tempo libero. Una volta si dava parecchio da fare con i bambini, insegnando loro gli sport e le arti domestiche, ma ormai quasi tutti i bambini della via erano adolescenti. Per quanto cercasse di riempirsi le giornate, Patty rimaneva sempre a portata di sguardo o d'orecchio dei lavori in corso dai vicini. Ogni tanto usciva di casa e si metteva a camminare avanti e indietro in giardino, lanciando occhiate verso il salone come un animale a cui avessero disturbato il nido, e ogni tanto, la sera, andava a bussare alla porta provvisoria di compensato.
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- Ehi, Blake, come va?
- Benone.
- Si sente! Ehi, sai che ti dico, quella sega circolare fa un po' troppo rumore per le otto e mezza di sera. Ti dispiacerebbe sospendere i lavori, per oggi?
- S, mi dispiacerebbe.
- Be', e se ti chiedessi di smettere?
- Non lo so. E se ti chiedessi di lasciarmi lavorare in pace? - Non sarei molto contenta, perch il rumore ci sta pro
prio dando fastidio.
- Gi, be', sai che ti dico? Peggio per te.
Patty scoppi in una risata involontaria, una specie di nitrito. - Ha-ha-ha! Peggio per me?
- S, senti, mi dispiace per il rumore. Ma Carol dice che voi avete fatto rumore per cinque anni, quando stavate sistemando casa vostra.
- Ha-ha-ha. Non ricordo che si sia mai lamentata.
- Stavate facendo quel che dovevate fare. E io sto facendo quel che devo fare.
- Ma quel che stai facendo  bruttissimo. Mi spiace, ma  piuttosto ripugnante. Davvero... orribile e ripugnante. Sul serio.  la pura verit. Ma non  questo il problema. Il problema  la sega circolare.
- Questa  una propriet privata, e tu adesso te ne vai. - Okay, vuol dire che chiamer la polizia. - Va bene, fai pure.
Allora i vicini la vedevano camminare avanti e indietro nel vicolo, tremante di frustrazione. Chiam davvero la polizia, pi di una volta, e ogni tanto qualche agente venne e
and a parlare con Blake, ma ben presto si stancarono delle sue telefonate e non si videro pi fino al febbraio successivo, quando qualcuno tagli le quattro nuovissime gomme da neve dell'F-250 di Blake, e Blake e Carol indirizzarono i poliziotti dalla vicina di casa che li aveva chiamati tante volte per lamentarsi. Il risultato fu che Patty ricominci a bussare a tutte le porte del vicinato, furibonda. - L'indiziata numero uno, giusto? La mamma della porta accanto con un paio di figli adolescenti. La criminale incallita, non  vero? La pazza! Lui ha la macchina pi grossa e pi orrenda della strada, con quegli adesivi che offendono praticamente chiunque non sia un bianco razzista, ma Dio, che mistero, chi altri poteva desiderare di tagliargli le gomme se non io?
Merrie Paulsen era convinta che fosse stata proprio Patty.
- Non ce la vedo, -2 disse Seth. - Voglio dire,  ovvio che non sta bene, ma non  una bugiarda.
- Giusto, solo che non l'ho sentita negare di essere stata lei. Speriamo che stia andando da un bravo terapeuta. Le farebbe proprio bene. Insieme a un lavoro a tempo pieno.
- Io mi chiedo, dov' Walter?
- Walter si sta ammazzando di lavoro perch lei possa starsene a casa tutto il giorno a fare la casalinga folle. Sta cercando di essere un bravo padre per Jessica e una specie di principio di realt per Joey. Direi che ha il suo bel daffare.
La caratteristica pi notevole di Walter, oltre al suo amore per Patty, era la gentilezza. Era quel genere di buon ascoltatore che sembra sempre trovare gli altri pi interessanti e coinvolgenti di se stesso. Aveva la carnagione chiara in modo assurdo, il mento sfuggente, la testa piena di riccioli da cherubino, e portava da sempre gli stessi occhiali rotondi con la montatura di metallo. Aveva cominciato la carriera alla 3M come avvocato nell'ufficio di consulenza legale, da dove, visto che non avanzava, era stato trasferito al reparto servizi sociali e iniziative di solidariet, un vicolo cieco aziendale dove la gentilezza era considerata un pregio.
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In Barrier Street era sempre intento a distribuire fantastici biglietti omaggio per il Guthrie Theater e la Chamber Orchestra, e a raccontare ai vicini dei suoi incontri con personaggi locali famosi come Garrison Keillor e Kirby Puckett e, una volta, addirittura Prince. Da poco, sorprendentemente, aveva lasciato la 3m ed era diventato responsabile per la comunicazione e raccolta fondi della Nature Conservancy. Nessuno, eccetto i Paulsen, sospettava che covasse tutto quel malcontento, ma Walter non era meno entusiasta della natura di quanto lo fosse della cultura, e l'unico cambiamento visibile nella sua vita erano le nuove assenze da casa durante i fine settimana.
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Quelle assenze furono forse la ragione per cui Walter non intervenne, al contrario di quanto ci si poteva aspettare, nella battaglia di Patty contro Carol Monaghan. Se qualcuno lo interrogava a bruciapelo, reagiva ridacchiando nervoso. "Mi considero uno spettatore neutrale", rispondeva. E rimase uno spettatore neutrale per tutta la primavera e l'estate del secondo anno di liceo di Joey, e fino all'autunno seguente, quando Jessica part per un college della costa orientale e Joey lasci la casa dei genitori per andare a vivere con Carol, Blake e Connie.
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Quella mossa fu uno sbalorditivo atto di ribellione e una pugnalata al cuore di Patty: l'inizio della fine della sua vita a Ramsey Hill. Joey aveva trascorso luglio e agosto nel Montana, a lavorare nel ranch d'altura di uno dei pi importanti finanziatori della Nature Conservancy, ed era tornato con due spalle da uomo e cinque centimetri in pi di altezza. Walter, che in genere non amava vantarsi, aveva confidato ai Paulsen, durante un picnic in agosto, che il finanziatore gli aveva telefonato per dirsi "stupefatto" della impavidit e instancabilit di Joey nell'atterrare i vitelli e disinfestare le pecore. Patty, tuttavia, a quello stesso picnic, aveva gi lo sguardo assente per il dolore. In giugno, prima che Joey andasse nel Montana, lo aveva portato di nuovo al Lago Senza Nome per farsi dare una mano a sistemare la propriet, e l'unica vicina che li aveva visti lass aveva descritto un terribile pomeriggio in cui madre e figlio avevano continuato a torturarsi a vicenda, alla luce del sole, Joey che scimmiottava Patty e alla fine la chiamava "stupida", e Patty che strillava: "Ha-ha-ha! Stupida! Dio, Joey! La tua maturit non finisce mai di meravigliarmi! Dare della stupida a tua madre di fronte ad altre persone! Che bella figura! Sei proprio un grand'uomo, duro e indipendente!"
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Alla fine dell'estate, Blake aveva quasi terminato di lavorare al salone e lo stava equipaggiando con tutto l'armamentario blakeiano, che comprendeva una PlayStation, un tavolo da calcetto, uno spillatore di birra refrigerato, un grande schermo televisivo, un tavolo da hockey ad aria, un lampadario dei Vikings di vetro colorato, e poltrone reclinabili elettriche. I vicini potevano solo immaginarsi la scena - la famiglia seduta a tavola, le battute sarcastiche di Patty su tutti quei comfort, Joey che l'accusava di essere stupida e ingiusta, e Walter che perdeva le staffe e gli ordinava di chiederle scusa -, ma la sera della defezione di Joey non aveva bisogno di essere immaginata, perch Carol Monaghan era felice di descriverla, a voce alta e alquanto esultante, a qualsiasi vicino abbastanza sleale nei confronti dei Berglund da volerla ascoltare.
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"Joey era molto, molto calmo, - diceva Carol. - Giuro su Dio, una calma di ghiaccio. Sono andata con Connie a dargli manforte e a chiarire che sono completamente d'accordo con la nuova sistemazione, perch sai com' Walter, cos riguardoso, potrebbe temere che mi  stata imposta. E Joey  stato assolutamente responsabile, come sempre. Voleva solo mettere le carte in tavola ed evitare malintesi. Ha spiegato che lui e Connie ne avevano discusso con me, e io ho detto a Walter - perch sapevo che si sarebbe preoccupato -, gli ho detto che non c'erano problemi per le spese. Io e Blake siamo una famiglia, adesso, e siamo contenti di aggiungere un posto a tavola, e poi Joey  cos bravo, lava i piatti, porta fuori la spazzatura, mette in ordine, e in pi, ho detto a Walter, lui e Patty sono stati tanto generosi con Connie, l'hanno tenuta un sacco di volte a mangiare da loro. Volevo essere chiara su questo, perch sono stati davvero generosi quando la mia vita era ancora per aria, e io gli sono sempre stata riconoscente. E Joey  cos responsabile e calmo. Se vuole stare con Connie, spiega, non gli rimane altra scelta, visto che Patty non la lascia neanche entrare in casa, e io intervengo per dire che sono assolutamente favorevole alla loro storia - se tutti i ragazzi fossero responsabili come quei due, il mondo sarebbe un posto molto migliore - ed  senz'altro preferibile che stiano a casa mia, sicuri e responsabili, anzich vedersi di nascosto e mettersi nei guai. Sono tanto grata a Joey, sar sempre il benvenuto nella mia casa.
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Cos ho detto. E so che Patty non mi pu vedere, mi ha sempre guardata dall'alto in basso e ha sempre disprezzato Connie. Lo so. E so bene di cosa pu essere capace. Sapevo che stava per fare una scenata. E cos a un certo punto storce la faccia e dice: "Tu pensi che lui ami tua figlia? Pensi che sia innamorato di lei?" Con questa vocina acuta. Come se fosse impossibile che uno come Joey si innamori di Connie, perch io non sono andata al college o vattelappesca, o perch non ho una casa grande come la loro non vengo da New York o vattelappesca, o perch lavoro a tempo pieno come Cristo comanda per quaranta ore alla settimana, al contrario di lei. Patty ha cos poco rispetto nei miei confronti, roba da non credere. Ma con Walter credevo di poter parlare. Lui  proprio un tesoro. Diventa rosso come una barbabietola, per l'imbarazzo, credo, e dice: "Carol, tu e Connie dovreste uscire, vorremmo parlare con Joey in privato". Per me va bene. Non intendo creare problemi, non sono una piantagrane. Ma Joey dice di no. Dice che non sta chiedendo il loro permesso, li sta solo informando di quello che vuole fare, e non c' niente da discutere. E allora Walter perde il controllo. Completamente. Piange, addirittura, tanto  arrabbiato, e io lo capisco, perch Joey  il piccolo di casa, e non  colpa di Walter se Patty  cos irragionevole e cattiva con Connie che Joey non sopporta pi di vivere con loro. Ma Walter comincia a urlare a pieni polmoni, tipo, TU HAI SEDICI ANNI E NON VAI DA NESSUNA PARTE FINCHE' NON FINISCI LE SUPERIORI.
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E Joey lo guarda
 sorride con una calma di ghiaccio. Gli dice che andarsene di casa non  un reato, e comunque si sta solo trasferendo dai vicini. Non fa una grinza. Magari avessi avuto un centesimo del suo cervello e della sua flemma, quando avevo sedici anni. Voglio dire,  proprio un ragazzo in gamba. Mi rincresce un po' per Walter, che a questo punto comincia a urlare che non gli pagher il college, che l'estate prossima non lo lascer tornare nel Montana, e roba del genere, e che dopotutto gli sta solo chiedendo di cenare con loro e dormire nel suo letto far parte della famiglia.
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E Joey risponde: "Faccio ancora parte della famiglia", e infatti non ha mai detto il contrario. Ma Walter pesta i piedi, per un attimo sembra che stia per picchiarlo, ormai ha completamente perso il controllo e continua a urlare, VATTENE, VATTENE, SONO STUFO, VATTENE, e poi esce dalla cucina e va di sopra, in camera di Joey, comincia ad aprire i cassetti, e Patty corre di sopra e si mettono a sbraitare, e io e Connie abbracciamo Joey, perch  l'unica persona ragionevole di tutta la famiglia e ci dispiace tanto per lui, e in quel momento non ho pi dubbi che faccia bene a trasferirsi da noi. Walter torna di sotto con quel passo pesante e sentiamo Patty che strilla come una pazza - ha completamente perso il controllo - e Walter ricomincia a gridare, NON VEDI COSA STAI FACENDO A TUA MADRE? Perch tutto ruota intorno a Patty, capisci,  sempre lei la vittima. E Joey lo guarda e scuote la testa, perch c' poco da dire.
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Come potrebbe voler vivere in un posto come quello?" Anche se alcuni vicini provarono un'indubbia soddisfazione nel vedere Patty raccogliere la tempesta seminata con la straordinariet di suo figlio, restava il fatto che Carol Monaghan non era mai stata molto benvoluta in Barrier Street, Blake era criticato da tutti, Connie era considerata inquietante, e nessuno si era mai davvero fidato di Joey. Quando si diffuse la notizia della sua insurrezione, le emozioni prevalenti fra la borghesia urbana di Ramsey Hill furono compassione per Walter, preoccupazione per la salute psicologica di Patty, e un irresistibile senso di gratitudine e sollievo per il fatto di avere dei figli normali: contenti di accettare la munificenza dei genitori, innocentemente bisognosi di aiuto con i compiti e le domande di iscrizione al college, disposti a comunicare per telefono i loro spostamenti post-scolastici, pronti a rivelare i loro piccoli dispiaceri quotidiani, rassicuranti nella prevedibilit dei loro approcci a sesso, marijuana e alcol. Il dolore che emanava dalla casa dei Berglund era sui generis. Walter - ignaro, si sperava, delle chiacchiere di Carol sulla sera in cui aveva "perso il controllo " - ammise goffamente con alcuni vicini che lui e Patty erano stati "licenziati" come genitori, e stavano cercando di non prendersela troppo. - Ogni tanto viene a casa a studiare, - disse, - ma al momento preferisce dormire da Carol. Vedremo quanto dura.
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- Come la sta prendendo Patty ? - gli chiese Seth Paulsen. - Non bene.
- Perch non venite a cena, una di queste sere.
- Sarebbe fantastico, - rispose Walter, - ma credo che Patty andr a stare per un po' nella vecchia casa di mia madre. La sta sistemando, sai.
- Sono preoccupato per lei, - disse Seth, con una certa esitazione nella voce.
- Anch'io, un pochino. Ma l'ho vista giocare anche mentre soffriva. Al terzo anno di college ha tentato di giocare per due partite dopo essersi strappata i legamenti del ginocchio.
- Ma dopo non ha subto, ehm, un'operazione che le ha stroncato la carriera ?
- Mi stavo riferendo alla sua tenacia, Seth. Al fatto che sa rimanere in gioco anche quando soffre. - Giusto.
Walter e Patty non andarono mai a cena dai Paulsen. Patty rimase lontana da Barrier Street, nascosta in riva al Lago Senza Nome, per buona parte dell'inverno e della primavera successiva, e anche quando la sua macchina era parcheggiata nel vialetto - per esempio a Natale, quando Jessica torn dal college e, secondo le sue amiche, ebbe una "lite furibonda" con il fratello, col risultato che Joey trascorse pi di una settimana nella sua vecchia stanza, concedendo alla formidabile sorella la vacanza dignitosa che desiderava -, Patty evitava le festicciole tra vicini dove un tempo i suoi dolci e la sua affabilit erano stati molto apprezzati. A volte venivano a trovarla certe donne sulla quarantina, che, a giudicare dalla pettinatura e dagli adesivi sul paraurti delle loro Subaru, dovevano essere vecchie compagne della squadra di pallacanestro, e inoltre si diceva che avesse ricominciato a bere, ma questa era pi che altro una illazione, visto che, malgrado i suoi modi cos amichevoli, a Ramsey Hill non si era fatta neppure un'amica.
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Per Capodanno, Joey torn da Carol e Blake. La principale attrattiva di quella casa era presumibilmente il letto che condivideva con Connie. Joey era noto fra i suoi amici per la sua bizzarra e agguerrita ostilit alla masturbazione, che gli suscitava un sorriso di superiorit al solo sentirla nominare;
la sua aspirazione, dichiarava, era di non dovervi mai ricorrere per tutta la vita. I vicini pi perspicaci, fra cui i Paulsen, sospettavano che provasse anche un certo piacere nel sentirsi la persona pi intelligente della casa. Divent il principe del salone, condividendone i piaceri con tutti coloro che degnava della propria amicizia (e trasformando lo spillatore di birra incustodito nel pomo della discordia delle cene di famiglia del quartiere). Nei suoi rapporti con Carol, Joey rasentava in modo inquietante il corteggiamento, mentre per conquistare Blake gli bastava appassionarsi a tutte le cose preferite di Blake, soprattutto agli attrezzi di Blake e al pick-up di Blake, sul quale impar a guidare. Dal sorriso irritante con cui reagiva all'entusiasmo dei compagni per Al Gore e il senatore Wellstone, come se il progressismo fosse una debolezza analoga all'onanismo, sembrava che avesse perfino abbracciato alcune delle idee politiche di Blake. L'estate seguente, anzich tornare nel Montana, and a lavorare in un cantiere edile.
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E tutti ritenevano, a torto o a ragione, che la colpa fosse in qualche modo di Walter, della sua gentilezza. Anzich trascinare Joey a casa per i capelli e costringerlo a comportarsi bene, anzich tirare una sassata in testa a Patty e costringerla a comportarsi bene, Walter si ecliss nel suo lavoro per la Nature Conservancy, dove presto divenne direttore esecutivo della sede statale, e lasci la casa vuota una sera dopo l'altra, lasci le aiuole sfiorite, le siepi non potate e le finestre non lavate, lasci che la sudicia neve urbana sommergesse il cartello GORE LIEberMaN piantato in giardino. Perfino i Paulsen si disinteressarono dei Berglund, adesso che Merrie era candidata alle elezioni per il consiglio comunale.
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Patty trascorse tutta l'estate seguente al Lago Senza Nome, e poco dopo il suo ritorno - un mese dopo che Joey era partito per la University of Virginia in condizioni economiche sconosciute a Ramsey Hill, e due settimane dopo la grande tragedia nazionale - un cartello con la scritta VENDESI comparve davanti alla villetta vittoriana nella quale lei e Walter avevano riversato una buona met della loro vita. Walter faceva gi la spola con Washington, dove aveva cominciato un nuovo lavoro. Anche se i prezzi delle case sarebbero presto risaliti a livelli senza precedenti, il mercato locale era ancora vicino al punto pi basso della recessione post i i settembre. Patty sovrintese alla vendita della casa, per una cifra misera, a una coppia di seri professionisti neri con due gemelli di tre anni. In febbraio i due Berglund fecero un ultimo giro di saluti, congedandosi con cortese formalit, Walter chiedendo come stessero i bambini e augurando a tutti tante belle cose, Patty silenziosa ma stranamente ringiovanita, simile alla ragazza che spingeva il passeggino lungo la strada quando il quartiere non era ancora un quartiere.
-  un miracolo - osserv in seguito Seth Paulsen - che quei due siano ancora insieme.
Merrie scosse la testa. - Credo che non abbiano ancora capito come vivere.
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SONO STATI COMMESSI DEGLI ERRORI.
Autobiografia di Patty Berglund. (redatta da Patty Berglund su consiglio del suo terapeuta).
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Capitolo primo. Compiacente.
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Se non fosse atea, Patty ringrazierebbe il buon Dio per i programmi sportivi scolastici, perch le hanno praticamente salvato la vita e le hanno offerto la possibilit di realizzarsi come persona. Patty  grata in particolare a Sandra Mosher della North Chappaqua Middle School, a Elaine Carver e jane Nagel della Horace Greeley High School, a Ernie e Rose Salvatore del Gettysburg Girls Basketball Camp, e ad Irene Treadwell della University of Minnesota. E da questi meravigliosi allenatori che Patty ha imparato la disciplina, la pazienza, la concentrazione, il lavoro di squadra e lo spirito sportivo, che l'hanno aiutata a compensare la sua competitivit morbosa e la sua bassa autostima.
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Patty  cresciuta nella contea di Westchester, nello stato di New York. Era la prima di quattro figli, seguita da altri tre che corrispondevano meglio alle aspettative dei genitori. Era parecchio Pi Grossa degli altri, e anche Meno Originale, e anche considerevolmente Pi Tonta. Non del tutto tonta, ma relativamente pi tonta. A furia di crescere divent alta un metro e settantasette, quasi come il fratello e molto pi delle sorelle, e a volte le dispiaceva di non essere arrivata fino al metro e ottanta, visto che nella sua famiglia si sarebbe sentita comunque fuori posto. Forse, se fosse riuscita a vedere meglio il canestro, a prendere posizione in post alto nella calca dei difensori e a ruotare pi liberamente in difesa, Patty avrebbe avuto una vena competitiva meno rabbiosa e, di conseguenza, una vita pi felice dopo il college; probabilmente non sarebbe andata cos, ma era interessante pensarci. Quando giocava a livello universitario era quasi sempre una delle pi basse in campo, cosa che stranamente le ram-

mentava la sua posizione in famiglia e l'aiutava a mantenere alta l'adrenalina.
La prima volta che Patty ricorda di aver visto sua madre fra il pubblico di una partita  anche una delle ultime. All'epoca frequentava il campo estivo Sportivo per persone normali nella stessa struttura dove le sue due sorelle frequentavano il campo estivo Artistico per persone straordinarie, e un giorno la madre e le sorelle vennero a vedere gli ultimi inning di una partita di softball. Patty, dalla sua posizione di esterno sinistro, doveva aspettare che qualcuno le battesse una palla in profondit, mentre assisteva frustrata agli errori commessi sul diamante da ragazze meno brave di lei. Cominci ad avanzare verso il centro, e fu cos che la partita si concluse. Corridori in prima e seconda base. La battitrice effettu una rimbalzante sulla scoordinatissima interbase, Patty corse davanti a quest'ultima per raccogliere la palla ed eliminare il corridore pi avanzato e poi cominciare a inseguire l'altro corridore, una ragazza tutta delicatina che probabilmente aveva raggiunto la prima base per un errore della difesa. Quando Patty le piomb addosso, la ragazza corse strillando nel campo esterno, uscendo dal percorso fra le basi per venire automaticamente eliminata; Patty per continu a rincorrerla ed effettu la toccata, e la ragazza cadde a terra, urlando per il dolore in apparenza terribile provocato da quel lieve colpo di guanto.
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Patty si rendeva conto di non aver dimostrato un grande spirito sportivo. Si era lasciata trasportare perch i suoi famigliari la stavano guardando. Nella station wagon di famiglia, con una voce ancora pi tremula del solito, sua madre le chiese se doveva proprio essere cos... aggressiva. Se era necessario essere, be', essere cos aggressiva. Cosa c'era di male nel condividere un po' la palla con le compagne di squadra ? Patty replic che come esterno sinistro la palla non le arrivava MAI. E sua madre disse: - Non mi dispiace se fai sport, ma solo se ti aiuta a imparare la cooperazione e lo spirito comunitario -. E Patty rispose: - Allora mandami in un campo VERO, dove non sono l'unica capace di giocare! Non posso cooperare con gente che non riesce neanche a prendere la palla! - E sua madre disse: - Non sono sicura che sia una buona
idea, quella di stimolare cos tanto l'aggressivit e la competizione. Certo, io non sono un'appassionata di sport, ma non vedo cosa ci sia di divertente nello sconfiggere una persona per il semplice gusto di sconfiggerla. Non sarebbe molto pi divertente collaborare a costruire qualcosa tutti insieme?
La madre di Patty era una democratica di professione. Al momento della stesura di questo scritto,  una deputata dello stato di New York, l'onorevole Joyce Emerson, nota per il suo impegno in favore degli spazi aperti, dei bambini poveri e delle Arti. Per Joyce il paradiso  uno spazio aperto dove i bambini poveri possono praticare le Arti a spese dello stato. Joyce nacque a Brooklyn nel i934 con il nome di Joyce Markowitz, ma a quanto pare rifiut la propria ebraicit fin dagli albori della sua coscienza. (L'autobiografa si domanda se uno dei motivi per cui le trema sempre la voce non sia il perpetuo sforzo di nascondere l'accento di Brooklyn). Joyce ottenne una borsa di studio per laurearsi in materie umanistiche nei boschi del Maine, dove incontr il padre di Patty, un gentile purosangue che spos nella chiesa unitariana universalista AH Souls nell'Upper East Side di Manhattan. Secondo l'autobiografa, Joyce ebbe la prima figlia quando non era ancora emotivamente pronta per la maternit, anche se forse in questo caso l'autobiografa stessa dovrebbe astenersi dallo scagliare la prima pietra. Quando jack Kennedy ottenne la candidatura democratica, nel i 960, Joyce trov un nobile e stimolante pretesto per uscire da una casa che evidentemente non poteva fare a meno di riempire di marmocchi. Poi vennero i diritti civili, e il Vietnam, e Bobby Kennedy: altre buone ragioni per starsene fuori da una casa decisamente troppo piccola per quattro bambini, pi una tata barbadiana residente nel seminterrato. Joyce partecip alla sua prima convention nazionale nel 1968, come delegata vincolata al defunto Bobby. Divent tesoriera e in seguito presidente del partito per la contea, e organizz la campagna locale per Teddy nel 1972 e nel 1980. Ogni estate, dal mattino alla sera, orde di volontari marciavano dentro e fuori dalle porte aperte della casa, trasportando scatoloni di materiale per la campagna. Patty poteva esercitarsi nei palleggi e nei tiri in sottomano per sei ore di fila senza che nessuno badasse a lei.

Il padre di Patty, Ray Emerson, era un avvocato e un umorista dilettante, con un repertorio di barzellette sconce e maligne parodie degli insegnanti dei figli, dei vicini e degli amici. Si divertiva soprattutto a tormentare Patty imitando Eulalie, la barbadiana, non appena quest'ultima gli girava le spalle. "Basta gon il giogo, adesso, basta giogare", diceva, e andava avanti a voce sempre pi alta, finch Patty non scappava via da tavola, mortificata, seguita dalle grida euforiche dei fratelli. Un'altra fonte di perenne sollazzo era lo sfottimento dell'allenatrice e mentore di Patty, Sandy Mosher, che Ray si divertiva a chiamare Saaaandra. Chiedeva continuamente a Patty se negli ultimi tempi Saaaandra avesse ricevuto la visita di qualche gentiluomo, o forse, hi hi, hi hi, di qualche gentildonna? E i fratelli, in coro: Saaaandra, Saaaandra! Un altro modo spiritoso di tormentare Patty era nascondere il cane di famiglia, Elmo, e fingere che Elmo fosse stato soppresso mentre lei si trovava all'allenamento serale di pallacanestro. Oppure deriderla per certe cantonate che aveva preso anni e anni prima, chiedendole come stavano i canguri in Austria, e se aveva letto l'ultimo romanzo della famosa scrittrice contemporanea Louisa May Alcott, e se pensava ancora che i funghi facessero parte del regno animale. "L'altro giorno ho visto uno dei funghi di Patty che inseguiva un camion, - diceva suo padre. - Ehi, guardatemi, sono il fungo di Patty che insegue un camion".
Spesso, dopo cena, suo padre usciva di nuovo per incontrare la povera gente che difendeva in tribunale, a titolo gratuito o quasi. Il suo studio si trovava di fronte al palazzo di giustizia di White Plains. Fra i clienti che difendeva gratis c'erano Portoricani, Haitiani, Travestiti, e Disabili mentali e fisici. Alcuni erano talmente nei guai che Ray non rideva neppure alle loro spalle. Nei limiti del possibile, tuttavia, i loro problemi lo divertivano. In seconda superiore, per una ricerca scolastica, Patty assistette a due processi in cui la difesa era affidata a suo padre. In uno di essi l'imputato era un disoccupato di Yonkers che per il Puerto Rican Day si era ubriacato, era andato a cercare il fratello di sua moglie per sfregiarlo a coltellate e, non avendolo trovato, aveva sfregiato uno sconosciuto in un bar. Non solo suo padre, ma anche il
giudice e persino il pubblico ministero sembravano divertiti dalla patetica stupidit dell'imputato. Continuavano a strizzarsi l'occhio di nascosto. Come se la miseria, lo sfregio e il carcere fossero un semplice spettacolino offerto dai ceti inferiori per ravvivare una giornata altrimenti noiosa.
Pi tardi, mentre tornavano a casa in treno, Patty gli chiese da che parte stesse.
- Ah, bella domanda, - rispose suo padre. - Devi capire che il mio cliente  un bugiardo. La vittima  un bugiardo. E il padrone del bar  un bugiardo. Sono tutti dei bugiardi. Naturalmente il mio cliente ha diritto a un'energica difesa. Ma bisogna anche cercare di servire la giustizia. A volte io, il pubblico ministero e il giudice lavoriamo insieme, tanto quanto il pubblico ministero lavora con la vittima e io con l'imputato. Hai sentito parlare del nostro sistema accusatorio?
- S.
- Bene. A volte io, il pubblico ministero e il giudice accusiamo la stessa persona. Cerchiamo di ricostruire i fatti ed evitare errori giudiziari. Questo per non, ehm. Non scriverlo nella tua ricerca.
- Credevo che ricostruire i fatti fosse compito della giuria speciale e della giuria ordinaria.
- Proprio cos. Scrivi questo nella tua ricerca. Giudicato da una giuria di tuoi pari. Questo  importante.
- Ma la maggior parte dei tuoi clienti  innocente, vero?
- Pochi si meritano una punizione grave come quella che qualcuno vorrebbe infliggergli.
- Ma molti sono del tutto innocenti, vero? La mamma dice che hanno problemi con la lingua, e che la polizia non fa molta attenzione a chi arresta, e che sono persone svantaggiate, vittime di pregiudizi.
- E tutto verissimo, mia dolce Patty. E tuttavia, ehm. A volte tua madre  un po' ingenua.
Gli sfottimenti paterni la infastidivano meno, quando prendevano di mira sua madre.
- Insomma, li hai visti anche tu, - le disse. - Cristo santo. El ron me puso loco.
Una caratteristica importante della famiglia di Ray era il fatto di essere molto ricca. I suoi genitori vivevano nella

grande propriet avita sulle colline del New jersey nordoccidentale, in una bella villa modernista progettata, a quanto pareva, da Frank Lloyd Wright, e piena di opere minori di famosi impressionisti francesi. Ogni estate l'intero clan degli Emerson si radunava nella propriet per dei picnic in riva al lago dove Patty non si divertiva quasi mai. Suo nonno, August, amava afferrare per la vita la nipote pi grande e farsela saltellare sulla coscia, ricavandone Dio solo sa quale sottile fremito; di certo non aveva molto rispetto per i confini fisici di Patty. A partire dalla seconda media le tocc anche giocare in doppio sul campo da tennis in terra battuta dei nonni, insieme a Ray, al socio giovane dello studio e alla moglie del socio, sentendo gli sguardi del socio sul proprio completino succinto e provando imbarazzo e confusione per quei palpeggiamenti oculari.
Il nonno di Patty, come lo stesso Ray, si era comprato il diritto di essere eccentrico in privato compiendo buone azioni giuridiche in pubblico; si era fatto un nome difendendo obiettori di coscienza e renitenti alla leva di alto profilo nel corso di tre guerre. Nel tempo libero, che non gli mancava, coltivava l'uva nella sua propriet e la faceva fermentare in una delle dpendance della villa. La sua " azienda vinicola", che aveva chiamato Coscia di Cerva, era la barzelletta della famiglia. Durante i picnic estivi, August si aggirava barcollando in ciabatte infradito e calzoncini da bagno cascanti, stringendo in mano una delle sue bottiglie dall'etichetta grossolana e riempiendo i bicchieri che gli ospiti avevano svuotato con circospezione, sull'erba o fra i cespugli. "Cosa te ne pare ? - chiedeva. - E un buon vino ? Ti piace ?" Era una specie di incrocio fra un ragazzino assiduamente dedito al proprio hobby e un torturatore deciso a punire ciascuna vittima in ugual misura. Rifacendosi all'usanza europea, August sosteneva la necessit di dare il vino ai bambini, e, quando le giovani madri erano distratte a sgranare le pannocchie o a competere su chi guarniva meglio l'insalata, annacquava il Coscia di Cerva Riserva e lo propinava persino ai piccoli di tre anni, tenendoli delicatamente per il mento, se necessario, e versandogli la mistura in bocca per assicurarsi che la mandassero gi. "Lo sai cos' questo? - diceva. - E vino". Se il
pargolo cominciava a comportarsi in modo strano, gli diceva: "Quello che provi si chiama essere ubriaco. Hai bevuto troppo. Sei ubriaco", guardandolo con disgusto non meno sincero per il fatto di essere benevolo. Patty, che era sempre la pi grande dei ragazzini, assisteva a queste scene con silenzioso raccapriccio, aspettando che fosse un fratello o una sorella minore, o magari un cuginetto, a suonare l'allarme: " Il nonno sta facendo ubriacare i piccoli! " Mentre le madri correvano a rimproverare August e a strappargli i bambini, e i padri ridacchiavano sconciamente dell'ossessione di August per i quarti posteriori delle cerve, Patty entrava di soppiatto nel lago e restava l a galleggiare, lasciando che l'acqua bassa e tiepida le chiudesse le orecchie alle voci dei suoi famigliari.
Perch le cose andavano cos: durante ogni picnic, su nella cucina della villa in pietra, c'erano sempre un paio di favolose bottiglie di vecchio bordeaux della mitica cantina di August. Saltavano fuori dietro insistenza del padre di Patty, a prezzo di chiss quali lusinghe e implorazioni, ed era sempre Ray che dava il segnale, il cenno d'intesa, per invitare i fratelli e gli amici prescelti a squagliarsela dal picnic e seguirlo. Gli uomini tornavano qualche minuto dopo con enormi bicchieri ballon pieni fino all'orlo di un rosso straordinario, e Ray anche con una bottiglia francese in cui restavano forse due dita di vino, da dividere fra tutte le mogli e gli altri ospiti meno privilegiati. Nessuna supplica poteva persuadere August a prelevare un'altra bottiglia dalla cantina; piuttosto ricominciava a offrire il Coscia di Cerva Riserva.
E tutti gli anni per Natale era sempre la stessa storia: i nonni arrivavano dal New jersey con la loro Mercedes ultimo modello (August permutava quella vecchia pi o meno ogni anno), entrando nella villetta sovraffollata di Ray e Joyce un'ora prima dell'orario che Joyce li aveva implorati di rispettare, e distribuivano regali offensivi. Rimasero famosi i due strofinacci da cucina usati ricevuti un anno da Joyce. Il tipico dono per Ray era uno di quei grossi libri d'arte del tavolo delle offerte di Barnes & Noble, a volte ancora con l'etichetta adesiva di $3.99. I bambini ricevevano cazzatine di plastica made in Asia: minuscole sveglie da viaggio che non funzionavano, portamonete con sopra il nome di una

compagnia d'assicurazioni del New jersey, burattini cinesi di spaventosa rozzezza, bastoncini da cocktail assortiti. Nel frattempo, l'universit di August stava costruendo una biblioteca intitolata a lui. Poich il fratello e le sorelle, indignati dalla smodata tirchieria dei nonni, si rifacevano esigendo uno smodato bottino natalizio dai genitori - la notte della vigilia Joyce rimaneva alzata fino alle tre a incartare i regali scelti dalle loro interminabili e dettagliatissime liste -, Patty imbocc la strada opposta e decise di interessarsi solo allo sport.
Un tempo suo nonno era stato un vero atleta, un campione universitario di corsa su pista e un estremo stretto a football, e probabilmente era da lui che Patty aveva ereditato la statura e i riflessi. Anche Ray aveva giocato a football, ma nel Maine, per un'universit che riusciva appena a mettere in campo una squadra. Il suo sport preferito, il tennis, era l'unico che Patty odiava, malgrado fosse piuttosto brava. Era convinta che Bjrn Borg sotto sotto fosse scarso. Con pochissime eccezioni (per esempio joe Namath), in genere gli atleti la lasciavano indifferente. La sua specialit era infatuarsi di ragazzi molto popolari, troppo grandi o troppo belli per rappresentare una scelta realistica. Tuttavia, essendo una persona molto compiacente, usciva in pratica con chiunque la invitasse. Riteneva che i ragazzi timidi o impopolari avessero vita dura, e li compativa fino ai limiti del possibile. Chiss perch, molti di loro erano lottatori. Secondo la sua esperienza, i lottatori erano tipi coraggiosi, taciturni, imbranati, accigliati, gentili, e per nulla intimoriti dalle ragazze sportive. Uno di loro le confid che alle medie lui e i suoi amici la chiamavano Scimmia.
Quanto al sesso vero e proprio, la prima esperienza di Patty consistette nell'essere violentata a diciassette anni, durante una festa, da un ragazzo di nome Ethan Post, studente dell'ultimo anno di un collegio privato. Ethan, pur non praticando alcuno sport tranne il golf, aveva un vantaggio di quindici centimetri e ventidue chili su Patty, e offriva uno spettacolo scoraggiante del confronto tra la forza muscolare femminile e quella maschile. Patty non consider l'accaduto come qualcosa che poteva avvicinarsi allo stupro. Quando cominci a lottare, lott con foga, anche se non bene e per poco tempo,
perch quella era una delle prime volte che si ubriacava. Si era sentita cos libera, fino a quel momento! Molto probabilmente, nella grande piscina di Kim McClusky, in una bella e tiepida sera di maggio, Patty aveva dato un'impressione sbagliata a Ethan Post. Era gi fin troppo compiacente quando non era ubriaca. Nella piscina doveva essere stata ebbra di compiacenza. Tutto considerato, aveva parecchio da rimproverarsi. La sua idea dell'amore era come L'isola di Gilligan: " che pi primitiva non si pu ". Una via di mezzo fra Biancaneve e Nancy Drew. E Ethan aveva senza dubbio quell'aria arrogante che all'epoca l'attirava tanto. Somigliava all'oggetto d'amore di un romanzo per ragazzine con barche a vela in copertina. Dopo averla violentata, disse che gli dispiaceva che "la cosa" fosse stata cos brusca, non lo aveva fatto apposta.
Solo quando svan l'effetto della pina colada, all'alba del mattino dopo, nella camera da letto che Patty, essendo cos compiacente, condivideva con la sorella pi piccola affinch la sorella di mezzo avesse una stanza tutta sua dove poter essere Creativa e disordinata: solo allora Patty si sent oltraggiata. L'oltraggio consisteva nel fatto che Ethan l'avesse considerata una nullit, tanto da sentirsi autorizzato a violentarla e poi riaccompagnarla a casa. E invece lei non era una nullit. Lei era, fra le altre cose, gi al terzo anno delle superiori, la detentrice del record stagionale assoluto di assist della Horace Greeley High School. Un record che avrebbe demolito ancora l'anno seguente! Inoltre faceva parte della prima squadra All-State, in uno stato che comprendeva Brooklyn e il Bronx. Eppure un pivello di golfista che conosceva appena si era permesso di violentarla.
Per non svegliare la sorella and a piangere nella doccia. Quello fu, senza esagerazione, il momento pi infelice della sua vita. Anche oggi, quando pensa agli oppressi e alle vittime dell'ingiustizia nel mondo, e a ci che devono provare, la sua mente ritorna a quel momento. Cose a cui non aveva mai pensato, come l'ingiustizia di una primogenita costretta a dormire con la sorella minore, senza potersi trasferire nella vecchia stanza di Eulalie nel seminterrato perch adesso era zeppa fino al soffitto di vecchio materiale elettorale, e anche l'ingiustizia di sua madre, che si entusiasmava per le

doti istrioniche della figlia di mezzo ma non andava mai a veder giocare lei: tutto ci le divenne chiaro in quell'istante. Si sentiva cos oltraggiata che quasi le venne voglia di parlarne con qualcuno. Ma aveva paura di confessare all'allenatrice o alle compagne di squadra di essersi ubriacata.
Se la storia venne fuori, malgrado i suoi sforzi per tenerla sepolta, fu perch Coach Nagel s'insospett e si mise a osservarla di nascosto nello spogliatoio dopo la partita dell'indomani. La chiam nel suo ufficio e le chiese il motivo di quei lividi e di quell'aria triste. Patty si umili scoppiando in singhiozzi e confessando subito tutto. Allora, con suo grande sconcerto, l'allenatrice le propose di accompagnarla all'ospedale e informare la polizia. Patty aveva appena realizzato tre battute valide su quattro turni, con due punti segnati e alcune straordinarie giocate difensive. Evidentemente non aveva subto seri danni. Inoltre i suoi genitori erano amici politici di quelli di Ethan, perci l'idea dell'allenatrice non stava in piedi. Os sperare che le sue umili scuse per aver interrotto la preparazione atletica, unite alla misericordia e alla clemenza dell'allenatrice, bastassero per chiudere la questione. Oh, quanto si sbagliava.
L'allenatrice telefon a casa di Patty e trov sua madre, la quale, come sempre, era senza fiato e stava correndo a una riunione e non aveva n il tempo di parlare n la forza morale di ammettere che non aveva il tempo di parlare; allora Coach Nagel pronunci queste parole indelebili nella cornetta del telefono beige del dipartimento di Educazione fisica: - Sua figlia mi ha appena detto che ieri sera  stata violentata da un ragazzo di nome Ethn Post -. Rimase in ascolto per un minuto prima di dire: - No, me lo ha appena detto... Proprio cos... Ieri sera... S,  qui -. E pass il telefono a Patty.
- Patty? - disse sua madre. - Stai... bene?
- Benissimo.
- La signora Nagel dice che ieri sera c' stato un incidente. - L'incidente  che sono stata violentata. - Oddio, oddio, oddio. Ieri sera? - S.
- Stamattina ero a casa. Perch non hai detto niente? - Non lo so.
- Perch, perch, perch? Perch non mi hai detto niente?
- Forse al momento non mi sembrava una cosa importante. - Ma poi lo hai detto alla signora Nagel.
- No, - rispose Patty. - E solo che lei ha pi spirito di
osservazione di te.
- Ma stamattina ti ho vista appena.
- Non voglio dire che  colpa tua. Era solo una conside
razione.
- E tu pensi che possa essere stato... pensi di essere stata... - Violentata.
- Non posso crederci, - disse sua madre. - Vengo a pren
derti.
- Coach Nagel vuole che vada all'ospedale. - Non stai bene?
- Te l'ho gi detto. Sto benissimo.
- Allora resta dove sei, nessuna di voi due faccia niente
finch non sono li.
Patty mise gi il ricevitore e disse all'allenatrice che sua
madre stava arrivando.
- Lo manderemo in prigione per un bel po', quel ragazzo,
- disse Coach Nagel.
- Oh no no no no no, - disse Patty. - Non possiamo. - Patty.
- Non andr cos.
- Invece s, se tu lo vorrai.
- No, le dico di no. I miei genitori sono compagni di par
tito dei Post.
- Stammi a sentire, - disse l'allenatrice. - Questo non
c'entra niente. Capisci?
Patty era sicura che Coach Nagel si sbagliava. Il dottor
Post era un cardiologo, e sua moglie apparteneva a una f ami
glia molto ricca. Avevano una di quelle case dove gente del
calibro di Teddy Kennedy, Ed Muskie e Walter Mondale
andavano in visita quando erano a corto di fondi. Nel corso
degli anni, Patty aveva sentito spesso i suoi genitori parlare
del "giardino" dei Post. Quel "giardino", a quanto pareva,
era grande pi o meno come Central Park, per pi bello.
Probabilmente una delle sorelle di Patty, studentesse brillan
ti che praticavano le Arti e saltavano anni di scuola, avrebbe
potuto creare qualche problema ai Post, ma era assurdo im-

maginare che la sportivona di famiglia, studentessa appena passabile, riuscisse a intaccare la loro armatura.
- Non toccher pi un goccio d'alcol, - disse Patty, - e questo risolver il problema.
- Per te, forse, - disse l'allenatrice, - ma non per qualcun'altra. Guardati le braccia. Guarda cosa ti ha fatto. Lo far a qualcun'altra, se tu non lo fermi.
= Sono solo lividi e graffi.
Allora Coach Nagel pronunci un discorso motivazionale sul dovere di aiutare le proprie compagne di squadra, in questo caso, cio, tutte le ragazze che Ethan avrebbe incontrato in futuro. La conclusione era che Patty doveva subire un fallo pesante per il bene della squadra, sporgere denuncia e lasciare che l'allenatrice informasse il collegio di Ethan nel New Hampshire, in modo che il ragazzo venisse espulso senza potersi diplomare; se non lo avesse fatto, avrebbe tradito la squadra.
Patty ricominci a piangere, perch avrebbe quasi preferito morire che tradire la squadra. All'inizio dell'inverno, ammalata d'influenza, aveva giocato circa la met di una partita di pallacanestro prima di svenire a bordocampo e dover essere idratata per via endovenosa. Ora, il problema era proprio il fatto che la sera prima non si trovava con la sua squadra. Era andata alla festa con Amanda, una compagna di hockey su prato che non si era data pace finch non l'aveva convinta ad assaggiare la pina colada, bevanda promessa in grandi quantit a casa McClusky,. El ron me puso loca. Nessuna delle altre ragazze nella piscina dei McClusky era un'atleta. Quasi solo per il fatto di essere andata a quella festa, Patty aveva tradito la sua vera squadra. E adesso era stata punita. Ethan non aveva violentato una di quelle ragazze facili, aveva violentato Patty, perch lei non apparteneva a quell'ambiente, non era neanche capace di bere.
Promise a Coach Nagel di rifletterci sopra.
Le fece impressione vedere sua madre in palestra, ed evidentemente a sua madre faceva impressione trovarsi l. Indossava le sue solite dcollet, e sembrava Riccioli d'Oro nel bosco cupo, mentre scrutava incerta gli attrezzi di nudo metallo, i pavimenti fungiferi e i grappoli di palloni nelle sacche
di rete. Patty le and vicino e si sottomise al suo abbraccio. Sua madre era molto pi minuta di lei, e Patty si sent un po' come una pendola che Joyce stesse tentando faticosamente di spostare. Si sciolse dall'abbraccio e accompagn Joyce nel piccolo ufficio dalle pareti di vetro dell'allenatrice, perch il necessario colloquio potesse aver luogo.
- Salve, sono jane Nagel, - disse Coach Nagel.
- S, ci siamo gi... viste, - disse Joyce.
- Oh, ha ragione, ci siamo viste una volta, - disse Coach Nagel.
Oltre alla dizione laboriosa, Joyce aveva una postura laboriosamente corretta e un Sorriso Garbato, indossabile come una maschera in quasi tutte le occasioni, pubbliche e private. Dato che non alzava mai la voce, neanche se era furibonda (quando si arrabbiava, la sua voce diventava solo pi tremula e sforzata), poteva indossare il Sorriso Garbato anche nei momenti di tormentoso conflitto.
- No, di pi, - disse in quel momento. - Diverse volte.
- Davvero?
- Sono sicurissima.
- A me non sembra, - disse Coach Nagel.
- Io aspetto fuori, - disse Patty, chiudendosi la porta alle spalle.
Il colloquio genitore-coach non dur a lungo. Poco dopo Joyce usc, si avvicin con un rumore di tacchi e disse: - Andiamo.
Coach Nagel, ferma sulla soglia alle spalle di Joyce, lanci un'occhiata eloquente a Patty. L'occhiata voleva dire: Non dimenticare quello che ti ho detto sullo spirito di squadra.
La loro macchina era l'ultima rimasta nel parcheggio visitatori. Joyce infil la chiave ma non la gir. Patty le chiese cosa sarebbe successo.
- Tuo padre  in ufficio, - disse Joyce. - Andiamo subito da lui.
Ma non gir la chiave.
- Mi dispiace, - disse Patty.
- Quello che non capisco - sbott sua madre -  come ha fatto un'atleta eccezionale come te... voglio dire, come ha potuto Ethan, o chiunque sia stato...

- Ethan.  stato Ethan.
- Come avrebbe potuto chiunque... cio Ethan, - disse sua madre. - Tu dici che  stato senz'altro Ethan. Come avrebbe potuto... se  stato Ethan... come avrebbe fatto a.. .?- Si copr la bocca con le dita. - Oh, vorrei che fosse stato chiunque altro. Il dottor Post e sua moglie sono ottimi amici di... ottimi amici di tante ottime cose. E conosco poco Ethan, per...
- Io quasi per niente !
- Be', allora spiegami com' potuto succedere! - Basta, andiamo a casa.
- No. Devi dirmelo. Sono tua madre.
Joyce sembr imbarazzata dalle sue stesse parole. Probabilmente si era accorta di quanto fosse strano dover ricordare a Patty chi era sua madre. E Patty, dal canto suo, era contenta che quel dubbio fosse finalmente emerso. Se Joyce era sua madre, allora come mai non era andata alla prima partita del torneo statale, quando Patty aveva stabilito il record di punti - trentadue - segnati dalle ragazze della Horace Greeley in un torneo? Tutte le altre madri, chiss come, avevano trovato il tempo di andarci.
Patty le mostr i polsi.
- Ecco cos' successo, - disse. - Cio, una parte di quello che  successo.
Joyce lanci un'occhiata ai lividi, rabbrivid, poi si gir, come per rispettare l'intimit di Patty. - E terribile, - disse. - Hai ragione. E terribile.
- Coach Nagel dice che devo andare al pronto soccorso e dirlo alla polizia e al preside di Ethan.
- S, lo so cosa vuole la tua allenatrice. Sembra convinta che andrebbe punito con la castrazione. Voglio sapere cosa pensi tu.
- Non lo so cosa penso.
- Se vuoi andare alla polizia adesso, - disse Joyce, - an
dremo alla polizia. Dimmi solo se  quello che vuoi.
- Credo che prima dovremmo dirlo a pap.
E cos imboccarono la Saw Mill Parkway. Joyce accompa
gnava sempre gli altri figli ai corsi di Pittura, Chitarra, Ballo,
Giapponese, Oratoria, Teatro, Piano, Scherma e Simulazione
di Processo, ma Patty viaggiava ormai di rado con sua madre.
Durante la settimana, in genere, tornava a casa molto tardi,
con l'autobus degli atleti. Alle partite la portavano la mamma
o il pap di una compagna. Se lei e le sue amiche rimanevano
a piedi, Patty non perdeva tempo a chiamare i genitori, ma
usava direttamente il numero del servizio taxi Westchester
Cab e una delle banconote da venti dollari che sua madre le
faceva sempre portare con s. Non le veniva mai in mente di
usare quei venti dollari per qualcosa di diverso da un taxi,
o di andarsene in giro dopo la partita anzich subito a casa,
dove, verso le dieci o le undici di sera, toglieva la carta sta
gnola dal contenitore della cena e scendeva nel seminterrato
a lavarsi la divisa mentre mangiava e guardava qualche repli
ca in tv. Spesso finiva per addormentarsi l sotto.
- Domanda ipotetica, - disse Joyce, guidando. - Pensi che
ti basterebbero le scuse formali di Ethan?
- Si  gi scusato. - Di...
- Di essere stato brusco. - E tu cosa gli hai detto?
- Non gli ho detto niente. Ho detto che volevo andare
a casa.
- Ma lui si  scusato di essere stato brusco. - Non si  scusato sul serio. - Va bene. Ti credo sulla parola.
- Voglio solo che si renda conto che sono una persona. - Quello che vuoi tu... tesoro.
Joyce pronunci quel "tesoro" come fosse la prima parola
di una lingua straniera che stava imparando.
Patty, a mo' di esperimento, o di punizione, disse: - Chis
s, forse se si scusasse con sincerit potrebbe bastare -. E
guard attentamente sua madre, che si stava sforzando (le
sembr) di contenere l'agitazione.
- La trovo una soluzione quasi ideale, - disse Joyce. - Ma
solo se credi davvero che basterebbe.
- Non basterebbe, - disse Patty. - Come, scusa?
- Ho detto che non basterebbe.
- Mi sembrava che avessi detto di s.

Patty ricominci a piangere, terribilmente afflitta.
- Mi dispiace, - disse Joyce. - Ho capito male?
- MI HA VIOLENTATA COME SE NIENTE FOSSE.
PROBABILMENTE NON SONO NEANCHE LA PRIMA. - Questo non lo sai, Patty.
- Voglio andare all'ospedale.
- Guarda, siamo quasi arrivate allo studio di pap. Se non hai male da nessuna parte, tanto vale che...
- Ma so gi cosa dir. So cosa mi dir di fare.
- Decider quello che  meglio per te. A volte non riesce a esprimere quello che prova, ma ti vuole un bene dell'anima.
Difficilmente Joyce avrebbe potuto dire una cosa a cui Patty volesse credere di pi. Desiderava con tutta se stessa che fosse vero. Suo padre non la prendeva forse in giro in modi che sarebbero stati semplicemente crudeli, se nel suo intimo non le avesse voluto un bene dell'anima? Ma Patty aveva ormai diciassette anni, e non era del tutto tonta. Sapeva che si poteva volere un bene dell'anima a una persona e tuttavia non volerle poi cos tanto bene, se si aveva altro da fare.
C'era odore di naftalina nell'ufficio personale che suo padre aveva ereditato dal socio anziano ormai defunto, senza cambiare n tende n moquette. Da dove di preciso venisse quell'odore era un eterno mistero.
- Piccolo stronzo bastardo! - fu la reazione di Ray quando figlia e moglie lo informarono del crimine di Ethan Post.
- Non tanto piccolo, purtroppo, - ribatt Joyce con una risata, sarcastica.
,-  un piccolo stronzo bastardo delinquente, - disse Ray. - E un infame!
- Allora adesso andiamo all'ospedale? - chiese Patty. - O alla polizia?
Suo padre disse a sua madre di chiamare il dottor Sipperstein, il vecchio pediatra impegnato con il Partito democratico fin dai tempi di Roosevelt, e chiedergli se aveva tempo per una visita urgente. Mentre Joyce telefonava, Ray chiese a Patty se sapeva cosa fosse uno stupro.
Patty lo guard sbalordita.
- Volevo solo essere sicuro, - disse Ray. - Tu conosci la corretta definizione giuridica.
- Mi ha costretta ad avere un rapporto sessuale con lui.
- E tu hai detto no?
- "No", "fermo", "basta". E comunque era chiaro. Cercavo di graffiarlo e di togliermelo di dosso.
- Allora  uno spregevole pezzo di merda.
Patty non aveva mai sentito suo padre parlare cos, e gliene fu grata, ma solo in astratto, perch non sembrava davvero lui.
- Dave Sipperstein dice che pu riceverci alle cinque nel suo studio, - rifer Joyce. - E cos affezionato a Patty che secondo me avrebbe mandato a monte anche i programmi per la cena, se necessario.
- Gi, - disse Patty, - sono senz'altro la numero uno fra i suoi dodicimila pazienti -. Poi raccont la storia a suo padre, e suo padre le spieg perch Coach Nagel aveva torto e lei non poteva andare alla polizia.
- Chester Post non  un uomo facile, - disse Ray, - ma fa un sacco di cose buone per la contea. Data la sua, ehm, data la sua posizione, un'accusa del genere riceverebbe moltissima pubblicit. Tutti saprebbero chi l'ha formulata. Tutti. Ora, i problemi dei Post non ti riguardano. Ma  praticamente certo che finiresti per sentirti pi violata dalle udienze preliminari, dal processo e dalla pubblicit di quanto non ti senta ora. Anche se si dichiarasse colpevole. Anche con la sospensione condizionale della pena e il divieto di rilasciare dichiarazioni. Rimarrebbe pur sempre il verbale.
Joyce disse: - Ma tocca a lei decidere, non...
- Joyce -. Ray la zitt alzando la mano. - I Post possono permettersi tutti gli avvocati che vogliono. E non appena l'accusa viene resa pubblica, per l'imputato il peggio  finito. Non gli conviene accelerare le cose. Anzi,  nel suo interesse che la tua reputazione venga il pi possibile danneggiata prima del patteggiamento o del processo.
Patty chin la testa e chiese a suo padre cosa dovesse fare.
- Adesso chiamo Chester, - disse Ray. - Tu va' dal dottor Sipperstein e assicurati che sia tutto a posto.
- E lo prendo a testimone, - disse Patty.
-' S, potrebbe deporre in tribunale, se necessario. Ma non ci sar nessun processo, Patty.

- Allora la passer liscia? E lo far a un'altra il prossimo fine settimana?
Ray alz le mani. - Lasciami, uhm. Lasciami parlare con il signor Post. Potrebbe accettare un accordo di sospensione del processo. Un modo discreto di ottenere la condizionale. Una spada sopra la testa di Ethan.
- Ma questo non  niente.
- Invece  tanto, mia dolce Patty. Sarebbe la tua garanzia che non lo far a qualcun'altra. Richiede anche un'ammissione di colpevolezza.
In effetti le sembrava assurdo immaginare Ethan con addosso una tuta arancione, chiuso in una cella per averle inflitto un dolore che in fin dei conti era quasi tutto nella sua testa. Si era allenata con sprint ripetuti dolorosi quanto uno stupro. Dopo una partita di pallacanestro difficile poteva sentirsi pi acciaccata di cos. Inoltre, come atleta, era abituata a sentirsi addosso le mani degli altri: quando le massaggiavano un crampo, quando giocava in difesa stretta o si buttava nella mischia per una palla vagante, quando le fasciavano una caviglia, le correggevano una posizione, le allungavano il tendine del ginocchio.
E tuttavia il senso di ingiustizia si rivel una sensazione stranamente fisica. Addirittura pi reale, per certi versi, del suo corpo dolorante, puzzolente, sudato. L'ingiustizia aveva una forma, un peso, una temperatura, una consistenza e un pessimo sapore.
Nello studio del dottor Sipperstein si sottopose alla visita come una brava atleta. Dopo che si fu rivestita, il medico le chiese se avesse gi avuto rapporti sessuali.
- No.
- Infatti, mi sembrava. E per quanto riguarda la contrac
cezione? L'altra persona ha usato qualcosa?
Patty annu. - E stato allora che ho tentato di scappare.
Quando ho visto cosa aveva in mano. - Un profilattico.
- S.
Tutto questo e altro ancora il dottor Sipperstein lo annot sulla cartella clinica. Poi si tolse gli occhiali e disse: - Tu avrai una vita felice, Patty. Il sesso  un'ottima cosa, e te lo
godrai per tutta la vita. Ma questa non  stata una bella giornata, vero?
Arrivata a casa, Patty trov una sorella in giardino, impegnata a fare la giocoliera con cacciaviti di varie dimensioni. Il fratello leggeva il Gibbon in edizione integrale. Quella che si nutriva solo di Yoplait e ravanelli era in bagno a cambiarsi di nuovo il colore dei capelli. La vera casa di Patty, in mezzo a tanta brillante eccentricit, era una panca incassata nell'angolo della tv del seminterrato, con sopra un cuscino di gommapiuma ammuffito. Il profumo dell'olio per capelli di Eulalie aleggiava ancora intorno alla panca anni dopo che Eulalie era stata congedata. Patty and a mettersi sulla panca con una confezione di gelato alla vaniglia e noci di pecan, e si rifiut di salire quando sua madre la chiam per la cena.
Mary Tyler Moore era appena cominciata, quando suo padre scese di sotto dopo il martini e la cena e le propose un giro in macchina. A quell'epoca, Mary Tyler Moore rappresentava tutta la sua conoscenza del Minnesota.
- Posso prima guardare il telefilm? - disse.
- Patty.
Sentendosi crudelmente defraudata, Patty spense la tv. Suo padre guid fino al parcheggio della scuola e si ferm sotto la vivida luce di un lampione. Abbassarono i finestrini, lasciando entrare il profumo di un prato primaverile come quello dove Patty era stata violentata appena qualche ora prima.
- Allora, - disse Patty.
- Allora, Ethan nega tutto, - disse suo padre. - Sostiene che  stato un atto un po' turbolento ma consensuale.
L'autobiografa descriverebbe il pianto della ragazza in macchina come una pioggia che comincia in modo impercettibile, ma poco dopo, inaspettatamente, infradicia ogni cosa. Gli chiese se avesse parlato con Ethan in persona.
- No, solo con suo padre, due volte, - rispose lui. - Mentirei se ti dicessi che  andata bene.
- E cos il signor Post non mi crede, naturalmente.
- Be', Patty, Ethan  suo figlio. Non ti conosce bene come ti conosciamo noi.
- Tu mi credi?
- Certo che ti credo.

- E la mamma?
- Ma certo, anche lei.
- E allora cosa faccio?
Suo padre si gir a guardarla come un avvocato. Come un adulto che si rivolgeva a un altro adulto. - Lascia perdere, - disse. - Dimentica questa storia. Guarda avanti.
- Cosa?
- Non pensarci pi. Guarda avanti. Impara a stare pi attenta.
- Come se non fosse mai successo?
- Patty, a quella festa erano tutti amici di Ethan. Diranno che ti hanno vista ubriacarti e fargli una corte spietata. Diranno che eravate dietro un casotto a meno di dieci metri dalla piscina, e non hanno sentito nulla di sospetto.
- C'era molto rumore. Musica e urla.
- Diranno anche che pi tardi vi hanno visti andar via insieme, con la sua macchina. E il mondo vedr uno studente di Exeter che presto andr a Princeton, e che  stato cos responsabile da usare un profilattico, e cos gentiluomo da lasciare la festa per accompagnarti a casa.
L'ingannevole pioggerella stava bagnando il collo della maglietta di Patty.
- Tu non sei davvero dalla mia parte, - disse. - Certo che lo sono.
- Continui a ripetere "certo", "certo".
- Ascoltami. Il pubblico ministero vorr sapere perch non hai gridato.
- Ero imbarazzata! Quelli non erano miei amici!
- Per ti rendi conto che un giudice o una giuria farebbero fatica a capire? Ti bastava gridare, per metterti in salvo.
Patty non riusciva a ricordare perch non avesse gridato. Doveva ammettere, col senno di poi, di essersi comportata con strana compiacenza.
- Ho lottato, per.
- S, ma sei un'atleta di prima categoria. Un'interbase  sempre piena di graffi e lividi, non  vero? Sulle braccia? Sulle cosce?
- Hai detto al signor Post che sono vergine? Cio, che lo ero?
- Ho ritenuto che non fosse affar suo.
- Forse dovresti richiamarlo e dirglielo.
- Senti, - disse suo padre. - Tesoro. So che  orribilmente ingiusto. Mi dispiace tantissimo. Ma a volte la cosa migliore  imparare la lezione ed evitare di rimetterti in una situazione del genere. Dire a te stessa: "Ho commesso un errore e ho avuto sfortuna", e poi lasciare. Lasciare, uhm. Lasciar perdere.
Gir la chiave a met, accendendo le luci del quadro. Tenne la mano sulla chiave.
- Ma ha compiuto un reato, - disse Patty.
- S, ma  meglio, ehm. Non sempre la vita  giusta, mia dolce Patty. Il signor Post ha detto che Ethan potrebbe accettare di scusarsi per non essersi comportato da gentiluomo. Per. Be'. Ti andrebbe bene?
- No.
- Lo immaginavo.
- Coach Nagel dice che dovrei andare alla polizia.
- Coach Nagel dovrebbe pensare ai suoi palleggi, - disse suo padre.
- Softball, - disse Patty. - Questa  la stagione del softball.
- A meno che tu non voglia farti umiliare in pubblico per tutto l'ultimo anno delle superiori.
- La pallacanestro  in inverno. Il softball in primavera, quando fa pi caldo.
- Ti sto chiedendo:  cos che vuoi passare l'ultimo anno delle superiori?
- Coach Carver fa pallacanestro, - disse Patty. - Coach Nagel fa softball. Ci sei?
Suo padre avvi il motore.
Nell'ultimo anno delle superiori, anzich farsi umiliare in pubblico, Patty divent una vera giocatrice, non pi solo una promessa. Viveva praticamente sul campo di atletica. A pallacanestro, malgrado i tre turni di sospensione per aver assestato una spallata nella schiena a un'ala del New Rochelle che aveva sgomitato la sua compagna Stephanie, riusc comunque a battere ogni record scolastico stabilito da lei stessa l'anno prima, e per poco non batt il record assoluto di punti segnati. L'aumentata precisione dei tiri dal perimetro accresceva il

desiderio di penetrare verso il canestro. Il dolore fisico non le faceva pi n caldo n freddo.
In primavera, quando il deputato locale alla Camera dei rappresentanti si ritir dopo una lunga carriera, e il partito decise di candidare al suo posto la madre di Patty, i Post si offrirono di co-organizzare un raduno per la raccolta di fondi nel verde sfarzo del loro giardino. Joyce chiese il permesso a Patty prima di accettare, dicendo che non intendeva fare niente che potesse darle fastidio, ma a Patty non importava pi quello che faceva Joyce, e glielo disse. Quando la famiglia della candidata si radun per l'obbligatoria foto di gruppo, nessuno rimprover Patty per essersi assentata. La sua espressione amara non avrebbe giovato alla causa di Joyce.
...
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...
Capitolo secondo.
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Amiche del cuore.
...
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...
Basandosi sull'incapacit di ricordare il proprio stato di coscienza nei primi tre anni di college, l'autobiografa  costretta a presumere di non aver avuto uno stato di coscienza. Si sentiva sveglia, ma in realt doveva essere sonnambula. Altrimenti  difficile capire come riusc, tanto per fare un esempio, a stringere un'intensa amicizia con una ragazza disturbata che in pratica la perseguitava.
Una parte della colpa - anche se all'autobiografa dispiace ammetterlo - si potrebbe attribuire alla Big Ten e al mondo artificiale che creava per i suoi membri, soprattutto per i ragazzi, ma anche, gi alla fine degli anni Settanta, per le ragazze. In luglio Patty and in Minnesota per uno speciale campo estivo per atlete, seguito da uno speciale incontro di orientamento anticipato per matricole atlete, e poi and ad abitare in una residenza universitaria per atlete, stringendo amicizia solo con atlete, mangiando esclusivamente ai tavoli delle atlete, ballando in gruppo alle feste con le atlete della sua squadra, e badando a non iscriversi mai a un corso dove non ci fossero molte altre atlete con le quali sedersi e (tempo permettendo) studiare. Le atlete non dovevano per forza vivere cos, ma in genere quelle iscritte alla University of Minnesota lo facevano, e Patty si butt nell'Atletismo Totale pi di tutte le altre, perch poteva! Perch era finalmente fuggita dalla contea di Westchester! "Vai pure dove preferisci", le aveva detto Joyce, e con questo intendeva:  grottesco e ripugnante frequentare una mediocre universit statale come la Minnesota quando hai ricevuto ottime offerte dalla Vanderbilt e dalla Northwestern (che oltretutto sono pi gratificanti per me). "La decisione spetta solo a te, e noi ti appoggeremo qualunque cosa tu decida", aveva detto Joyce, e con questo intendeva: non dare la colpa a me e a pap se ti rovinerai la vita con le tue stupide decisioni. L'evidente avversione di Joyce per la University of Minnesota, insieme alla distanza del Minnesota dallo stato di New York, fu uno dei motivi principali per cui Patty decise di andarci. Se ci ripensa adesso, l'autobiografa si rivede come la classica adolescente infelice, talmente arrabbiata con i genitori da aver bisogno di entrare in una setta dove potersi dimostrare pi gentile, amichevole, generosa e servizievole di quanto riusciva a essere a casa propria. Nel suo caso, la setta era la pallacanestro.
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La prima non-atleta che l'attir fuori dalla setta e divenne importante per lei fu Eliza, la ragazza disturbata, che naturalmente Patty, all'inizio, non immaginava fosse disturbata. Eliza era carina esattamente per met. La testa cominciava magnifica in cima e peggiorava man mano che si abbassava lo sguardo. Aveva una splendida chioma castana, folta e ricciuta, e due bellissimi occhioni, e un nasino a patata abbastanza grazioso, ma poi intorno alla bocca i lineamenti si schiacciavano e si rimpicciolivano in modo inquietante, come quelli di un neonato prematuro, e terminavano con un mento assai sfuggente. Indossava sempre pantaloni di velluto cascanti, bassi sui fianchi, e camicie aderenti a maniche corte che comprava nel reparto Ragazzi dei negozi dell'usato e abbottonava solo al centro, Keds rosse e un grosso cappotto di montone verde avocado. Puzzava come un portacenere, ma se non erano all'aperto cercava di non fumare vicino a Patty. La cosa ironica, allora invisibile a Patty ma oggi perfettamente visibile all'autobiograf a, era che Eliza aveva parecchio in comune con le sorelle artistoidi di Patty. Possedeva una chitarra elettrica nera e un piccolo e prezioso amplificatore, ma le rare volte che Patty l'aveva convinta a suonare in sua presenza, Eliza si era infuriata con lei, cosa che altrimenti non succedeva quasi mai (almeno non all'inizio). Diceva che Patty la metteva in imbarazzo e sotto pres
sione, ed era per questo che continuava a incasinarsi dopo appena un paio di accordi. Le ordinava di non ascoltarla in modo cos evidente, ma non suonava bene neppure quando Patty si girava dall'altra parte e fingeva di leggere una rivista. Eliza giurava che avrebbe suonato benissimo la sua canzone non appena Patty fosse uscita dalla stanza. - Ma adesso? Niente da fare.
- Scusa, - diceva Patty. - Mi dispiace di farti questo effetto.
- Questa canzone la suono alla grande, quando tu non mi ascolti.
- Lo so, lo so. Non ne dubito.
- E cos. Non importa che tu mi creda.
- Ma io ti credo !
- Sto dicendo - insisteva Eliza - che non importa che tu mi creda, perch la mia capacit di suonare alla grande questa canzone quando tu non mi ascolti  semplicemente un fatto oggettivo.
- Prova a suonarne un'altra, - supplicava Patty.
Ma Eliza stava gi staccando gli spinotti. - Basta. Okay? Non ho bisogno che mi rassicuri.
- Scusa, scusa, scusa, - diceva Patty.
Aveva visto Eliza per la prima volta all'unica lezione dove un'atleta poteva incontrare una poetessa: Introduzione alle scienze della terra. Patty andava e veniva da quell'aula affollata insieme ad altre dieci atlete del primo anno, un branco di ragazze spesso addirittura pi alte di lei, tutte con la tuta color amaranto delle Golden Gophers o una semplice felpa grigia, tutte con i capelli pi o meno bagnati. Nel branco c'erano alcune ragazze intelligenti, tra cui Cathy Schmidt, cara amica dell'autobiografa che in seguito sarebbe diventata difensore d'ufficio e avrebbe partecipato a due puntate del programma televisivo Jeopardy!, ma l'aula surriscaldata, le tute, i capelli bagnati e la vicinanza dei corpi stanchi delle altre atlete trasmettevano sempre a Patty una fiacchezza da contatto. Un down da contatto.
A Eliza piaceva sedersi nella fila dietro le atlete, proprio alle spalle di Patty, ma talmente stravaccata da lasciar spuntare solo i voluminosi riccioli scuri. Le prime parole che ri-

volse a Patty gliele sussurr all'orecchio da dietro, all'inizio di una lezione. Disse: - Sei la migliore.
Patty si gir a guardare chi aveva parlato e vide un sacco di capelli. - Come, scusa?
- Ti ho vista giocare, ieri sera, - dissero i capelli. - Sei bravissima e stupenda.
- Wow, grazie mille.
- Devono cominciare a darti pi minuti.
- Ha ha, divertente,  quello che penso anch'io. - Devi esigere che ti diano pi minuti. Okay?
- Gi, ma in squadra abbiamo un sacco di ottime gioca
trici. Non sono io a decidere.
- S, ma tu sei la migliore, - dissero i capelli.
- Wow, grazie mille del complimento! - rispose Patty in tono allegro, per chiuderla l. All'epoca era convinta che i complimenti personali diretti la mettessero cos a disagio per via del suo altruistico spirito di squadra. Oggi l'autobiografa pensa che i complimenti fossero una specie di bevanda che Patty aveva l'inconscia saggezza di negarsi, proprio perch ne aveva una sete infinita.
Al termine della lezione, Patty si circond delle sue amiche atlete ed evit di girarsi a guardare la persona con i capelli. Attribu a una strana coincidenza il fatto che una sua vera e propria fan si fosse seduta dietro di lei alla lezione di scienze della terra. C'erano cinquantamila studenti all'universit, ma probabilmente meno di cinquecento (senza contare le ex giocatrici, gli amici e i parenti delle giocatrici attuali) consideravano le gare sportive femminili una valida fonte di intrattenimento. Se una come Eliza avesse voluto sedersi proprio dietro la panchina delle Gophers (in modo che Patty, uscendo dal campo, non potesse fare a meno di vedere lei e i suoi capelli chini sopra un quaderno), le sarebbe bastato arrivare quindici minuti prima dell'inizio della partita. E poi, dopo la sirena finale e il rituale scambio di cinque bassi, era la cosa pi facile del mondo intercettare Patty vicino alla porta degli spogliatoi, consegnarle un foglio di quaderno e dirle: "Hai chiesto pi minuti, come ti avevo detto?"
Patty non conosceva ancora il nome di quella persona, ma quella persona evidentemente conosceva il suo, perch la pa
rola PATTY era scritta un centinaio di volte su quel foglio, in esplosivi caratteri da fumetto circondati da tratti concentrici a matita per farli sembrare grida echeggianti nella palestra, come se una folla impazzita stesse intonando il suo nome, cosa che non poteva essere pi lontana dalla realt, dato che in genere la palestra era al novanta per cento vuota e Patty era una matricola che giocava in media meno di dieci minuti a partita, e quindi il suo nome non era proprio sulla bocca di tutti. Le grida esplosive riempivano l'intero foglio, tranne che per un piccolo schizzo di una giocatrice in palleggio. Patty capi che la giocatrice doveva essere lei, perch indossava il suo numero e perch chi altri poteva esserci disegnato, su una pagina ricoperta dalla parola PATTY? Come tutto ci che faceva Eliza (Patty lo avrebbe presto scoperto), il disegno era per met riuscitissimo e per met brutto e sgraziato. La posizione della giocatrice, con le gambe piegate e il corpo in forte torsione, era eccellente, ma la faccia e la testa erano quelle di una generica figura femminile in un manuale di pronto soccorso.
Guardando quel foglio, Patty ebbe un assaggio di quella sensazione di caduta che avrebbe provato qualche mese pi tardi, dopo aver mangiato i biscotti alla marijuana con Eliza. La sensazione di una cosa molto sbagliata e sinistra, ma da cui era difficile difendersi.
- Grazie del disegno, - disse.
- Perch non ti fanno giocare di pi ? - chiese Eliza. - Praticamente sei rimasta in panchina per tutta la seconda met.
- Quando abbiamo raggiunto un buon vantaggio...
- Sei bravissima e ti tengono in panchina? Non capisco -. I riccioli di Eliza si agitavano come un salice nella bufera; era tutta infervorata.
- Dawn, Cathy e Shawna hanno avuto parecchi minuti, - disse Patty. - Hanno mantenuto il vantaggio alla grande.
- Ma tu sei molto pi brava di loro !
- Devo andare a farmi la doccia. Grazie ancora del disegno.
- Quest'anno magari no, ma l'anno prossimo, al pi tardi, tutti ti vorranno, - disse Eliza. - Attirerai l'attenzione. Devi imparare a proteggerti.
Era una tale assurdit che Patty si sent in dovere di chia-

rire. - Attirare troppo l'attenzione non  un problema diffuso nella pallacanestro femminile.
- E gli uomini? Sai proteggerti dagli uomini? - Cosa vuoi dire?
- Voglio dire, sei in grado di giudicare, quando si tratta di uomini?
- In questo momento lo sport occupa la maggior parte del mio tempo.
- Tu non sai di essere straordinaria. E non sai quanto questo possa essere pericoloso.
- Io so di essere brava negli sport.
- E una specie di miracolo che nessuno si sia ancora approfittato di te.
- Be', il fatto che non bevo aiuta parecchio.
- Perch non bevi? - la incalz subito Eliza.
- Perch non posso, durante l'allenamento. Neanche un
sorso.
- Ti alleni tutti i giorni dell'anno?
- Be', e poi alle superiori ho avuto una brutta esperienza con l'alcol.
- Cos' successo... sei stata violentata?
Patty avvamp e assunse cinque espressioni diverse nello stesso tempo. - Wow, - esclam.
- S?  questo che  successo?
- Vado a fare la doccia.
- Vedi,  proprio quello che stavo dicendo! - grid Eliza, tutta agitata. - Non mi conosci per niente, avremo parlato s e no per due minuti, e praticamente mi hai appena detto che sei sopravvissuta a uno stupro. Sei completamente indifesa!
Patty era troppo spaventata e imbarazzata per individuare le pecche di quel ragionamento.
- Mi so difendere, - replic. - Me la cavo benissimo.
- Certo. Okay -. Eliza scroll le spalle. - Sei tu che rischi, non io.
Nella palestra risuon il rumore sordo dei grossi interruttori che spegnevano le luci a file.
- Pratichi qualche sport? - chiese Patty, per rimediare alla sua scarsa compiacenza.
Eliza si guard. Aveva il bacino largo e ossuto, con i piedi rivolti un po' in dentro nelle minuscole Keds. - Secondo te?
- Non saprei. Magari il badminton?
- Odio la ginnastica, - disse Eliza, ridendo. - Odio tutti gli sport.
Rise anche Patty, per il sollievo di aver cambiato argomento, anche se adesso era molto confusa.
- E non si pu neanche dire che lanciassi " come una bambina" o corressi "come una bambina", - disse Eliza. - Mi sono sempre rifiutata di correre e di lanciare, punto e basta. Se la palla mi cadeva in mano, aspettavo che arrivasse qualcuno a portarmela via. Quando dovevo correre, tipo, in prima base, restavo li per un secondo e poi magari mi mettevo a camminare.
- Oddio, - disse Patty:
- S, mi sono quasi giocata il diploma, per questo, - disse Eliza. - Me lo hanno dato solo perch i miei genitori conoscevano la psicologa della scuola. Alla fine ho ottenuto dei crediti perch andavo in bici tutti i giorni.
Patty annu, incerta. - Per ti piace la pallacanestro, giusto?
- S, giusto, - disse Eliza. - La pallacanestro ha un certo fascino.
- Bene, allora non  vero che odi gli sport. In realt odi solo la ginnastica.
- S, giusto. Hai ragione.
- Be', ad ogni modo.
- Gi, ad ogni modo, diventeremo amiche?
Patty scoppi a ridere. - Se dicessi di s, confermerei di non essere prudente con gli estranei, come dici tu.
- Allora la risposta  no.
- Perch non stiamo a vedere cosa succede?
- Bene. E una risposta prudente: mi piace.
- Vedi? Vedi? - Patty stava gi ridendo di nuovo. - Sono pi prudente di quanto tu creda!
L'autobiografa  sicura che, se fosse stata pi consapevole di se stessa e avesse prestato anche solo un briciolo di attenzione al mondo circostante, Patty non avrebbe giocato cos bene a pallacanestro. Il successo negli sport  riservato a chi ha la testa quasi vuota. Se avesse assunto una posizione da

dove vedere Eliza per quello che era (cio disturbata), Patty avrebbe compromesso il suo gioco. Non si diventa una giocatrice con l'ottantotto per cento ai tiri liberi riflettendo a fondo su ogni minima cosa.
A Eliza non piacevano le altre amiche di Patty, e non prov neppure a frequentarle. Le definiva collettivamente "le tue lesbiche", o "le lesbiche", anche se per met erano etero. Ben presto Patty si accorse di vivere in due mondi che si escludevano a vicenda. C'era il mondo dell'Atletismo Totale, dove passava gran parte del suo tempo, e dove avrebbe preferito f arsi stangare all'esame di psicologia di met semestre, piuttosto che esimersi dall'andare a comprare i generi di conforto per una compagna di squadra che si era slogata una caviglia o era a letto con l'influenza, e poi c'era il piccolo e buio Mondo di Eliza, dove non doveva sempre sforzarsi di fare la brava. L'unico punto di contatto fra i due mondi era la Williams Arena, dove Patty, quando s'infilava nella difesa mista avversaria per un facile tiro in sottomano o un ,, passaggio senza guardare, avvertiva un piccolo supplemento ' di orgoglio e piacere se Eliza la stava osservando. Ma anche' quel punto di contatto dur poco, perch pi Eliza stava con Patty, e meno sembrava ricordare la propria passione per la pallacanestro.
Patty aveva sempre avuto amiche al plurale, mai niente di profondo. Alla vista di Eliza che l'aspettava davanti alla palestra dopo l'allenamento le si rallegrava il cuore, in previsione della serata istruttiva che l'attendeva. Eliza la portava a vedere film con i sottotitoli, le faceva ascoltare attentamente Patti Smith ("Che bello, hai lo stesso nome della mia artista preferita", le diceva, senza badare alla diversa ortografia e al fatto che Patty si chiamava in realt Patrizia, un nome che Joyce le aveva dato per essere originale e che Patty si vergognava di pronunciare) e le prestava libri di poesie di Denise Levertov e Frank O'Hara. Quando la squadra di pallacanestro chiuse la stagione con un bilancio di otto vittorie e undici sconfitte e l'eliminazione al primo turno del torneo (malgrado i quattordici punti segnati da Patty e i suoi numerosi assist), Eliza le insegn anche ad apprezzare grandemente lo chablis Paul Masson.
Cosa facesse Eliza nel resto del suo tempo libero non era ben chiaro. Sembrava ci fossero diversi "uomini" (cio, ragazzi) nella sua vita, e ogni tanto menzionava qualche concerto a cui era stata, ma quando Patty manifestava interesse per quei concerti, Eliza ribatteva che doveva prima ascoltare tutte le compilation che le aveva registrato; e Patty aveva qualche difficolt con quelle compilation. Si era appassionata a Patti Smith, che sembrava comprendere ci che aveva provato in bagno il mattino dopo lo stupro, ma i Velvet Underground, per esempio, la facevano sentire sola. Una volta confess a Eliza che il suo gruppo preferito erano gli Eagles, ed Eliza disse: - Non c' niente di male, gli Eagles sono fantastici, - ma naturalmente nella stanza di Eliza non c'era neanche un disco degli Eagles.
I genitori di Eliza, due psicoterapeuti di grido delle Citt Gemelle, abitavano a Wayzata, dove tutti erano ricchi, e avevano un figlio pi grande, che frequentava il terzo anno al Bard College e che Eliza definiva un tipo particolare. Quando Patty le chiese: - In che senso particolare? - Eliza rispose: - In tutti i sensi -. Eliza, dal canto suo, aveva raffazzonato un'istruzione superiore in tre diverse scuole private, e si era iscritta all'universit perch i genitori si rifiutavano di sovvenzionarla se non continuava gli studi. Era anche lei una studentessa passabile, ma in modo diverso da Patty, che prendeva voti discreti in ogni materia. Eliza prendeva voti eccellenti nelle materie letterarie e pessimi in tutto il resto. I suoi unici interessi riconosciuti, oltre alla pallacanestro, erano la poesia e il divertimento.
Eliza voleva assolutamente convincere Patty a provare la marijuana, ma Patty era decisa a proteggere i propri polmoni, e fu cos che venne fuori la storia dei biscotti. Quel fine settimana avevano preso il maggiolino Volkswagen di Eliza ed erano andate nella casa di Wayzata, piena di sculture africane e priva di genitori, partiti per un convegno. L'idea era quella di preparare una cena elaborata alla Julia Child, ma avevano bevuto troppo., e cos, dopo aver pasteggiato a cracker e formaggio, avevano finito col preparare i biscotti e ingerire una dose massiccia di droga. Per tutte le sedici ore in cui rimase sballata, una parte di Patty continu a pensare:

"Non lo far mai pi ". Le sembrava di aver perso la preparazione atletica in modo cos irreparabile da non poterla pi ritrovare; una sensazione davvero triste. Era anche impaurita da Eliza: d'un tratto si era resa conto di avere una specie di strana cotta per lei, e che quindi era estremamente importante rimanere seduta immobile e controllarsi e non scoprire di essere bisessuale. Eliza continuava a chiederle come stava, e lei continuava a rispondere: "Sto benissimo, grazie", ed entrambe si sbellicavano dalle risate. Ascoltando i Velvet Underground, Patty cominci a capirli molto meglio: erano una band sordida, e la loro sordidezza aveva una confortante somiglianza con ci che Patty provava li a Wayzata, circondata da maschere africane. Man mano che lo sballo scendeva, Patty si accorse con sollievo che anche da sballata era riuscita a controllarsi, e che Eliza non l'aveva toccata: ormai non poteva pi succedere niente di lesbico.
Patty, incuriosita dai genitori di Eliza, avrebbe voluto restare l per conoscerli, ma Eliza ribad con fermezza che era una pessima idea. - Sono anime gemelle, - disse. - Fanno tutto insieme. Hanno due studi uguali uno di fianco all'altro, e scrivono articoli e libri a quattro mani, e tengono lezioni e conferenze congiunte, e non possono mai parlare di lavoro a casa, per via del segreto professionale. Girano addirittura in tandem.
- E allora?
- Allora sono strani, e non ti piaceranno, e poi non ti piacer pi nemmeno io.
- I miei genitori non sono molto meglio, - disse Patty. - Fidati, non  lo stesso. So di cosa parlo.
Mentre tornavano in citt a bordo del maggiolino, con il
blando sole primaverile del Minnesota alle loro spalle, ebbe
ro la loro prima quasi-lite.
- Quest'estate devi rimanere qui, - disse Eliza. - Non puoi andar via.
- Non  un'idea realistica, - rispose Patty. - Devo lavorare nello studio di mio padre, e poi in luglio andr a Gettysburg.
- Perch non puoi rimanere e raggiungere il tuo campo da qui? Possiamo trovare un lavoro e tu puoi andare in palestra tutti i giorni.
- Devo andare a casa.
- Ma perch? Tu odi stare a casa.
- Se rimanessi qui berrei vino tutte le sere.
- No. Stabiliremo delle regole severe. Tutte le regole che vorrai.
- In autunno sar di nuovo qui.
- Allora andiamo a vivere insieme?
- No, ho gi promesso a Cathy che star nella sua residenza.
- Puoi dirle che hai cambiato programma.
- No, non posso.
- Ma  pazzesco ! Non ci vediamo mai !
- Vedo pi te che chiunque altro. Mi piace stare con te.
- Allora perch non rimani qui, quest'estate? Non ti fidi di me?
- Perch non dovrei fidarmi?
- Non lo so. E solo che non riesco a capire perch preferisci lavorare per tuo padre. Non si  preso cura di te, non ti ha protetta, e io invece lo far. Non pensa al tuo bene, e io invece si.
Certo, Patty veniva presa dallo sconforto all'idea di tornare a casa, ma sentiva il bisogno di punirsi per aver mangiato quei biscotti alla marijuana. E poi suo padre aveva cercato di avvicinarsi a lei, inviandole vere lettere scritte a mano (" Ci manchi sul campo da tennis"), e offrendole di usare la vecchia macchina della nonna, che secondo lui la nonna non doveva pi guidare. Dopo un anno di lontananza, Patty si era pentita di essere stata cos fredda con suo padre. Forse aveva commesso un errore? E cos torn a casa per le vacanze e scopr che non era cambiato niente e che non aveva commesso nessun errore. Guardava la tv fino a mezzanotte, si alzava alle sette tutte le mattine, correva per otto chilometri, e poi passava la giornata a evidenziare nomi su documenti legali e ad aspettare con impazienza la posta, che molto spesso conteneva una lunga lettera dattiloscritta di Eliza, la quale, oltre a dirle che sentiva la sua mancanza, le raccontava del suo "lascivo" capo al cinema d'essai dove lavorava come bigliettaia, e la esortava a risponderle subito, cosa che Patty si sforzava di fare, usando la vecchia carta da lettere intestata e la Selectric dello studio alla naftalina di suo padre.

In una di quelle lettere Eliza scrisse: Dobbiamo stabilire delle regole reciproche per proteggerci e migliorarci. Patty, anche se scettica, rispose con tre regole per l'amica. Niente sigarette prima di cena. Fare ginnastica tutti i giorni e sviluppare capacit atletiche. E Frequentare tutte le lezioni e fare tutti i compiti di TUTTE le materie (non solo quelle letterarie). Anzich rimanere turbata, come avrebbe dovuto, dalle regole completamente diverse scritte da Eliza per lei - Bere solo il sabato sera e solo in presenza di Eliza, Proibito frequentare feste miste se non accompagnata da Eliza, e Raccontare TUTTO a Eliza -, Patty, che aveva perso ogni capacit di giudizio, si rallegr di avere un'amicizia cos profonda. Fra le altre cose, quell'amicizia le forniva uno scudo e un'arma contro la sorella di mezzo.
- Allora, come va la vita in Minn-e-soooo-tah? - Cos cominciava un tipico incontro con la sorella. - Mangi tanto granturco? Hai visto Babe il bue blu! ? Sei stata a Brainerd?
Si potrebbe pensare che Patty, allenata a competere e maggiore di tre anni e mezzo rispetto alla sorella (anche se a scuola era solo due classi pi avanti di lei), sapesse come reagire alla sua umiliante stupidit. Ma il cuore di Patty soffriva di una specie di vulnerabilit congenita: la scarsa sorellanza della sorella non finiva mai di sconvolgerla. La sorella era anche molto Creativa, e perci abile a escogitare modi inaspettati di lasciarla senza parole.
- Perch mi parli sempre con quella voce strana? - Era la miglior difesa di Patty in quel periodo.
- Ti stavo solo chiedendo come si' vive nel caro vecchio Minn-e-soooo-tah.
- Una gallina, ecco cosa sembri. Parli come una gallina. La sorella la guard in silenzio, con gli occhi scintillanti. Poi: - La Terra dei Diecimila Laghi !
- Per favore, vai via.
- Hai un ragazzo laggi?
- No.
- Una ragazza?
- No. Per ho una grande amica.
- Vuoi dire quella che ti manda tutte quelle lettere?  un'atleta?
- No. Una poetessa.
- Wow -. La sorella sembrava un tantino interessata. - Come si chiama?
- Eliza.
- Eliza Doolittle. Certo che ne scrive parecchie, di lettere. Sei sicura che non  la tua ragazza?
- E una scrittrice, okay ? Una scrittrice molto interessante.
- La gente mormora negli spogliatoi, tutto qui. Il fungo che non osa pronunciare il suo nome.
- Come sei disgustosa, - disse Patty. - Ha almeno tre ragazzi,  una tipa in gamba.
- Brainerd, Minn-e-soooo-tah, - ribatt la sorella. - Devi mandarmi una cartolina di Babe il bue blu da Brainerd -. Se ne and cantando "I'm getting married in the morning"' con molto vibrato.	r
L'autunno seguente, tornata a scuola, Patty incontr il tizio di nome Carter che divenne, in mancanza di una parola pi adatta, il suo primo ragazzo. Non fu affatto un caso, oggi l'autobiografa se ne rende conto, se l'incontro avvenne subito dopo che Patty aveva obbedito alla terza regola e raccontato a Eliza di aver ricevuto un invito a cena da un tipo conosciuto in palestra, uno studente del secondo anno che faceva parte della squadra di lotta. Eliza avrebbe voluto incontrarlo prima che Patty ci uscisse insieme, ma anche la compiacenza di Patty aveva un limite. - Sembra un ragazzo gentile, - disse.
- Mi spiace, ma per quanto riguarda i ragazzi sei ancora in prova, - rispose Eliza. - Pensavi che fosse gentile anche quello che ti ha violentata.
- Non sono sicura di averlo mai pensato. Ero solo felice di interessargli.
- Bene, e questo  un altro a cui interessi.
- S, ma adesso sono sobria.
Infine si erano messe d'accordo, decidendo che Patty avrebbe raggiunto Eliza nella sua stanza fuori dal campus (il premio dei genitori per aver lavorato durante l'estate) subito dopo cena, e se non fosse arrivata entro le dieci, Eliza sarebbe

andata a cercarla. Verso le nove e mezza, quando entr nella casa fuori dal campus dopo una cena non troppo scintillante, Patty trov Eliza nella sua stanza all'ultimo piano insieme al ragazzo di nome Carter. Erano seduti alle due estremit opposte del divano, con i piedi coperti dai calzini appoggiati pianta contro pianta sul cuscino centrale, e fingevano di pedalare, in un modo che poteva essere fraterno ma anche no. Sullo stereo c'era il nuovo disco dei Devo.
Patty esit sulla soglia. - Forse  meglio che vi lasci soli?
- Oddio, no no no no no, ti vogliamo qui, - grid Eliza. - Io e Carter siamo storia vecchia, non  vero?
- Vecchissima, - disse Carter con dignit e anche, pens pi tardi Patty, una certa irritazione. Appoggi i piedi per terra.
- Un vulcano spento, - disse Eliza, mentre saltava su per fare le presentazioni. Patty non aveva mai visto la sua amica con un ragazzo, ed era colpita dal suo cambiamento: rossa in viso, s'imbrogliava nel parlare e ridacchiava di continuo in modo un po' artificiale. Doveva esserle uscito di mente che Patty era venuta a farle rapporto sulla cena. Era tutta presa da Carter, un compagno di una delle sue scuole superiori, che si era preso una pausa dal college per lavorare in una libreria e frequentare concerti. Carter aveva i capelli liscissimi e tinti di un interessante colore scuro (henn, si scopr in seguito), begli occhi dalle ciglia lunghe (mascara, si scopr in seguito), e nessun difetto fisico degno di nota a parte i denti, distribuiti alla rinfusa e stranamente piccoli e appuntiti (le spese di base per il mantenimento di un figlio di ceto medio, tipo quelle per l'ortodonzia, erano state risucchiate fra le pieghe del doloroso divorzio dei suoi genitori, si scopri in seguito). Patty apprezz subito la disinvoltura con cui esibiva quei denti. Si stava mettendo d'impegno per fargli una buona impressione, per dimostrarsi degna dell'amicizia di Eliza, quando Eliza le piazz sotto il naso un enorme calice di vino.
- No, grazie, - disse Patty.
- Ma  sabato sera, - disse Eliza.
Patty voleva farle notare che le regole non la obbligavano a bere di sabato, ma in presenza di Carter riusc a intuire con una certa obiettivit la stranezza delle regole di Eliza, oltre alla stranezza di dover riferire a Eliza i dettagli della
sua cena con il lottatore. E cos cambi idea e bevve il vino, e poi ne trangugi un altro calice stracolmo, che la riemp di un delizioso tepore. L'autobiografa  consapevole di quanto sia noioso leggere il racconto di una sbronza altrui, ma in certi casi  pertinente alla storia. Al momento di andarsene, verso mezzanotte, Carter si offr di riaccompagnarla, e sulla soglia della residenza le chiese se poteva darle il bacio della buonanotte ("Va bene, - pens letteralmente Patty, -  un amico di Eliza"), e poi, dopo un po' che pomiciavano in piedi, nell'aria fredda di ottobre, le chiese se poteva rivederla il giorno dopo, e Patty pens: " Wow, questo  uno che non perde tempo ".
Per dare onore al merito, bisogna dire che quell'inverno fu la migliore stagione atletica della sua vita. Non aveva problemi di salute, e Coach Treadwell, dopo averle fatto un bel predicozzo sulla necessit di essere meno altruista e pi leader, cominci a metterla in campo come guardia in tutte le partite. Lei stessa era stupita dell'improvviso rallentamento delle avversarie pi alte, della facilit con cui le bastava allungare il braccio per sottrarre loro la palla, e del numero di tiri in sospensione che mandava a segno, una partita dopo l'altra. Anche quando era soggetta a una doppia marcatura, cosa che accadeva sempre pi spesso, Patty sentiva di avere un rapporto speciale con il canestro: sapeva sempre con precisione dove si trovava, ed era sempre certa di essere la sua preferita in campo, la pi brava ad alimentare la sua bocca circolare. Anche fuori dal campo, Patty continuava a rimanere concentrata, il che si traduceva in una specie di pressione inquieta dietro le sopracciglia, una sonnolenza vigile o un'ottusit assorta che non l'abbandonava mai, qualunque cosa facesse. Dorm della grossa per tutto l'inverno, senza mai svegliarsi completamente. Poteva beccarsi una gomitata in testa, o venire assalita dalle compagne esultanti al suono della sirena, senza quasi rendersene conto.
E la storia con Carter faceva parte di tutto questo. Carter provava un'assoluta indifferenza per qualunque tipo di sport, e non sembrava infastidirsi se Patty, nei momenti clou della stagione, aveva poche ore da dedicargli, a volte giusto quelle che le servivano per fare sesso da lui e poi correre di nuo-

vo al campus. Sotto certi aspetti, l'autobiografa la considera tuttora la relazione ideale, per quanto le sembri senz'altro meno ideale quando prova ad azzardare un'ipotesi realistica sul numero di ragazze con cui Carter and a letto nei sei mesi in cui Patty lo consider il suo ragazzo. Quei sei mesi furono il primo dei due periodi incontestabilmente felici della sua vita, quando tutto le andava per il verso giusto. Amava la dentatura non corretta di Carter, la sua genuina umilt, la sua abilit nel petting, la sua pazienza con lei. Aveva tante pregevoli qualit, Carter! Sia che le impartisse, con tormentosa delicatezza, qualche suggerimento tecnico sul sesso, sia che le confessasse la sua assoluta mancanza di progetti lavorativi ("Probabilmente sono pi qualificato per diventare una specie di tranquillo ricattatore"), la sua voce era sempre dolce, trattenuta e autodenigratoria: il povero, corrotto Carter non aveva una buona opinione di s come membro della razza umana.
Patty, invece, continu ad avere una buona opinione di lui, pericolosamente buona, fino a quel sabato sera di aprile quando rientr presto da Chicago, dove lei e Coach Treadwell erano andate per il pranzo e la cerimonia di premiazione della All-American (Patty era stata nominata guardia della seconda squadra), per fare una sorpresa a Carter che festeggiava il suo compleanno. Dalla strada vide le luci accese nell'appartamento, ma dovette suonare il campanello quattro volte, e la voce che infine le rispose era quella di Eliza.
- Patty? Ma non eri a Chicago?
- Sono tornata prima. Aprimi.
Dal citofono usc un crepitio, seguito da un silenzio cos lungo che Patty suon altre due volte. Alla fine Eliza, in Keds e cappotto di montone, corse gi dalle scale e usc in strada. - Hi, hi, hi, hi! - ridacchi. - Non riesco a credere che sei gi qui!
- Perch non mi hai aperto? - disse Patty.
- Non so, ho pensato che era meglio venire gi, di sopra c' un gran casino, ho pensato di venire gi, cos possiamo parlare -. Eliza aveva lo sguardo acceso e non riusciva a star ferma con le mani. - Di sopra c' un sacco di droga, perch non andiamo da un'altra parte, sono contenta di vederti,
cio, ehi, ciao! Come stai? Com'era Chicago? Com' andato il pranzo?
Patty si accigli. - Stai dicendo che non posso andare su dal mio ragazzo?
- Be', no, ma, no, ma... il tuo ragazzo? E un'espressione un po' forte, non trovi? Credevo fosse solo Carter. Cio, lo so che ti piace, ma...
- Chi c' di sopra?
- Oh, be', altra gente.
- Chi?
- Nessuno che conosci. Ehi, andiamo da un'altra parte, okay ?
- Tipo chi, insomma?
- Lui credeva che saresti tornata domani. Cenate insieme domani sera, giusto?	'
- Sono tornata prima per vederlo.
- Oh mio Dio, non sarai mica innamorata di lui? Dobbiamo assolutamente parlare di come proteggerti meglio, credevo che vi steste solo divertendo, cio, non lo avevi mai chiamato " il mio ragazzo ", e comunque avrei dovuto saperlo, giusto? E se non mi dici tutto, non posso proteggerti. Hai praticamente infranto una regola, non ti sembra?
- Neanche tu hai seguito le mie regole, - disse Patty.
- Perch, lo giuro su Dio, non  come pensi tu. Io sono tua amica. Ma qui c' un'altra persona che non lo  affatto.
- Una ragazza?
- Senti, adesso la faccio andar via. Ci liberiamo di lei, e poi possiamo festeggiare noi tre -. Eliza ridacchi. - Ha preso della coca buonissima per il suo compleanno, davvero eccellente.
- Aspetta un momento. Siete solo in tre ? E tutta l la festa?
- E buonissima, buonissima, devi provarla. Le partite sono finite, giusto? Ci liberiamo di lei, e tu puoi venir su a festeggiare. Oppure possiamo andare da me, noi due sole, se aspetti un secondo vado a prendere un po' di coca e possiamo andare da me. Devi provarla. Se non la provi non puoi capire.
- Lasciare Carter con un'altra e venire a farmi di droga pesante a casa tua. Questa s che  un'idea.
- Oddio, Patty, mi dispiace tanto. Non  come pensi tu.

Carter voleva organizzare una festa, ma poi ha preso la coca e ha cambiato un tantino programma, e poi ho scoperto che mi aveva invitata solo perch l'altra persona non sarebbe venuta se fossero stati solo in due.
- Potevi andartene, - disse Patty.
- Stavamo gi festeggiando, e se la provassi capiresti perch non me ne sono andata. Ti giuro che  l'unica ragione per cui sono qui.
La serata non si concluse, come avrebbe dovuto, con il raffreddamento o la fine dell'amicizia tra Patty ed Eliza, bens con Patty che rinunciava solennemente a Carter e si scusava di non aver spiegato a Eliza quello che provava per lui, e con Eliza che si scusava di non averle dedicato maggiore attenzione e prometteva di rispettare di pi le sue stesse regole e di smetterla con le droghe pesanti. Oggi l'autobiografa  certa che un paio di ragazze disponibili e una montagnetta di polvere bianca sul comodino dovessero essere il miglior regalo di compleanno che Carter poteva immaginare. Ma Eliza era talmente fuori di s dalla preoccupazione e dal rimorso che ment con grande convinzione, e il mattino seguente, senza lasciare a Patty nemmeno un'ora per riflettere e concludere che la sua presunta migliore amica aveva fatto qualcosa di losco con il suo presunto ragazzo, comparve tutta ansimante sulla soglia della residenza universitaria, con indosso quella che secondo lei era una tenuta da jogging (maglietta di Lene Lovich, calzoncini da boxe lunghi fino al ginocchio, calzini neri, Keds), per riferirle di aver appena corso tre giri di pista e insistere perch le insegnasse qualche esercizio. Ardeva dall'eccitazione per il nuovo proposito di studiare insieme tutte le sere, ardeva dall'affetto per Patty e dal timore di perderla; e Patty, dopo aver aperto dolorosamente gli occhi sulla vera natura di Carter, fece finta di niente e li chiuse su quella di Eliza.
Eliza continu con il pressing a tutto campo finch Patty non acconsent a trascorrere l'estate a casa sua a Minneapolis, e a quel punto torn a defilarsi e perse ogni interesse per la ginnastica. Patty pass la maggior parte di quella torrida estate da sola, in un appartamento in subaffitto pieno di scarafaggi a Dinkytown, compatendosi e raggiungendo bassissimi livelli di autostima. Non riusciva a capire perch Eliza
avesse tanto insistito per vivere con lei, se poi rincasava alle due quasi tutte le notti, quando rincasava. Certo, Eliza continuava a suggerirle di provare nuove droghe, di andare a qualche concerto o di trovarsi un nuovo compagno di letto, ma Patty era momentaneamente disgustata dal sesso e permanentemente disgustata da droghe e sigarette. Inoltre il lavoro estivo al dipartimento di Educazione fisica le consentiva a malapena di pagare l'affitto, e lei si rifiutava di imitare Eliza elemosinando contributi in denaro da parte dei genitori, e cos si sentiva sempre pi sola e inadeguata.
- Perch siamo amiche ? - chiese infine a Eliza, che si stava mettendo in tenuta punk per l'ennesima uscita serale.
- Perch sei bravissima e stupenda, - disse Eliza. - Sei la mia persona preferita al mondo.
- Sono una sportiva. Sono noiosa.
- No! Tu sei Patty Emerson, e viviamo insieme, ed  fantastico.
Us queste precise parole, l'autobiografa le ricorda con chiarezza.
- Ma non facciamo niente, - replic Patty.
- Cosa vuoi fare?
- Sto pensando di tornare dai miei per un po'.
- Cosa? Stai scherzando? Ma loro non ti piacciono! Devi restare qui con me.
- Ma tu esci quasi tutte le sere.
- Be', cominciamo a fare pi cose insieme.
- Ma tu sai che non voglio fare quel genere di cose.
- Be', allora andiamo al cinema. Andiamoci subito. Cosa vuoi vedere ? Vuoi vedere I giorni del cielo ?
E cos cominci un altro dei pressing a tutto campo di Eliza, che dur giusto il tempo di superare lo scoglio dell'estate e impedire a Patty di scappare. Fu durante quella terza luna di miele, fatta di doppi spettacoli e spritz e ascolto dei Blondie fino a consumare i solchi degli album, che Patty cominci a sentir parlare del musicista Richard Katz. - Oh mio Dio, - disse Eliza, - credo di essere innamorata. Credo che dovr cominciare a fare la brava. Sai,  cos grande che mi sembra di venire ribaltata da una stella di neutroni. Di venire cancellata da una gigantesca gomma da cancellare.

La gigantesca gomma da cancellare si era appena laureata al Macalester College, lavorava in un'impresa di demolizioni, e aveva fondato un gruppo punk, i Traumatics, che secondo Eliza avrebbero sfondato alla grande. La sola cosa che le impediva di idealizzarlo completamente erano i suoi gusti in fatto di amici. - Abita con questo nerd appiccicoso, Walter, - disse, - una specie di groupie bacchettone. E strano, non capisco. All'inizio pensavo che fosse il suo manager o roba del genere, ma non  possibile,  troppo sfigato. Al mattino esco dalla camera di Katz e vedo Walter, seduto al tavolo della cucina con la sua bella macedonia. Sta leggendo il "New York Times", e la prima cosa che mi chiede  se ultimamente ho visto del buon teatro. Cio, commedie, roba del genere. Sono come la Strana Coppia, guarda. Devi conoscere Katz per capire com' assurda questa storia.
Poche circostanze si sono rivelate pi dolorose per l'autobiografa, nel lungo periodo, della profonda amicizia fra Walter e Richard. I due, almeno a prima vista, erano una coppia ancora pi strana di Patty ed Eliza. Qualche genio dell'ufficio alloggi del Macalester College aveva piazzato nella stessa camera un campagnolo terribilmente serio del Minnesota e un chitarrista egocentrico, inaffidabile, scafato e tossicofilo di Yonkers, New York. La persona dell'ufficio alloggi sapeva solo che le due matricole usufruivano entrambe di aiuti finanziari. Walter aveva la carnagione chiara e la corporatura esile e, pur essendo pi alto di Patty, rimaneva ben al di sotto della statura di Richard, che era alto uno e novantatre, con le spalle robuste e la pelle tanto scura quanto quella di Walter era chiara. Richard somigliava tantissimo (cosa che nel corso degli anni fu notata e fatta oggetto di commenti da molte altre persone, oltre a Patty) al dittatore libico Muammar Gheddafi. Aveva gli stessi capelli neri, le stesse guance abbronzate e butterate, la stessa maschera sorridente e compiaciuta da uomo-forteche-passa-in-rassegna-le-truppe-e-i-lanciarazzi, e dimostrava circa quindici anni pi dell'amico. Walter faceva pensare allo zelante " tecnico studentesco " che si trova a volte nelle squa
dre liceali, il ragazzo poco atletico che assiste gli allenatori e va alle partite in giacca e cravatta e ottiene il permesso di sedere in panchina con una cartella portablocco. Gli atleti tendono a tollerare questo personaggio, perch  sempre un profondo conoscitore del gioco, e questo sembrava un elemento del legame Walter-Richard, perch Richard, per quanto irascibile e inaffidabile sotto molti aspetti, era disperatamente serio riguardo alla propria musica, e Walter aveva una preparazione sufficiente per appassionarsi a roba come la sua. In seguito, conoscendoli meglio, Patty cap che forse, sotto sotto, non erano poi cos diversi: ognuno si sforzava, a modo suo, di essere una brava persona.
Patty incontr la gomma da cancellare in un'afosa domenica di agosto, quando, di ritorno dalla corsa mattutina, la trov seduta sul divano del soggiorno, che pareva pi piccolo sotto la sua mole, mentre Eliza si faceva la doccia nel loro bagno inqualificabile. Richard indossava una maglietta nera e leggeva un tascabile con una grossa V sulla copertina. Le prime parole che rivolse a Patty, pronunciate solo dopo che si era riempita un bicchiere di t freddo e aveva cominciato a berlo in piedi, zuppa di sudore, furono: - E tu cosa.
- Prego?
- Cosa sei venuta a fare qui.
- Io abito qui, - disse Patty.
- S, lo vedo -. Richard la squadr con attenzione, pezzo per pezzo. Ogni volta che spostava gli occhi era come se inchiodasse un altro pezzo del suo corpo alla parete, al punto che, quando fin di squadrarla da capo a piedi, Patty si senti completamente bidimensionale e appiccicata al muro. - Hai visto l'album? - le chiese.
- Eh? L'album?
- Te lo mostro, - disse Richard. - Lo troverai interessante.
And in camera di Eliza, torn indietro e porse a Patty un raccoglitore a tre anelli, poi torn a sedersi con il suo romanzo come se si fosse dimenticato di lei. Era un raccoglitore vecchio stile, di quelli con la copertina di stoffa celeste, sulla quale campeggiava la scritta PATTY a caratteri cubitali. Conteneva, a una prima occhiata, ogni sua fotografia pubblicata sulle pagine sportive del "Minnesota Daily"; ogni carto-

lina che aveva spedito a Eliza; ogni striscia di fototessere che si erano scattate insieme in qualche angusta cabina; e ogni istantanea al flash di loro due strafatte il fine settimana dei biscotti alla marijuana. Quell'album le sembr un po' strano e morboso, ma pi che altro la riemp di tristezza per Eliza - tristezza e dispiacere per aver dubitato del suo affetto.
- E una ragazzina stramba, - osserv Richard dal divano.
- Dove lo hai trovato? - disse Patty. - Vai sempre in giro a ficcanasare, quando dormi a casa d'altri?
Lui scoppi a ridere. - J'accuse!
- Be', allora?
- Raffredda i motori. Era proprio dietro il letto. In bella vista, come dicono i poliziotti.
Il rumore della doccia era cessato.
- Rimettilo a posto, - disse Patty. - Per favore.
- Credevo potesse interessarti, - disse Richard, senza
muoversi dal divano.
- Per favore, rimettilo dove lo hai trovato.
- Ho l'impressione che tu non ne abbia uno analogo. - Subito, per favore.
- Una ragazzina molto stramba, - disse Richard, togliendole di mano il raccoglitore. - Ecco perch ho chiesto qual era la tua storia.
Il comportamento affettato con gli uomini, il continuo stillicidio di risatine, le smancerie e lo scuotimento di capelli erano tutte cose che un'amica di Eliza poteva arrivare a detestare molto in fretta. Il suo desiderio disperato di piacere a Richard si confuse nella mente di Patty con la stranezza di quell'album di ritagli e con l'estremo bisogno che esso rivelava, e Patty per la prima volta si vergogn di essere amica di Eliza. E questo era strano, visto che Richard non sembrava vergognarsi di andare a letto con lei, e poi, ad ogni modo, che importanza aveva l'opinione di Richard sulla loro amicizia?
Patty rivide Richard verso la fine del suo soggiorno nella tana di scarafaggi. Era di nuovo seduto sul divano, a braccia conserte, e batteva con forza il piede destro calzato di stivale, ascoltando con aria sofferente Eliza che, in piedi, suonava la chitarra nel solo modo in cui Patty gliel'aveva sempre sentita suonare: con incertezza. - Tieni il tempo, - disse Richard.
- Batti il piede -. Ma Eliza, sudata per la concentrazione,
smise completamente di suonare non appena si accorse che
era entrata Patty.
- Non riesco a suonare davanti a lei. - Certo che ci riesci, - disse Richard.
- E vero, non ci riesce, - disse Patty. - La rendo nervosa. - Interessante. E come mai? - Non ne ho idea, - disse Patty.
- E troppo incoraggiante, - disse Eliza. - Vuole a tutti i
costi che io suoni bene, lo sento.
- Non  bello da parte tua, - disse Richard a Patty. - De
vi desiderare che suoni male.	.
- Okay, - disse Patty. - Desidero che suoni male. Pensi
di farcela? Sembra che ti venga piuttosto bene.
Eliza la guard stupita. Anche Patty era stupita di se stes
sa. - Scusate, vado in camera mia, - disse.
- Prima vediamola suonare male, - disse Richard.
Ma Eliza si tolse la tracolla della chitarra e stacc la spina. - Devi esercitarti con il metronomo, - le disse Richard.
- Ce l'hai un metronomo?
- E stata una pessima idea, - disse Eliza.
- Perch non suoni qualcosa tu? - disse Patty a Richard. - Un'altra volta, - rispose lui.
Ma Patty stava ripensando al proprio imbarazzo quando
Richard le aveva mostrato l'album dei ritagli. - Una canzo
ne, - disse. - Un accordo. Suona un accordo. Eliza dice che
suoni da dio.
Richard scosse la testa. - Vieni a sentirmi in concerto.
- Patty non va ai concerti, - disse Eliza. - Non soppor
ta il fumo.
- Sono un'atleta, - disse Patty.
- S, lo abbiamo visto, - disse Richard, lanciandole un'oc
chiata eloquente. - Una campionessa di pallacanestro. Cosa
sei... ala? Guardia? Mi chiedo quand' che una pupa pu
definirsi alta.
- Io non sono considerata alta. - Eppure sei piuttosto alta. _Si.
- Stavamo per uscire, - disse Eliza, alzandosi in piedi.

- Tu potresti giocare a pallacanestro, - disse Patty a Richard.
- Un ottimo modo per rompersi un dito.
- Non  affatto vero, - disse Patty. - Non succede quasi mai.
Era una risposta poco interessante e ammazza-conversazione, questa, e Patty intu subito che Richard in realt se ne sbatteva della sua pallacanestro.
- Magari verr a un concerto, - disse. - Quand' il prossimo?
- Non puoi andarci, c' troppo fumo per te, - disse Eliza in tono sgradevole.
- Non  un problema, - disse Patty.
- Davvero? Questa  nuova.
- Porta dei tappi per le orecchie, - disse Richard.
Nella sua stanza, dopo averli sentiti uscire, Patty cominci a piangere per ragioni che era troppo afflitta per approfondire. Quando rivide Eliza, trentasei ore dopo, si scus di essere stata cos stronza, ma Eliza era tornata di ottimo umore e le disse di non preoccuparsi, stava pensando di vendere la chitarra ed era felice di portare Patty a sentire Richard.
Il concerto successivo si tenne una sera feriale di settembre, in un club mal ventilato di nome Longhorn, dove i Traumatics aprivano per i Buzzcocks. Praticamente la prima persona che Patty vide, quando arriv insieme a Eliza, fu Carter. Teneva il braccio intorno al collo di una bionda grottescamente carina in miniabito di paillette. - Oh merda, - disse Eliza. Patty gli rivolse un coraggioso cenno di saluto, e Carter scopr i brutti denti e si incammin adagio verso di lei, con le paillette al seguito: il ritratto dell'affabilit. Eliza abbass la testa e trascin Patty verso il palco, attraversando un capannello di punk, tutti maschi, che fumavano come ciminiere. Sotto il palco trovarono un ragazzo biondo, che Patty identific come il famoso coinquilino di Richard ancora prima che Eliza cantilenasse a voce alta: - Ciao Walter come stai.
Non conoscendo ancora Walter, Patty non poteva sapere quanto fosse insolito vederlo ricambiare il saluto con un cenno scostante, anzich con un cordiale sorriso da ragazzo del Midwest.
- Questa  la mia migliore amica Patty, - gli disse Eliza.
- Pu rimanere qui con te per un secondo mentre vado nel
backstage ?
- Stanno per venire fuori, - replic Walter.
- Solo un secondo, - disse Eliza. - Tienila d'occhio. Okay? - Perch non andiamo tutti insieme, - propose Walter. - No, tu devi tenermi il posto qui, - disse Eliza, rivolgen
dosi a Patty. - Torno subito.
Walter la guard con aria infelice mentre si incuneava tra
i corpi e scompariva. Sembrava molto meno nerd di quanto
Eliza le aveva fatto credere - aveva un maglione con il collo
a V e una massa incolta di riccioli biondo rossastri, e sem
brava quello che effettivamente era, cio uno studente del
primo anno di legge -, ma in mezzo a quei punk con i capel
li e i vestiti mutilati non passava certo inosservato, e Patty,
improvvisamente imbarazzata dai propri abiti, che le erano
sempre piaciuti fino a un minuto prima, gli fu grata della sua
normalit.
- Grazie di essere rimasto qui con me, - gli disse.
- Credo che adesso rimarremo qui per un bel po', - ri
spose Walter.
- Piacere di conoscerti.
- Piacere mio. Tu sei la campionessa di pallacanestro. - Proprio io.
- Richard mi ha parlato di te -. Si gir a guardarla. - Ti
droghi parecchio?
- No! Oddio. Perch?
- Perch la tua amica lo fa.
Patty non sapeva che espressione assumere. - Non quan
do  con me.
- Be',  per questo che  andata nel backstage. - Okay.
- Mi dispiace. So che  tua amica. - No, mi interessa saperlo.
- I soldi non le mancano, a quanto pare. - S, glieli passano i genitori. - Giusto, i genitori.
Walter sembrava cos inquieto per la scomparsa di Eliza
che Patty non disse pi niente. La sua morbosa competitivit

si era risvegliata. Non aveva ancora capito di essere attratta da Richard, e tuttavia le sembrava ingiusto che Eliza potesse sfruttare qualcosa di pi della sua sola persona, della sua mezza bellezza naturale - che potesse sfruttare le risorse dei genitori - per attirare l'attenzione di Richard e comprare la sua compagnia. Non capiva proprio niente della vita, Patty! Com'era indietro rispetto agli altri! E com'era brutta, quella roba sul palco! I fili scoperti, le fredde cromature della batteria, i microfoni disadorni, il nastro adesivo da rapitore, i riflettori a cannone: era tutto cos spartano.
- Hai visto molti concerti? - chiese Walter.
- No, nessuno. Cio, uno.
- Hai portato i tappi per le orecchie? - No. Ce n' bisogno?
- Richard suona molto forte. Puoi usare i miei. Sono quasi nuovi.
Dal taschino della camicia estrasse un sacchetto con dentro due larve di gommapiuma biancastra. Patty le guard e si sforz di sorridere gentilmente. - No, grazie, - disse.
- Sono una persona molto pulita, - disse serio Walter. - Non ci sono rischi per la salute.
- Ma tu rimarrai senza.
- Li rompo a met. Ti serve qualcosa per proteggerti.
Patty lo guard dividere i tappi con cura. - Magari li tengo in mano e aspetto di vedere se mi servono, - disse.
Restarono l per quindici minuti. Infine Eliza torn, ancheggiando sinuosa, raggiante, proprio mentre le luci si abbassavano e il pubblico si avventava verso il palco. Patty lasci subito cadere i tappi. Tutto considerato, c'era molta pi ressa di quanto la situazione sembrava richiedere. Una persona grassa vestita di cuoio le piomb sulla schiena e la mand a sbattere contro il palco. Eliza stava gi saltellando e scuotendo i capelli ancora prima dell'inizio, e cos tocc a Walter spingere indietro il grassone e fare un po' di spazio a Patty.
I Traumatics che uscirono di corsa sul palco erano formati da Richard, dal suo fido bassista Herrera, e da due ragazzetti pelle e ossa che avevano a malapena finito le superiori. A quei tempi Richard era molto pi istrionico di quanto sarebbe diventato in seguito, quando cap che non sarebbe mai stato
una star e che quindi era meglio essere un'antistar. Cominci a saltellare in punta di piedi, a fare mezze piroette barcollanti con la mano sul manico della chitarra, e cos via. Inform il pubblico che il suo gruppo avrebbe suonato tutte le canzoni che conosceva, e ci avrebbe messo venticinque minuti. Poi lui e il gruppo diedero in escandescenze, scatenando una rabbiosa aggressione acustica in cui Patty non riusc a distinguere alcun ritmo. La musica era come una pietanza troppo piccante per sapere di qualcosa, ma l'assenza di ritmo e melodia non impediva al capannello centrale di maschi punk di pogare su e gi e prendersi a spallate e saltare su ogni caviglia femminile dei dintorni. Patty, nel tentativo di evitarli, si allontan da Walter ed Eliza. Il rumore era insopportabile. Richard e altri due Traumatics urlavano nel microfono: " I hate sunshine ! I hate sunshine! "l, e Patty, che non aveva proprio niente contro il sole, sfrutt le sue doti da cestista per trovare una via di fuga immediata. Si infil tra la folla con i gomiti alzati, emergendo dalla mischia per ritrovarsi faccia a faccia con Carter e la sua ragazza luccicante, e continu ad avanzare finch non usc sul marciapiede nell'aria tiepida e pulita di settembre, sotto il cielo del Minnesota che sorprendentemente conservava ancora qualche traccia di crepuscolo.
Indugi sulla soglia del Longhorn, guardando i fan ritardatari dei Buzzcocks e aspettando per vedere se Eliza usciva a cercarla. Ma anzich Eliza usc Walter.
- Sto bene, - gli disse. - Non  il mio genere, tutto qui.
- Posso accompagnarti a casa?
- No, torna pure dentro. Di' a Eliza che vado a casa da sola, cos non si preoccupa.
- Non sembra molto preoccupata. Lascia che ti accompagni a casa.
Patty rifiut, Walter insistette, lei rifiut ancora, lui insistette ancora. Poi Patty cap che Walter non aveva la macchina e si stava offrendo di accompagnarla in autobus, e allora torn a rifiutare, e lui torn a insistere. Walter, molto tempo dopo, le confess che si stava gi innamorando di lei mentre aspettavano alla fermata dell'autobus, ma in quel momento,

nella testa di Patty, suonava tutt'altra sinfonia. Si sentiva in
colpa per aver abbandonato Eliza, e si rammaricava di aver
buttato via i tappi e di non essere rimasta a vedere Richard. - Mi sembra di non aver superato una prova, - disse. - Ma ti piace questa musica, almeno?
- Mi piacciono i Blondie. Mi piace Patti Smith. Fonda
mentalmente no, direi che questa musica non mi piace. - Allora  lecito chiederti, perch sei venuta? - Be', Richard mi ha invitata.
Walter annu, come riconoscendo un significato segreto in quella frase.
- Richard  una brava persona? - chiese Patty.
- Certo che lo ! - disse Walter. - Cio, dipende. Sai, sua madre  scappata quando lui era piccolo, ed  diventata una fanatica religiosa. Suo padre, un impiegato postale alcolizzato, si  ammalato di cancro ai polmoni quando Richard era alle superiori. Richard lo ha accudito fino all'ultimo. E una persona molto leale, anche se forse con le donne un po' meno. A dire il vero non  molto gentile con le donne, se  questo che vuoi sapere.
Patty lo aveva gi intuito, e per qualche motivo la notizia non la scoraggi.
- E tu? - disse Walter.
- Io cosa?
- Sei una brava persona? Sembrerebbe di s. Eppure... - Eppure?
- Detesto la tua amica! - sbott Walter. - Lei non  una brava persona. Anzi, secondo me  una persona orribile. Bugiarda e cattiva.
- Be',  la mia migliore amica, - disse Patty, stizzita. - Con
me non  orribile. Forse siete partiti con il piede sbagliato. - Succede spesso che ti porti in qualche posto e poi ti lasci
sola mentre va a sniffare coca con altra gente?
- No, a dire il vero non  mai successo.
Walter tacque, restando a macerarsi nella sua avversione
per Eliza. Non c'erano autobus in vista.
- A volte mi adora, e questo mi fa stare benissimo, - disse
Patty dopo un po'. - Non succede spesso. Ma quando suc
cede...
- Non dev'essere difficile trovare persone che ti adorano, - disse Walter.
Patty scosse la testa. - C' qualcosa che non va in me. Alle altre mie amiche sono affezionata, ma fra di noi c' sempre una specie di muro. Come se fossi una persona diversa da loro. Pi competitiva ed egoista. Meno buona, fondamentalmente. Per qualche motivo, quando sono con loro, mi sembra sempre di fingere. Con Eliza non devo fingere. Posso essere me stessa ed essere comunque migliore di lei. Voglio dire, non sono tonta. Mi accorgo che  una persona incasinata. Ma una parte di me adora stare con lei. Non provi mai questa sensazione, con Richard?
- No, - rispose Walter. - Anzi, in genere non  affatto piacevole stare con Richard. Ma c' qualcosa in lui che ho amato a prima vista, fin dall'inizio dell'universit. E completamente assorbito dalla sua musica, ma ha anche una grande curiosit intellettuale.  una cosa che ammiro.
- Dev'essere perch sei davvero una brava persona, - disse Patty. - Gli vuoi bene per quello che , non per come ti fa sentire. Dev'essere questa la differenza fra noi due.
- Ma tu sembri veramente una brava persona! - disse Walter.
Patty, sotto sotto, sapeva che Walter sbagliava a giudicarla. E l'errore che commise, il grande errore della sua vita, fu di immedesimarsi nell'immagine che Walter aveva di lei, pur sapendo che non era reale. Walter sembrava cos certo della sua bont che alla fine vinse la sua resistenza.
Quando finalmente arrivarono al campus, quella prima sera, Patty si rese conto di aver parlato di s per un'ora, senza accorgersi che Walter faceva sempre domande e non dava mai risposte. La sola idea di mostrarsi a sua volta gentile e interessata le sembrava faticosa, perch non era attratta da lui.
- Posso chiamarti, uno di questi giorni? - disse Walter sulla soglia della residenza.
Patty gli spieg che non sarebbe uscita molto nei mesi successivi, per via degli allenamenti. - Ma sei stato gentilissimo ad accompagnarmi, - disse. - Ti ringrazio tanto.
- Ti piace il teatro? Di solito ci vado con altre amiche. Non deve essere per forza una cosa a due.

-  che ho molto da fare.
- Questa  una citt ideale per il teatro, - insistette Walter. - Scommetto che ti divertiresti.
Oh, Walter: si rendeva conto che la cosa pi affascinante in lui, nei mesi in cui Patty cominci a conoscerlo, era la sua amicizia con Richard Katz? Aveva notato che, quando si vedevano, Patty trovava sempre qualche pretesto disinteressato per parlare di Richard? Gli era venuto il sospetto, quando, quella prima sera, aveva ottenuto il permesso di chiamarla, che Patty in realt stava pensando a Richard?
Al piano di sopra, Patty trov un biglietto sulla porta con un messaggio telefonico di Eliza. Aspett nella sua stanza, con gli occhi lacrimanti per il fumo che le impregnava capelli e vestiti, finch Eliza non la richiam al telefono del corridoio e, con il rumore del locale in sottofondo, la sgrid perch era sparita, spaventandola di brutto.	,
- Sei stata tu a sparire, - disse Patty.
- Stavo solo salutando Richard.
- Ci hai messo almeno mezz'ora.
- Che fine ha fatto Walter? - disse Eliza. - E venuto via con te?
- Mi ha accompagnata a casa.
- Puah, che schifo. Ti ha detto quanto mi odia? Credo
proprio che sia geloso. Deve avere una specie di cotta per
Richard. Forse  gay.
Patty si guard intorno per assicurarsi che nessuno la stesse ascoltando. - Sei stata tu a procurare la droga per il compleanno di Carter? '
- Cosa? Non ti sento.
- Sei stata tu a portare quella roba che tu e Carter vi siete fatti per il suo compleanno?
- Non ti sento!	.
- LA COCAINA PER IL COMPLEANNO DI CARTER. GLIEL'HAI PORTATA TU?
- No! Dio! E per questo che sei andata via?  per questo che sei arrabbiata? E questo che ti ha detto Walter?
Patty, con la mascella tremante, riagganci il telefono e rimase un'ora sotto la doccia.
Eliza ricominci con il pressing, ma questa volta senza
troppa convinzione, perch adesso doveva star dietro anche a Richard. Quando Walter attu la minaccia di telefonarle, Patty si scopr disposta a vederlo, sia per il suo legame con Richard, sia per il brivido che provava nel tradire Eliza. Walter era troppo discreto per menzionare di nuovo Eliza, ma Patty aveva ben chiaro quel che pensava della sua amica, e una parte virtuosa di lei era contenta di uscire a fare qualcosa di culturale anzich bere spritz e ascoltare sempre gli stessi dischi. Quell'autunno fin per vedere due spettacoli e un film insieme a Walter. Una volta cominciata la stagione, lo not spesso in tribuna da solo, rosso in viso e divertito, pronto a salutarla ogni volta che si girava verso di lui. Cominci a chiamarla il giorno dopo la partita, per commentare rapito la sua prestazione e dimostrare quella sottile comprensione della strategia di gioco che Eliza non aveva mai neppure tentato di simulare. Se non la trovava e doveva lasciarle un messaggio, Patty provava l'ulteriore brivido di richiamarlo e sperare che rispondesse Richard, ma Richard, ahim, sembrava non esserci mai quando non c'era Walter.
Nelle minuscole pause fra gli intervalli di tempo in cui rispondeva alle domande di Walter, Patty riusc a scoprire che veniva da Hibbing, nel Minnesota, che contribuiva a pagarsi gli studi di legge lavorando part-time come aiuto carpentiere nella stessa ditta dove Richard faceva il manovale, e che doveva alzarsi tutte le mattine alle quattro per studiare. Cominciava sempre a sbadigliare intorno alle nove di sera, cosa che Patty, a sua volta piena d'impegni, apprezzava molto quando usciva con lui. Erano sempre accompagnati, come Walter le aveva promesso, da tre sue amiche delle superiori e del college, tre ragazze intelligenti e creative che, con i loro problemi di peso e i loro vestiti dalle spalline larghe, avrebbero senz'altro suscitato qualche commento acido da parte di Eliza. Fu da quella troika adorante che Patty cominci a scoprire la miracolosa bont di Walter.
Secondo le amiche, Walter era cresciuto in un alloggio angusto dietro l'ufficio del motel Pini Fruscianti, con un padre alcolizzato, un fratello maggiore che lo picchiava regolarmente, un fratello minore che imitava con zelo gli scherni del maggiore, e una madre afflitta da problemi fisici e attacchi

di depressione che compromettevano il suo lavoro di guardarobiera e portiera di notte del motel, al punto che in estate, nell'alta stagione, Walter passava molti pomeriggi a pulire le stanze, e poi registrava gli arrivi notturni mentre il padre beveva con gli amici reduci e la madre dormiva. Questo in aggiunta alle sue normali mansioni, che consistevano nell'aiutare il padre con i lavori di manutenzione, come chiudere le crepe nell'asfalto del parcheggio, sgorgare i tubi di scarico e riparare lo scaldabagno. Il padre dipendeva dall'aiuto di Walter, e Walter glielo forniva nella perenne speranza di ottenere la sua approvazione, cosa per impossibile, secondo le amiche, perch Walter era troppo sensibile e intellettuale e non abbastanza appassionato di caccia e motori e birra (al contrario dei fratelli). Malgrado lavorasse tutto l'anno a tempo pieno e senza stipendio, Walter era riuscito a recitare nella parte di protagonista in commedie e musical scolastici, a ispirare eterna devozione in numerosi amici d'infanzia, a imparare dalla madre a cucinare e anche un po' a cucire, a coltivare il suo interesse per la natura (pesci tropicali; formicai artificiali; pronto soccorso per uccellini orfani; fiori pressati), e a diplomarsi con i voti pi alti della sua classe. Gli venne offerta una borsa di studio da un'universit della Ivy League, ma prefer andare a Macalester, abbastanza vicina a Hibbing da consentirgli di salire su un autobus il fine settimana e andare ad aiutare la madre a combattere il degrado strisciante del motel (il padre, a quanto pareva, adesso aveva un enfisema e non poteva pi lavorare). Walter sognava di fare il regista o anche l'attore, e invece si era iscritto alla facolt di legge perch, come lui stesso aveva spiegato: "Bisogna che qualcuno in famiglia abbia un vero stipendio".
In maniera del tutto irrazionale - dato che non era attratta da lui - la competitivit di Patty era stimolata dalla presenza di altre ragazze in quelle che avrebbero potuto essere uscite a due, e Patty, vagamente offesa, si consolava notando che era solo lei, e non le altre, a far brillare gli occhi di Walter e a suscitargli quell'irrefrenabile rossore. Le piaceva essere al centro dell'attenzione, su questo non c'era dubbio. Praticamente in ogni circostanza. All'ultimo spettacolo che videro insieme al Guthrie, in dicembre, Walter arriv poco prima
che calasse il sipario, tutto coperto di neve, con dei regali di Natale: libri per le altre ragazze e per Patty un'enorme poinsettia che aveva trasportato sull'autobus e per le strade melmose e non era riuscito a depositare al guardaroba. Era chiaro a tutti, perfino a Patty, che regalare libri interessanti alle altre e una pianta a lei era inteso come il contrario di una mancanza di rispetto. Il fatto che Walter non investisse il proprio entusiasmo in una versione pi snella delle sue amiche simpatiche e adoranti, ma piuttosto in Patty, che impiegava la propria intelligenza e creativit soprattutto per escogitare nuovi pretesti apparentemente disinteressati per menzionare Richard Katz, era incomprensibile e allarmante, ma senza dubbio lusinghiero. Dopo lo spettacolo, Walter trasport di nuovo la poinsettia fino alla residenza di Patty, sull'autobus e ancora in mezzo alla melma. Il biglietto, che Patty apri nella sua stanza, diceva: "Per Patty, con grande affetto, dal suo ammiratore".
Fu pi o meno in quel periodo che Richard decise di piantare Eliza. A quanto pareva, era uno da rotture brusche. Eliza era fuori di s quando chiam Patty per darle la notizia, gemendo che "il finocchio" le aveva messo contro Richard, che Richard non le dava neanche una possibilit, e che Patty doveva aiutarla a organizzare un incontro con Richard, perch lui si rifiutava di parlarle e di aprirle la porta del suo appartamento e...
- Ho gli esami, - disse fredda Patty.
- Potresti andare da loro e portarmi con te, - disse Eliza. - Devo solo vederlo e spiegargli.
- Spiegargli cosa?
- Che deve darmi una possibilit! Che ho diritto a un'udienza!
- Walter non  gay, - disse Patty. - Te lo sei inventata.
- Oh mio Dio, mi ha messo contro anche te!
- No, - disse Patty. - Ti sbagli.
- Vengo subito li, cos elaboriamo un piano.
- Domani mattina ho l'esame di storia. Devo studiare.
E cos Patty scopr che Eliza aveva smesso di frequentare le lezioni sei settimane prima, perch era troppo presa da Richard. Era colpa sua, Eliza aveva mollato tutto per lui e

ora lui l'aveva piantata in asso e lei doveva tenere nascosto ai genitori che non avrebbe dato neanche un esame, e adesso sarebbe andata da Patty e Patty doveva stare l ad aspettarla per elaborare un piano con lei.
- Sono stanchissima, - disse Patty. - Devo studiare e riposarmi.
- Non riesco a crederci! Vi ha messi entrambi contro di me! Le mie due persone preferite al mondo!
Patty riusc a staccarsi dal telefono, corse in biblioteca e vi rimase fino alla chiusura. Era sicura che Eliza l'avrebbe aspettata fuori dalla residenza, fumando una sigaretta dopo l'altra, decisa a tenerla sveglia fino alle ore piccole. Tremava all'idea di pagare quel prezzo all'amicizia, ma era anche rassegnata, e cos prov una strana delusione quando torn alla residenza e non trov traccia di Eliza. Le venne quasi voglia di chiamarla, ma il sollievo e la stanchezza prevalsero sul senso di colpa.
Eliza non si fece viva per tre giorni. Infine, la sera prima di partire per le vacanze di Natale, Patty la chiam per assicurarsi che fosse tutto a posto, ma il telefono squill a vuoto. Sal sull'aereo per Westchester avvolta in una nube di preoccupazione e senso di colpa, che continu a infittirsi dopo ogni tentativo fallito di parlare con l'amica dal telefono della cucina dei suoi. La vigilia di Natale, Patty si decise a chiamare il motel Pini Fruscianti di Hibbing, Minnesota.
- Che bel regalo di Natale! - esclam Walter. - Una tua telefonata.
- Oh, be', grazie. A dire il vero chiamavo per Eliza.  praticamente sparita.
- Considerati fortunata, - disse Walter. - Io e Richard abbiamo dovuto staccare il telefono. - Quando?
- Due giorni fa.
- Oh, che sollievo.
Patty rimase a parlare con Walter, rispondendo alle sue numerose domande, descrivendo la folle avidit natalizia dei suoi fratelli, e i soliti, umilianti aneddoti famigliari sull'et ridicola in cui lei aveva smesso di credere a Babbo Natale, e il bizzarro scambio di battute sessuali e scatologiche fra
suo padre e la sorella di mezzo, e le "lamentele" della sorella di mezzo sulla banalit dei compiti assegnati alle matricole di Yale, e i ripensamenti di sua madre sulla decisione, presa vent'anni prima, di smettere di celebrare Hanukkah e altre feste ebraiche. - E tu come stai? - chiese Patty a Walter dopo mezz'ora.
- Bene, - rispose lui. - Io e mia madre stiamo cuocendo un dolce. Richard sta giocando a dama con mio padre.
- Che bello. Vorrei essere li.
- Lo vorrei anch'io. Potremmo uscire con le racchette da neve.
- Sarebbe bellissimo.
Patty parlava sul serio, e non capiva pi se fosse la presenza di Richard a rendere interessante Walter, oppure se Walter fosse interessante di per s, per la sua capacit di far sembrare accogliente ogni posto in cui si trovava.
La temuta telefonata di Eliza arriv la sera di Natale. Patty rispose dal seminterrato, dove stava guardando una partita dell'Nba tutta da sola. Prima che Patty potesse scusarsi, Eliza le chiese perdono per il silenzio e spieg di essere stata indaffarata con i medici. - Dicono che ho la leucemia, - disse.
- No.
- Comincio la cura dopo Capodanno. I miei genitori sono gli unici a saperlo, e tu non devi dirlo a nessun altro. Soprattutto non devi dirlo a Richard. Giuri di non dirlo a nessuno?
La nube di preoccupazione e senso di colpa si condens in una tempesta di sentimenti. Patty, piangendo a dirotto, chiese a Eliza se fosse sicura, se i medici fossero sicuri. Eliza spieg che si era sentita sempre pi fiacca nel corso dell'autunno, ma non aveva voluto dirlo a nessuno perch temeva che Richard l'avrebbe piantata se si fosse scoperto che aveva la mononucleosi, ma alla fine stava cos da schifo che era andata dal medico, e il verdetto era stato emesso due giorni prima: leucemia.
- E quella brutta?
- Sono tutte brutte.
- Ma  il tipo da cui si pu guarire?
- Ci sono buone possibilit che la terapia funzioni, - disse Eliza. - Ne sapr di pi fra una settimana.

- Anticiper il rientro. Verr a stare da te.
Ma Eliza, stranamente, non voleva pi che Patty stesse da lei.
Quanto alla storia di Babbo Natale: l'autobiografa non prova alcuna comprensione per i genitori che mentono, per ci sono bugie e bugie. Ci sono quelle che si dicono al protagonista di una festa a sorpresa, quelle che si dicono per divertimento, e poi ci sono quelle che servono a far sembrare stupido chi ci crede. Una volta, da adolescente, Patty si stanc di essere presa in giro per l'innaturale durata della sua fede infantile in Babbo Natale (che aveva mantenuto anche dopo che il fratello e la sorella pi piccoli l'avevano persa),

 si rifiut di uscire dalla sua stanza per partecipare alla cena natalizia. Suo padre, venuto a implorarla, per una volta smise di sorridere e le disse seriamente che la famiglia aveva preservato le sue illusioni perch la sua innocenza era bella

 la rendeva ancora pi cara a tutti loro. Una frase senz'altro gradita alle orecchie di Patty, ma anche un'evidente balla, smentita dal piacere che tutti provavano nel prenderla in giro. Patty era convinta che i genitori avessero il dovere di insegnare ai figli a riconoscere la verit.
Basti dire che, nelle molte settimane invernali in cui si trasform nella Florence Nightingale di Eliza - arrancando nella tormenta per portarle la minestra, pulendole la cucina e il bagno, rimanendo alzata a guardare la tv con lei anzich andare a dormire alla vigilia delle partite, a volte perfino addormentandosi fra le braccia dell'amica emaciata, sottoponendosi a vezzeggiativi estremi (" Sei il mio caro angelo", "Vedere il tuo volto  come essere in paradiso", ecc. ecc.),

 rifiutandosi, nel frattempo, di richiamare Walter e spiegargli perch non aveva pi tempo di uscire con lui -, Patty ignor parecchi segnali d'allarme. No, disse Eliza, quel tipo di chemioterapia non faceva cadere i capelli. E no, non era possibile programmare le sedute in modo che Patty potesse andare a prenderla alla clinica. E no, Eliza non voleva lasciare l'appartamento per trasferirsi dai genitori, e s, i genitori venivano sempre a trovarla, era una coincidenza che Patty non li vedesse mai, e no, non era strano che una malata di cancro si iniettasse l'antiemetico con una sirin
ga ipodermica come quella che Patty aveva notato sotto il suo comodino.
Forse il pi vistoso segnale d'allarme era proprio il fatto che lei, Patty, evitasse Walter. Lo vide a due partite in gennaio e lo conged in fretta, ma poi Walter salt qualche partita, e la scusa cosciente adottata da Patty per non richiamarlo ogni volta che le lasciava un messaggio era che si vergognava di vedere cos spesso Eliza. Ma perch avrebbe dovuto vergognarsi di assistere un'amica malata di cancro ? E allo stesso modo: sarebbe stato cos difficile, in quinta elementare, prestare attenzione al cinismo delle compagne su Babbo Natale, se Patty avesse avuto il minimo interesse a scoprire la verit? Butt via la grande poinsettia bench fosse ancora viva.
Walter riusc a intercettarla alla fine di febbraio, nel tardo pomeriggio della giornata nevosa in cui le Gophers giocavano un'importante partita contro Ucla, l'avversario pi forte della stagione. Patty era gi maldisposta verso il mondo a seguito della conversazione mattutina con la madre, che quel giorno compiva gli anni. Patty era decisa a non mettersi a cianciare della propria vita, per non scoprire ancora una volta che Joyce non l'ascoltava e se ne sbatteva della posizione in classifica delle sue avversarie, ma Joyce non le diede neppure la possibilit di esercitare il proprio autocontrollo, perch era emozionatissima per la sorella di mezzo, che in seguito alle insistenze del suo professore di Yale aveva fatto un provino per il ruolo di protagonista in una riedizione Off Broadway di Invito di nozze ed era stata scritturata come sostituta, un vero colpaccio, a quanto pareva, che poteva anche spingere la sorella a prendersi una pausa da Yale e tornare a casa per dedicarsi alla recitazione a tempo pieno; e Joyce era al settimo cielo.
Quando scorse Walter che girava l'angolo ventoso dell'edificio di mattoni della Wilson Library, Patty si gir e si allontan in fretta, ma lui le corse dietro. La neve si era accumulata sul suo grosso berretto di pelliccia; aveva la faccia rossa come un f anale. Malgrado cercasse di sorridere e comportarsi cordialmente, gli trem la voce quando chiese a Patty se avesse ricevuto i suoi messaggi.
- Ho avuto molto da fare, - rispose lei. - Scusa se non ti ho richiamato.

-  per qualcosa che ho detto? Qualcosa che ti ha offesa? Era ferito e arrabbiato, e Patty non lo sopportava. - No, no, niente affatto, - disse. - Avrei chiamato anche pi spesso, ma non volevo infa
stidirti:
- Un sacco di cose da fare, - mormor Patty, mentre la neve cadeva.
- La persona che risponde al telefono cominciava a sembrarmi molto seccata, perch continuavo a lasciare lo stesso messaggio.
- Be', la sua stanza  proprio di fianco al telefono, sai.
Puoi capire. Deve trasmettere un sacco di messaggi.
- No, invece non capisco, - disse Walter, sul punto di
piangere. - Vuoi che ti lasci in pace?  questo che vuoi? Patty odiava quelle scene, non le poteva soffrire.
- Ho molto da fare, sul serio, - rispose. - E anzi, stasera
ho una partita importante, perci.
- No, - disse Walter, - c' qualcosa che non va. Cos'hai?
Sembri cos infelice!
Patty non voleva raccontargli della conversazione con sua madre, perch stava cercando di rimanere concentrata sulla partita e preferiva non soffermarsi su certi pensieri. Ma Walter insisteva cos disperatamente per avere una spiegazione - insisteva in un modo che andava oltre i suoi sentimenti, insisteva quasi per amore di giustizia - che Patty si sent in dovere di rispondere.
- Ascolta, - cominci, - devi giurare di non dirlo a Richard, - anche se si accorse, proprio mentre lo diceva, di non aver mai compreso quel divieto, - ma Eliza ha la leucemia. E davvero terribile.
Con sua grande sorpresa, Walter scoppi a ridere. - Mi sembra poco probabile.
- Be', ti sembrer poco probabile, - ribatt Patty. - Ma  vero.
- Okay. E si f a ancora di eroina?
Un dettaglio al quale Patty non aveva mai prestato molta
attenzione - il fatto che Walter avesse due anni pi di lei -
d'un tratto rivel la propria importanza.
- Ha la leucemia, - disse Patty. - Non so niente dell'eroina.
- Perfino Richard ha il buonsenso di evitare quella roba. E questo ti dice molto, credimi.
- Io non ne so niente.
Walter annu e sorrise. - Allora sei davvero una cara persona.
- Questo non lo so, - disse Patty. - Ma adesso devo andare a mangiare e prepararmi per la partita.
- Stasera non posso venire a vederti, - disse Walter, mentre Patty si girava per andarsene. - Mi sarebbe piaciuto, ma c' una conferenza di Harry Blackmun. Devo andare a sentirlo.
Patty si gir di nuovo, irritata. - Non c' problema.
- E un giudice della Corte suprema. Ha scritto la Roe contro Wade.
- Lo so, - disse Patty. - Mia madre gli ha praticamente eretto un altare e brucia incenso in suo onore. Non c' bisogno che mi spieghi chi  Harry Blackmun.
- Va bene. Scusa.
La neve turbinava in mezzo a loro.
- Bene, allora, non ti dar pi fastidio, - disse Walter. - Mi dispiace per Eliza. Spero che stia bene.
L'autobiografa incolpa solo se stessa - non Eliza, non Joyce, non Walter - per quanto accadde in seguito. Come tutti i giocatori, Patty aveva subto parecchie serie di tiri falliti e giocato un certo numero di partite al di sotto dei propri standard, ma anche nelle serate peggiori si sentiva inserita in qualcosa di pi grande - nella squadra, nello spirito sportivo, nell'idea che lo sport contava - e traeva un'autentica consolazione dalle grida d'incoraggiamento delle sorelle di squadra e dalle loro invettive scaramantiche nell'intervallo, variazioni sul tema dei tiri a vuoto e delle mani di pastafrolla, frasi fatte che lei stessa aveva gridato migliaia di volte. Aveva sempre voluto la palla, perch la palla l'aveva sempre salvata, la palla era la sua certezza nella vita, la palla era stata la sua fedele compagna nelle interminabili estati della sua adolescenza. E tutti i gesti ripetitivi che la gente compie in chiesa e che appaiono insulsi o fasulli ai non credenti - i cinque bassi dopo ogni canestro, l'ammucchiata dopo ogni tiro libero riuscito, i cinque alti con ogni compagna che usciva dal campo, le continue urla di "Vai SHAWNA! " e "Grande

CATHY! " e "CIUFF, UH-HUU, UH-HUU! " - erano diventati cos naturali e sensati per lei, come contributi necessari a un'alta prestazione irriflessiva, che non le veniva certo in mente di vergognarsene, come non le veniva in mente di vergognarsi di sudare quando correva su e gi per il campo. Lo sport femminile non era tutto rose e fiori, naturalmente. Sotto gli abbracci c'erano rivalit velenose, giudizi morali e forte insofferenza, Shawna che incolpava Patty di effettuare troppi passaggi d'uscita su Cathy e pochi su di lei, Patty che vedeva rosso quando il centro di riserva, quell'addormentata di Abbie Smith, trasformava l'ennesimo possesso in una palla a due che poi non riusciva a controllare, Mary jane Rorabacker che portava un perenne rancore a Cathy perch non l'aveva invitata ad alloggiare con lei e Patty e Shawna al secondo anno di universit malgrado i successi ottenuti insieme alla St Paul Central, le titolari che provavano un colpevole sollievo quando una recluta promettente e rivale potenziale commetteva errori sotto pressione, ecc. ecc. ecc. Ma lo sport agonistico si fondava su un'abitudine alla devozione, una prassi di fede, e una volta che quei sentimenti ti erano stati inculcati in profondit, alle medie o al pi tardi alle superiori, non dovevi chiederti niente di importante mentre ti dirigevi verso la palestra e ti cambiavi, conoscevi la Risposta alla Domanda, la Risposta era la Squadra, e ogni insignificante preoccupazione personale veniva messa da parte.
E possibile che Patty, nell'agitazione causata dall'incontro con Walter, si fosse dimenticata di mangiare a sufficienza. Qualcosa and decisamente storto fin dal suo arrivo alla Williams Arena. Le giocatrici di Ucla erano grandi e possenti, con tre titolari dall'uno e ottanta in su, e il piano di gioco di Coach Treadwell consisteva nel logorarle in transizione e poi lasciare che le giocatrici pi basse, soprattutto Patty, corressero a canestro prima che le Bruins riuscissero a organizzare la difesa. In difesa bisognava essere superaggressive e spingere fin da subito le due giocatrici migliori delle Bruins a commettere falli. Le Gophers non erano le favorite, ma in caso di vittoria sarebbero entrate fra le prime venti della classifica nazionale ufficiosa: la posizione migliore da quando Patty era entrata nella squadra. Insomma,
Patty non avrebbe potuto scegliere un momento peggiore per perdere la fede.
Avvertiva una strana debolezza a livello profondo. Copr la solita gamma di movimento negli stiramenti, ma i muscoli sembravano poco elastici. I sonori incitamenti delle compagne le davano sui nervi, e un senso di imbarazzo, di oppressione al petto, le impediva di ricambiare le loro grida. Riusc a stoppare ogni pensiero riguardante Eliza, ma si trov a riflettere sul fatto che, mentre la sua carriera si sarebbe definitivamente conclusa nel giro di una stagione e mezza, la sorella di mezzo sarebbe potuta diventare un'attrice famosa per tutta la vita, e di conseguenza sul fatto che lo sport era stato un discutibile investimento di tempo e risorse, e su quanto fosse stata sconsiderata a ignorare per anni le allusioni di sua madre al riguardo. Riflessioni di questo tipo, inutile dirlo, non erano molto indicate prima di una partita importante.
- Sii te stessa, sii grande, - le disse Coach Treadwell. - Chi  la nostra leader?
- Sono io la nostra leader.
- Pi forte.
- Sono io la nostra leader.
- Pi forte!
- SONO IO la nostra leader.
Se avete mai giocato a uno sport di squadra, saprete che Patty si sent subito pi forte, pi centrata e pi leader dopo averlo detto. E curioso, ma il trucco - la trasfusione di fiducia tramite semplici parole - funziona. Patty si sentiva bene durante il riscaldamento, e anche mentre stringeva la mano ai capitani delle Bruins e ne sentiva su di s lo sguardo indagatore, sapendo che la conoscevano come una grossa minaccia sotto canestro e come la regista d'attacco delle Gophers; si rivest della sua brillante reputazione come di un'armatura. Ma se l'emorragia di fiducia ricomincia nel corso della partita, non  pi possibile ricevere trasfusioni dalla panchina. Patty realizz un canestro con un facile tiro sottomano in contropiede, e quella fu praticamente la fine della serata. Al secondo minuto aveva gi capito, dal groppo che aveva in gola, che avrebbe giocato la partita pi schifosa della sua vita.
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La sua omologa delle Bruins aveva cinque centimetri e quindici chili di vantaggio su di lei, oltre a una pazzesca capacit di elevazione, ma il problema non era solo fisico, e neanche principalmente fisico. Il problema era la sconfitta che si sentiva nel cuore. Anzich ardere di competitivit per l'ingiusta superiorit fisica delle Bruins, e cercare implacabile la palla come le aveva detto di fare l'allenatrice, Patty si sent sconfitta dall'ingiustizia: prov piet per se stessa. Le Bruins tentarono un pressing a tutto campo e scoprirono che funzionava a meraviglia. Shawna recuper un rimbalzo e pass la palla a Patty, che per rimase intrappolata nell'angolo e la cedette. Ricevette di nuovo la palla e fini fuori campo. La ricevette di nuovo, fint e la sped dritta in mano a un difensore, come un piccolo dono. L'allenatrice chiese un minuto di sospensione e le disse di piazzarsi pi indietro in transizione; ma le Bruins la stavano aspettando. Un passaggio lungo le sfugg di mano e fin tra gli spalti. Lottando contro il groppo in gola, cercando di infuriarsi, commise un fallo di sfondamento. Il suo tiro in sospensione era privo di elasticit. Si fece rubare due volte la palla nell'area dei tre secondi, e l'allenatrice la richiam in panchina per scambiare due parole.
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- Che fine ha fatto la mia Patty? Che fine ha fatto la mia leader?
- Stasera non c'.
- Certo che c', devi solo ritrovarla. E dentro di te. Trovala. - Okay.
- Fai un urlo. Butta fuori.
Patty scosse la testa. - Non voglio buttar fuori.
L'allenatrice, accovacciata davanti a lei, la scrut in viso, e Patty, con uno sforzo di volont, si costrinse a guardarla negli occhi.
- Chi  la nostra leader?
- Sono io.
- Gridalo.
- Non ci riesco.
- Vuoi che ti mandi in panchina? E questo che vuoi? - No!
- Allora vai l fuori. Abbiamo bisogno di te. Qualunque sia il problema, possiamo discuterne dopo. Okay? - Okay.
Quella nuova trasfusione and subito ad alimentare l'emorragia, senza circolare neppure una volta nel corpo di Patty. Rimase in campo per le compagne, ma torn alla vecchia abitudine di comportarsi con altruismo, di seguire i giochi anzich guidarli, di passare anzich tirare, e poi all'abitudine ancora pi vecchia di soffermarsi lungo il perimetro ed effettuare lunghi tiri in sospensione, alcuni dei quali un'altra sera sarebbero forse andati a segno, ma quella sera no. Com' difficile nascondersi sul campo di pallacanestro! Patty venne battuta pi volte in difesa, e ogni sconfitta sembrava rendere pi probabile la successiva. Quel sentimento le sarebbe diventato molto pi familiare anni dopo, quando avrebbe conosciuto la depressione grave, ma in quella sera di febbraio fu un'orribile novit sentire la partita vorticarle intorno, del tutto fuori controllo, e intuire che quanto stava accadendo - ogni avvicinamento e allontanamento della palla, ogni tonfo pesante dei suoi piedi sul pavimento, ogni istante in cui riprovava a marcare un'avversaria perfettamente decisa e concentrata, ogni calorosa pacca sulle spalle delle compagne all'intervallo - era una dimostrazione della sua mediocrit, del futuro vuoto che l'attendeva e della vanit di ogni sforzo.
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Infine, a met del secondo tempo, quando le Gophers erano indietro di venticinque punti, l'allenatrice la tolse definitivamente dal gioco. Una volta al sicuro in panchina, Patty si rianim leggermente. Ritrov la voce ed esort le compagne, distribuendo cinque come una novellina entusiasta, sguazzando nell'umiliazione di essere ridotta a cheerleader in una partita in cui avrebbe dovuto giocare da protagonista, accettando la vergogna di venire consolata con troppa delicatezza dalle compagne impietosite. Sentiva di meritarsele in pieno, la vergogna e l'umiliazione, dopo aver giocato cos da schifo. Rotolarsi in quella merda fu il piacere pi grande della giornata.
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Pi tardi, negli spogliatoi, sub la predica dell'allenatrice con le orecchie chiuse e poi si sedette su una panca e singhiozz per mezz'ora. Le amiche furono abbastanza rispettose da lasciarla in pace.
Dopo essersi infilata il piumino e il berretto di lana delle Gophers, Patty and al Northrop Auditorium, con la vaga speranza che la conferenza di Blackmun fosse ancora in corso, ma l'edificio era buio e chiuso. Pens di tornare alla residenza e chiamare Walter, ma poi si accorse che ci che voleva davvero era spezzare la preparazione atletica e prendersi una bella sbornia. S'incammin per le strade innevate verso l'appartamento di Eliza, e l si accorse che ci che voleva davvero era fare una sfuriata all'amica.
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Eliza, al citofono, obiett che era tardi, che lei era stanca.
- No, devi farmi salire, - disse Patty. - Non si discute.
Eliza le apr la porta e and a sdraiarsi sul divano. Era in pigiama, e stava ascoltando una specie di jazz dal ritmo pulsante. L'aria era densa di apatia e fumo vecchio. Patty si ferm accanto al divano, infagottata nel piumino, con le scarpe da ginnastica bagnate di neve, e osserv com'era lento il respiro di Eliza e quanto tempo le ci voleva per mettere in atto l'impulso di parlare: movimenti casuali dei muscoli facciali che pian piano diventarono meno casuali e alla fine si concentrarono in una domanda mormorata: - Com' andata la partita.
Patty non rispose. Dopo un po' cap che Eliza si era dimenticata di lei.
In quel momento non aveva senso fare una sfuriata, e allora Patty si mise a setacciare l'appartamento. La roba per drogarsi salt fuori subito, sul pavimento ai piedi del divano: Eliza si era limitata a buttarci sopra un cuscino. Sulla scrivania, sotto un mucchio di riviste di poesia e musica, c'era il raccoglitore a tre anelli. A quanto pareva non era stato pi aggiornato dall'estate precedente. Patty rovist tra le carte e le bollette di Eliza, in cerca di qualche documento medico, ma non trov nulla. Il disco jazz ricominciava sempre da capo. Spense il giradischi e si sedette sul tavolino, posando l'album e la droga sul pavimento davanti a s. - Svegliati, - disse.
Eliza strizz gli occhi ancora pi forte.
Patty le spinton una gamba. - Svegliati.
- Ho bisogno di una sigaretta. La chemio mi ha buttata gi.
Patty l'afferr per una spalla e la costrinse a raddrizzarsi.
- Ehi, - disse Eliza, con un sorriso confuso. - Sono felice di vederti.
- Non voglio pi essere tua amica, - disse Patty. - Non ti voglio pi vedere.
- Perch?
- Perch no.
Eliza chiuse gli occhi e scosse la testa. - Devi aiutarmi, - disse. - Mi drogo per via del dolore. Per via del cancro. Volevo dirtelo. Ma mi vergognavo troppo -. Si inclin su un fianco e torn a sdraiarsi.
- Tu non hai il cancro, - disse Patty. - E una bugia che mi hai raccontato perch hai delle idee folli su di me.
- No, ho la leucemia. Ho davvero la leucemia.
- Sono venuta a dirtelo di persona, per gentilezza. Per adesso me ne vado.
- No. Devi stare qui. Sono nei guai con la droga e tu devi aiutarmi.
- Non posso aiutarti. Devi andare dai tuoi genitori.
Ci fu un lungo silenzio. - Dammi una sigaretta, - disse Eliza.
- Detesto le tue sigarette.
- Credevo che io e te ci capissimo, sulla questione dei genitori, - disse Eliza. - Sul fatto che siamo diverse da come loro ci vogliono.
- Io non capisco niente di te.
Un altro silenzio. Poi Eliza disse: - Lo sai cosa succeder
se te ne andrai, vero? Mi suicider.
- Oh, ecco un'ottima ragione per non andarmene e resta
re tua amica, - disse Patty. - Chiss quanto ci divertiremo. - Sto solo dicendo che probabilmente mi suicider. Tu sei l'unica cosa bella e vera della mia vita.
- Non sono una cosa, - disse Patty con sussiego.
- Hai mai visto qualcuno bucarsi? Me la cavo piuttosto bene.
Patty prese siringa e droga e infil tutto nella tasca del piumino. - Com' il numero dei tuoi genitori?
- Non chiamarli.
- Certo che li chiamo. Non si discute. - Rimarrai con me? Verrai a trovarmi?
- S, - ment Patty. - Adesso dammi il numero.
- Chiedono sempre di te. Pensano che tu abbia un effetto positivo su di me. Rimarrai?
- S, - ment ancora Patty. - Com' il numero?
Quando arrivarono, a mezzanotte passata, i genitori avevano l'aria torva di chi aveva dovuto interrompere una lunga e piacevole tregua proprio da fatti di quel genere. Patty era molto curiosa di incontrarli, ma evidentemente la curiosit non era reciproca. Il padre aveva una barba folta e gli occhi scuri e infossati, la madre era minuta e portava stivali di cuoio col tacco alto, e insieme emanavano una forte vibrazione sessuale che ricord a Patty i film francesi e la definizione di anime gemelle fornita da Eliza. Patty avrebbe gradito che le offrissero qualche parola di scusa per aver inflitto la figlia disturbata a terze persone ignare, o qualche parola di gratitudine per averli liberati della figlia negli ultimi due anni, o qualche parola di rammarico per aver sovvenzionato quell'ultima crisi. Ma quando il piccolo nucleo famigliare si riun in soggiorno, cominci uno strano dramma diagnostico nel quale Patty non sembrava svolgere alcun ruolo.
- Allora, quali droghe, - disse il padre. - Uhm, ero, - rispose Eliza.
- Ero, sigarette, alcol. Che altro? Qualcos'altro?
- Un po' di coca ogni tanto. Non molta, ultimamente. - Qualcos'altro?
- No,  tutto.
- E la tua amica? Si droga anche lei?
- No, lei  una campionessa di pallacanestro, - disse Eliza.
- Ve l'ho detto. E una brava ragazza. Una tipa straordinaria. - Lo sapeva che ti drogavi?
- No, le ho detto che avevo il cancro. Non sapeva niente. - E quando  cominciata questa storia? - A Natale.
- Quindi ti ha creduto. Hai creato una bugia elaborata e lei ti ha creduto.
Eliza ridacchi.
- S, le ho creduto, - disse Patty.
Il padre non la degn neppure di uno sguardo. - E questo
cos', - disse, prendendo il raccoglitore azzurro.
- Il mio Libro di Patty, - disse Eliza.
- Sembra l'album di ritagli di una nevrotica ossessiva, - dis
se il padre alla madre.
- E cos ti ha detto che voleva abbandonarti, - intervenne la madre,. - e tu hai detto che ti saresti suicidata.
- Qualcosa del genere, - ammise Eliza.
- S, decisamente ossessiva, - comment il padre, sfogliando l'album.
- Hai davvero tendenze suicide? - chiese la madre. - Oppure era solo una minaccia per impedire alla tua amica di andarsene ?
- Pi che altro una minaccia, - disse Eliza.
- Pi che altro?
- Okay, non ho tendenze suicide.
- Eppure ti renderai conto che dobbiamo occuparcene sul serio, - disse la madre. - Non abbiamo scelta.	,
- Scusate, io me ne andrei, adesso, - disse Patty. - E che domattina ho lezione.
- Che tipo di cancro fingevi di avere? - disse il padre. - In quale parte del corpo si trovava?
- Ho detto che avevo la leucemia.
- Nel sangue, dunque. Un cancro fittizio nel sangue.
Patty appoggi siringa e droga sul cuscino di una poltrona. - Questa roba la lascio qui, - disse. - Devo proprio andare.
I genitori la guardarono, si guardarono, e annuirono.
Eliza si alz dal divano. - Quando ci vediamo? Ci vediamo domani?
- No, - disse Patty. - Non credo.
- Aspetta! - Eliza le corse accanto e le afferr la mano. - Ho incasinato tutto, ma presto star meglio, e allora potremo rivederci. Okay?
- S, okay, - ment Patty, mentre i genitori intervenivano per staccarle Eliza di dosso.
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Fuori, il cielo si era schiarito e la temperatura era scesa di parecchio sotto lo zero. Patty inal boccate di aria pulita e le spinse in profondit dentro i polmoni. Era libera! Libera! Oh, se solo avesse potuto tornare indietro e giocare di nuovo la partita contro Ucla. Persino all'una di notte, a stomaco vuoto, si sentiva pronta a vincere. Cominci a correre lungo la via di Eliza, ebbra di libert, sentendo per la prima volta nelle orecchie le parole dell'allenatrice, tre ore dopo che erano state pronunciate, sentendosi dire che era solo una partita, che una serata storta capitava a tutti, che l'indomani sarebbe tornata quella di sempre. Si sentiva pronta
pi che mai ad allenarsi e affinare le proprie qualit, pronta a tornare a teatro con Walter, pronta a dire a sua madre: "Ma che bella notizia, questa di Invito di nozze! " Pronta a essere una persona complessivamente migliore. Correva cos alla cieca, in quello stato di euforia, che non vide la lastra di ghiaccio sul marciapiede finch non ci fin sopra, scivolando con la gamba sinistra sotto la destra in un'angolazione raccapricciante, e ritrovandosi sdraiata a terra con il ginocchio sputtanato.
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Non c' molto da dire sulle sei settimane successive. Patty sub due interventi, il secondo per un'infezione causata dal primo, e divent un asso con le stampelle. Sua madre vol in Minnesota per la prima operazione, e tratt i dipendenti dell'ospedale come bifolchi del Midwest di dubbia intelligenza, costringendo Patty a scusarsi per lei e a mostrarsi pi compiacente del solito non appena la madre usciva dalla stanza. Quando si scopr che forse Joyce aveva avuto ragione a non fidarsi dei medici, Patty si sent cos mortificata che le disse della seconda operazione solo il giorno prima che si svolgesse. Non c'era bisogno che venisse di nuovo, le assicur: aveva un sacco di amiche che si prendevano cura di lei.
Walter Berglund, che con sua madre aveva imparato a occuparsi delle donne inferme, approfitt della prolungata invalidit di Patty per reinserirsi nella sua vita. Il giorno dopo il primo intervento si present con un pino di Norfolk alto pi di un metro, suggerendo che una pianta viva fosse preferibile a un mazzo di fiori recisi di effimera durata. Dopodich riusc a vederla quasi tutti i giorni, eccetto il fine settimana, quando andava su a Hibbing ad aiutare i genitori, e ben presto la sua gentilezza gli accattiv la simpatia delle amiche atlete. Le pi bruttine lo apprezzavano perch sapeva ascoltarle molto pi di tutti quei ragazzi che badavano solo alle apparenze, mentre Cathy Schmidt, l'amica pi sveglia, dichiar che con la sua intelligenza sarebbe potuto entrare alla Corte suprema. Nel mondo dell'Atletismo Femminile, la presenza di un ragazzo con cui tutte si sentivano rilassate e a proprio agio, un ragazzo che poteva bazzicare la sala di ritrovo durante le pause di studio e comportarsi come uno di loro, era una vera e propria novit. E tutte si erano accorte
che era pazzo di Patty, e tutte tranne Cathy Schmidt convenivano che fosse un'ottima cosa.
Cathy, come si  detto, era pi sveglia delle altre. - Non sei molto presa, vero, - osserv.
- Un po' s, - rispose Patty. - Ma anche un po' no.
- Allora... voi due non avete...
- No! Niente. Forse non avrei dovuto raccontargli che sono stata violentata. Dopo che gliel'ho detto  diventato un po' strambo. Tutto... tenero e... protettivo e... turbato. E ora  come se aspettasse un permesso scritto, o una prima mossa da parte mia. E insomma, non  che le stampelle aiutino. Ma  come se fossi seguita da un cagnolino gentile e ben addestrato.
- Non  esaltante, - disse Cathy.
- No. Infatti. Ma non posso neanche sbarazzarmi di lui, perch  gentilissimo con me, e io adoro parlarci insieme.
- Un po' sei presa.
- Proprio cos. Forse non solo un po'. Ma...
- Ma non tanto di pi.
- Gi.
Walter si interessava a tutto. Leggeva da cima a fondo il giornale e la rivista "Time", e in aprile, quando Patty torn semi-deambulante, cominci a invitarla a vedere conferenze e film d'essai e documentari che lei altrimenti non avrebbe neppure preso in considerazione. Che fosse per effetto dell'amore, o del vuoto creato dall'infortunio nella sua agenda, fatto sta che era la prima volta che qualcuno guardava oltre l'esteriorit atletica e si accorgeva che Patty aveva anche un cervello. Malgrado Walter ne sapesse pi di lei in quasi tutte le categorie dello scibile umano, tranne lo sport, Patty gli era grata di aver dimostrato che anche lei aveva delle opinioni, e che quelle opinioni potevano addirittura differire dalle sue. (Un gradito contrasto rispetto a Eliza, la quale, se qualcuno le avesse chiesto chi era il presidente degli Usa, sarebbe scoppiata a ridere, dichiarando di non averne la pi pallida idea, e avrebbe messo un altro disco sullo stereo).
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Walter era infiammato da ogni sorta di idee importanti e bizzarre - odiava il papa e la Chiesa cattolica, ma approvava la rivoluzione islamica in Iran, perch sperava che portasse a una migliore politica energetica negli Stati Uniti; gli piacevano le nuove misure di controllo della popolazione adottate in Cina, e riteneva che gli Usa dovessero adottarne di simili; l'incidente nucleare di Three Mile Island lo preoccupava meno del basso prezzo della benzina e della necessit di un sistema ferroviario ad alta velocit che rendesse obsolete le auto; ecc. ecc. - e Patty si assunse il ruolo di approvare ostinatamente tutto quello che lui disapprovava. Si divertiva soprattutto a contraddirlo sul problema della Sottomissione Femminile. Un pomeriggio, verso la fine del semestre, mentre prendevano un caff alla Student Union, ebbero una discussione memorabile sul professore di Arte primitiva di Patty, dopo che Patty ebbe descritto con favore le sue lezioni per tentare una velata allusione a ci che secondo lei mancava nella personalit di Walter.
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- Puah, - disse Walter. - Mi sa che  uno di quei prof di mezza et che non sanno parlare d'altro che di sesso.
- Be', ma l'argomento erano le icone della fertilit, - disse Patty. - Non  colpa sua se l'unica scultura sopravvissuta per cinquantamila anni  a sfondo sessuale. E in pi ha la barba bianca, e anche solo per questo mi fa un po' pena. Insomma, pensaci.  li davanti a noi, e gli vengono tutte queste battute sconce sulle "ragazze d'oggi", sai, e sulle nostre "cosce scheletriche" e tutto quanto, e sa che ci sta mettendo a disagio, e sa che ha la barba bianca ed  un uomo di mezza et e noi siamo tutte, insomma, pi giovani. Ma non pu fare a meno di dirle, quelle cose. Dev'essere terribile. Non poter fare a meno di umiliarsi.
- Ma  offensivo !
- E poi - disse Patty - credo che gli piacciano davvero le
coscione. Credo sia questo il punto: ha un debole per il tipo
donna delle caverne. Sai: grassa. Ed  cos dolce e commo
vente, questa sua passione per l'arte antica.
- Ma non ti senti offesa, come femminista? - Io non mi considero femminista.
- E incredibile! - esclam Walter, arrossendo. - Non so
stieni l'Emendamento sui Pari Diritti?
- Be', non mi interesso molto di politica.
- Ma tu sei venuta qui in Minnesota con una borsa di stu
dio per meriti sportivi, che fino a cinque anni fa non avresti potuto ottenere. Sei qui grazie a una legge federale femminista. Grazie alla Title Nine.
- Ma la Title Nine  solo una questione di giustizia, - disse Patty. - Se la met degli studenti sono donne, la met dei fondi per lo sport deve andare a loro.
- Questo  femminismo!
- No,  solo una questione di giustizia. Perch, tipo, Ann Meyers. Mai sentita nominare? E una campionessa di Ucla che ha appena firmato un contratto con l'Nba, una cosa assurda. Sar alta uno e settanta, e poi  una ragazza. Non giocher mai. Gli uomini sono atleti migliori delle donne, e lo saranno sempre. Ecco perch la pallacanestro maschile ha cento volte pi spettatori di quella femminile: gli uomini possono fare molto di pi dal punto di vista atletico. E stupido negarlo.
- Ma se tu volessi diventare un medico, e non ti ammettessero alla facolt di medicina perch preferiscono avere studenti maschi?
- Anche questo sarebbe ingiusto. Solo che io non voglio fare il medico.
- E allora cosa vuoi?
Un po' per esclusione, perch sua madre era cos implacabile nel caldeggiare una brillante carriera per le figlie, e anche perch sua madre era stata, secondo lei, un genitore mediocre, Patty era incline a voler diventare una casalinga e una madre eccellente. - Voglio vivere in una bella casa antica e avere due figli, - disse a Walter. - Voglio essere una mamma eccezionale.
- Vuoi anche lavorare?
- Il mio lavoro sar crescere i figli.
Walter annu accigliato.
- Vedi, - disse Patty. - Non sono tanto interessante. Sono molto meno interessante delle altre tue amiche.
- Non  affatto vero, - disse Walter. - Sei estremamente interessante.
- Be', sei carino a dirlo, ma non  credibile.
- Io penso che in te ci sia molto pi di quanto tu creda.
- Temo che tu non sia obiettivo, - disse Patty. - Scommetto che non riesci a nominare una sola cosa interessante di me.
- Be', le tue doti atletiche, tanto per cominciare, - rispose Walter.
- Palleggia palleggia. Davvero interessante.
- E il tuo modo di pensare, - aggiunse Walter. - Il fatto
che trovi dolce e commovente quel prof odioso. - Ma tu non sei d'accordo!
- E il modo in cui parli dei tuoi famigliari. Le storie che racconti su di loro. Il fatto che sei cos lontana da loro e hai la tua vita qui. E tutto estremamente interessante.
Patty non aveva mai conosciuto un uomo cos palesemente innamorato di lei. Certo, l'argomento inespresso dei loro discorsi era il suo desiderio di metterle le mani addosso. Eppure, pi Patty lo frequentava, e pi si convinceva, se non di essere una brava persona - anzi, forse perch non era una brava persona; proprio perch era morbosamente competitiva e attratta da cose malsane -, di essere almeno una persona interessante. E Walter, insistendo cos appassionatamente nel definirla interessante, si rendeva a sua volta interessante agli occhi di Patty.
- Se sei cos femminista, - gli disse Patty, - perch sei tanto amico di Richard? Non  un tipo poco rispettoso con le donne?
Walter si rannuvol. - Certo, se avessi una sorella mi guarderei bene dal presentargliela.
- Perch? - disse Patty. - Perch la tratterebbe male? Tratta male le donne?
- Non lo fa apposta. Le donne gli piacciono. Solo che le sostituisce in fretta.
- Perch siamo intercambiabili? Perch siamo oggetti?
- Non  una questione politica, - disse Walter. - Richard  favorevole alla parit dei diritti. Per lui  pi che altro una dipendenza, una delle tante. Sai, suo padre era un ubriacone, e Richard non beve. Ma  lo stesso che svuotare l'armadietto dei liquori nel lavandino dopo una sbornia. Si comporta cos, quando chiude con una ragazza.
- E orribile.
- Gi, non  che mi piaccia tanto questo suo lato.
- Per gli sei ancora amico, malgrado il tuo femminismo. - Non si abbandona un amico solo perch non  perfetto.
- No, per si cerca di aiutarlo a migliorare. Gli si spiega perch sta sbagliando.
- Tu ti sei comportata cos, con Eliza?
- Okay, mi hai colta in fallo.
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Quando si rividero, Walter le chiese finalmente un vero appuntamento con cinema-e-cena. Si trattava di una proiezione gratuita, una pellicola in bianco e nero, in greco, intitolata L'Orco di Atene (un tipico film da Walter). Seduti nel cinema del dipartimento di Arte, circondati da poltrone vuote, in attesa che cominciasse il film, Patty descrisse i suoi progetti per l'estate: andare a stare con Cathy Schmidt e famiglia, che abitavano in un sobborgo residenziale, continuare la fisioterapia e preparare il proprio rientro per la stagione successiva. Di punto in bianco, nel cinema vuoto, Walter le chiese se non volesse occupare la stanza lasciata libera da Richard, che stava per trasferirsi a New York.
- Richard se ne va?
- S, - disse Walter, - New York di questi tempi  il posto pi interessante per la musica. Lui e Herrera vogliono ricostituire il gruppo e cercare di sfondare laggi. E io ho ancora tre mesi d'affitto da pagare.
- Wow -. Patty si sforz di rimanere impassibile. - E io starei nella sua stanza.
- Be', non sarebbe pi la sua stanza, - disse Walter. - Sarebbe la tua. E a due passi dalla palestra. Sto pensando che sarebbe molto pi facile che fare avanti e indietro da Edina.
- E cos mi stai chiedendo di venire a vivere con te.
Walter arross e abbass lo sguardo. - Avresti la tua stanza, ovvio. Per, s, se poi ti venisse voglia di cenare o uscire insieme, sarebbe perfetto. Puoi star certa che rispetterei i tuoi spazi, ma se avessi bisogno di compagnia sapresti dove trovarmi.
Patty lo scrut in viso, sforzandosi di capire. Si sentiva al contempo: a) offesa, e b) molto dispiaciuta per la partenza di Richard. Per poco non disse a Walter che avrebbe fatto meglio a baciarla, se proprio voleva chiederle di andare a vivere con lui, ma era cos offesa che al momento non le andava di f arsi baciare. E poi si spensero le luci.
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L'Orco di Atene, a quanto ricorda l'autobiografa, parla di un mite contabile ateniese con gli occhiali dalla montatura di corno, che un mattino, mentre va al lavoro, vede la sua foto sulla prima pagina di un giornale, sotto il titolo L'ORCO DI ATENE ANCORA IN LIBERT. Subito gli ateniesi cominciano
ad additarlo e a rincorrerlo per la strada, ma proprio quando sta per essere catturato, l'uomo viene salvato da una banda di terroristi o criminali, che lo scambiano per il loro diabolico capo. La banda ha un piano audace per fare qualcosa tipo far saltare in aria il Partenone, e l'eroe continua a spiegare che lui  solo un mite contabile, non certo l'Orco, ma la banda conta tanto sul suo aiuto, e il resto della citt  cos decisa ad ammazzarlo che alla fine arriva un momento straordinario in cui l'uomo si strappa via gli occhiali e si trasforma nell'impavido capobanda: l'Orco di Atene! "Okay ragazzi, - dice, - ecco il nostro piano".
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Patty guard il film identificando Walter con il personaggio del contabile e immaginandolo mentre si strappava via gli occhiali. Pi tardi, mentre cenavano da Vescio's, Walter interpret il film come una parabola del comunismo nella Grecia del dopoguerra, e spieg a Patty che gli Stati Uniti, bisognosi di partner Nato nell'Europa sudorientale, avevano a lungo sostenuto la repressione politica in quel paese. Il contabile, disse, era il simbolo dell'Uomo Qualunque, che arriva ad accettare la propria responsabilit di unirsi alla lotta violenta contro la repressione di destra.
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Patty bevve un sorso di vino. - Non sono per niente d'accordo, - disse. - Secondo me il protagonista non aveva mai vissuto davvero', perch era troppo timido e responsabile, e non sapeva di cosa fosse realmente capace. Non si era mai sentito vivo finch non  stato scambiato per l'Orco. Anche se da quel momento ha vissuto solo per pochi giorni, non gli importava di morire, perch finalmente aveva dato un senso alla sua vita, aveva dimostrato cos'era in grado di fare.
Walter sembrava sbalordito. - Ma la sua  stata una morte inutile, - disse. - Non ha ottenuto niente.
- E allora perch si  comportato cos?
- Per solidariet con la banda che gli aveva salvato la vita.
Si sentiva responsabile nei loro confronti. Loro erano i diseredati, e avevano bisogno di lui, e lui  stato leale.  morto per lealt.
- Dio, - si meravigli Patty. - La tua bont  davvero straordinaria.
- Io non mi sento buono, - disse Walter. - A volte mi sento la persona pi stupida del mondo. Magari riuscissi a ingannare. Magari fossi egocentrico come Richard, e potessi mettermi a fare l'artista. E non  perch sono buono che non ci riesco. E solo che non ho il temperamento adatto.
- Ma neppure il contabile pensava di avere il temperamento adatto. E stata una sorpresa anche per lui!
- S, ma il film non era realistico. L'uomo della foto non somigliava all'attore, era lui. E se si fosse consegnato alle autorit, avrebbe potuto chiarire tutto. Il suo errore  stato scappare. Per questo dico che era una parabola. Non era una storia realistica.
Patty trovava strano bere vino in presenza di Walter, dato che lui era astemio, ma era di pessimo umore e ne aveva buttato gi parecchio in poco tempo. - Togliti gli occhiali, - disse. - No, - rispose Walter. - Non ti vedrei pi.
- Non importa. Tanto sono solo io. Solo Patty. Toglili: - Ma mi piace vederti! Mi piace osservarti! Si guardarono negli occhi.
- Per questo vuoi che venga a vivere con te? - disse Patty. Walter divent rosso. - S.
- Bene, allora forse dovremmo andare a vedere il tuo appartamento, cos potr decidere.
- Stasera? - S.
- Non sei stanca?
- No. Non sono stanca. - Come va il ginocchio?
- Il ginocchio va benone, grazie.
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Patty, per una volta, stava pensando solo a Walter. Se qualcuno le avesse chiesto, mentre avanzava sulle stampelle lungo 4th Street nell'aria dolce e propizia di maggio, se nutriva una mezza speranza di trovare in casa Richard, avrebbe risposto di no. Aveva voglia di sesso subito, e se Walter avesse avuto un briciolo di buonsenso, dopo aver sentito il rumore della tv dietro la porta dell'appartamento se ne sarebbe andato senza indugio, l'avrebbe portata da un'altra parte, da qualunque parte, anche da lei, dovunque. Ma Walter credeva nel vero amore, ed evidentemente non osava toccarla prima di essere certo che lei lo ricambiasse. La condusse dritto dentro l'appartamento, dove Richard era seduto in soggiorno con i piedi nudi sul tavolino, la chitarra in grembo e un quaderno a spirale sul divano accanto a s. Guardava un film di guerra, tracannando una Pepsi gigante e sputando tabacco dentro una latta di pomodori da un chilo. La stanza, per il resto, era pulita e in ordine.
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- Credevo fossi andato a un concerto, - disse Walter. - Faceva schifo, - rispose Richard. - Ti ricordi di Patty, vero?
Patty si spost timidamente sulle stampelle per farsi vedere. - Ciao, Richard.
- Quella che non  considerata alta, - disse Richard. - Proprio io.
- Eppure sei piuttosto alta. Sono contento che Walter sia finalmente riuscito ad attirarti qui. Cominciavo a temere che non sarebbe mai successo.
- Patty sta pensando di trasferirsi qui, quest'estate, - disse Walter.
Richard inarc le sopracciglia. - Davvero.
Era pi magro, pi giovane e pi sexy di quanto Patty ricordasse. Era terribile, eppure d'un tratto Patty voleva negare di aver pensato di vivere li con Walter, o di andare a letto con lui quella sera. Ma non poteva negare l'evidenza di trovarsi li. - Sto cercando un posto vicino alla palestra, - disse. - Certo. E logico.
- Sperava di poter vedere la tua stanza, - disse Walter. - In questo momento  un po' incasinata. - Lo dici come se ci fossero momenti in cui non lo , - disse Walter con un'allegra risata.
- Ci sono periodi di relativo non-casino, - disse Richard. Allung l'alluce per spegnere la tv. - Come sta la tua amichetta Eliza ?- chiese a Patty.
- Non  pi mia amica.
- Te l'avevo detto, - intervenne Walter.
- Volevo sentirlo da lei.  una pupa fuori di testa, vero?
Non avevo capito subito quanto fosse fuori, ma, accidenti.
Poi l'ho capito.
- Ho fatto anch'io lo stesso errore, - disse Patty.
- Solo Walter ha intuito la verit fin dal primo giorno. La Verit su Eliza. Non male, come titolo.
- Ho avuto il vantaggio di essere odiato a prima vista, - disse Walter. - Cos ho potuto osservarla meglio.
Richard chiuse il quaderno e sput saliva marrone dentro la latta. - Vi lascio soli, bambini.
- A cosa stai lavorando? - chiese Patty.
- La solita merda inascoltabile. Stavo cercando di fare qualcosa con quella pupa, Margaret Thatcher. Il nuovo primo ministro inglese, sai?
- Pupa non  il termine giusto per Margaret Thatcher,
- disse Walter. - Vecchia matrona  pi adatto.
- Che effetto ti fa la parola "pupa"? - chiese Richard a Patty.
- Oh, non sono una persona suscettibile.
- Walter dice che non dovrei usarla. Dice che  degra
dante, anche se, a quanto mi risulta, alle pupe non fa n caldo n freddo.
- Ti d un'aria anni Sessanta, - disse Patty.
- Gli d un'aria da cavernicolo, - disse Walter.
- Sembra che i cavernicoli avessero il cranio molto grande, - disse Richard.
- Lo stesso vale per i buoi, - disse Walter. - E per gli altri ruminanti.
Richard scoppi a ridere.
- Credevo che ormai pi nessuno masticasse tabacco, a parte i giocatori di baseball, - disse Patty. - Che sapore ha? - Provalo pure, se hai voglia di vomitare, - disse Richard, alzandosi in piedi. - Io esco di nuovo. Vi lascio soli.
- Aspetta, voglio provarlo, - disse Patty.
- Sul serio, non  una buona idea, - disse Richard. - No, voglio assolutamente provarlo.
L'atmosfera creatasi con Walter era ormai distrutta in modo irreparabile, e adesso Patty era curiosa di vedere se riusciva a trattenere Richard. Intendeva approfittare dell'occasione per dimostrare a Walter quello che cercava di spiegargli dalla sera del loro primo incontro: che non era degna di lui. E Walter, naturalmente, avrebbe potuto approfittare dell'occasione per strapparsi via gli occhiali, trasformarsi in orco e scacciare il rivale. Ma Walter, come sempre, voleva solo che Patty ottenesse quello che desiderava.
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- Faglielo provare, - disse a Richard.
Patty gli sorrise con gratitudine. - Grazie, Walter.
Il tabacco, al gusto di menta, le provoc un terribile bruciore alle gengive. Walter le port una tazza per sputare, e Patty rimase seduta sul divano come la cavia di un esperimento, aspettando che la nicotina facesse effetto, contenta di suscitare l'attenzione. Ma Walter prestava attenzione anche a Richard, e Patty ricord di colpo, mentre il suo cuore accelerava i battiti, la convinzione di Eliza che Walter avesse una cotta per l'amico; le torn in mente la gelosia di Eliza.
- Richard  entusiasta di Margaret Thatcher, - disse Walter. - Secondo lui rappresenta gli eccessi che condurranno il capitalismo all'inevitabile autodistruzione. Credo che stia scrivendo una canzone d'amore.
- Mi conosci bene, - disse Richard. - Una canzone d'amore per la donna con tanti capelli.
- Non siamo d'accordo sulla probabilit che avvenga una rivoluzione marxista, - spieg Walter a Patty. - Mm, - fece lei, sputando.
- Walter ritiene che lo stato liberale sia in grado di autocorreggersi, - disse Richard. - Crede che la borghesia americana accetter di buongrado restrizioni sempre maggiori alle sue libert personali.
- Ho delle ottime idee per un sacco di canzoni, e non capisco perch Richard continui a rifiutarle.
- La canzone dell'efficienza energetica. La canzone dei trasporti pubblici. La canzone del servizio sanitario nazionale. La canzone della tassa sui figli.
- E un territorio quasi vergine, per quanto riguarda i testi rock, - disse Walter.
- Due Figli Bene, Quattro Figli Male. - Due Figli Bene, Niente Figli Meglio. - Vedo gi la folla invadere le strade.
- Devi solo diventare molto famoso, - disse Walter. - Poi la gente ti ascolter.
- Adesso me lo segno -. Richard si gir verso Patty. - Come va?
- Mm! - fece Patty, espellendo il grumo di tabacco nella tazza. - Ho capito perch parlavi di vomitare.
- Cerca di non farlo sul divano.
- Ti senti bene? - chiese Walter.
La stanza roteava e pulsava. - Non riesco a credere che ti piaccia questa roba, - disse Patty a Richard.
- Eppure mi piace.
- Ti senti bene? - le chiese di nuovo Walter.
- S. Devo solo restare immobile.
In effetti si sentiva piuttosto male. Non c'era niente da fare, se non rimanere sul divano ad ascoltare Walter e Richard disputare allegramente di politica e musica. Walter, con grande entusiasmo, le mostr il quarantacinque giri dei Traumatics e costrinse Richard a farle ascoltare entrambi i lati. La prima canzone era I Hate Sunshine, che Patty aveva sentito in quel locale l'autunno precedente, e che adesso le sembrava l'equivalente sonoro di un'eccessiva assunzione di nicotina. Anche a volume basso (Walter, inutile dirlo, aveva un rispetto patologico per i vicini) le suscit un pauroso senso di nausea. Si sent addosso lo sguardo di Richard mentre ne ascoltava la sinistra voce di baritono, e cap di non essersi sbagliata sul modo in cui l'aveva guardata le altre volte.
Verso le undici, Walter cominci a sbadigliare in maniera incontrollabile.
- Mi dispiace, - disse. - Devo accompagnarti a casa.
- Non preoccuparti, vado a piedi. Posso difendermi con le stampelle.
- No, - disse Walter. - Prendiamo la macchina di Richard.
- No, tu hai bisogno di dormire, poverino. Magari pu accompagnarmi Richard. Mi faresti questo favore? - gli chiese.
Walter chiuse gli occhi e sospir con aria infelice, come se fosse arrivato al limite.
- Certo, - disse Richard. - Ti porto io.
- Prima deve vedere la tua stanza, - disse Walter, sempre a occhi chiusi.
- Accomodati, - disse Richard. - Le sue condizioni parlano da sole.
- No, voglio la visita guidata, - replic Patty, lanciandogli un'occhiata penetrante.
Le pareti e il soffitto della stanza erano dipinti di nero, e il disordine punk, soppresso in soggiorno dall'influenza di Walter, l dentro si sfogava a pi non posso. C'erano lp e copertine di lp sparsi dappertutto, e inoltre diversi barattoli da sputo, un'altra chitarra, scaffali stracarichi di libri, un caos di calzini e biancheria, e un groviglio di lenzuola scure dove era probabile che Eliza fosse stata cancellata con vigore, un'immagine interessante e neanche troppo sgradevole.
- Che bel colore allegro! - esclam Patty.
Walter sbadigli di nuovo. - La ridipinger, naturalmente.
- A meno che Patty non preferisca il nero, - disse Richard dalla soglia.
- Non ho mai pensato al nero, - rispose Patty. - Il nero  interessante.
- Lo trovo un colore molto riposante, - disse Richard. - Allora te ne vai a New York, - disse Patty. - Gi.
- Fantastico. Quando?
- Tra due settimane.
- Oh, proprio quando devo andarci io. E il venticinquesimo anniversario dei miei genitori. Hanno in programma un orribile Evento.
- Sei di New York?
- Contea di Westchester.
- Come me. Ma tu verrai da un'altra zona.
- Be', dai sobborghi residenziali.
- Decisamente un'altra zona rispetto a Yonkers. - L'ho vista dal treno un sacco di volte. - Ecco, infatti.
- Ci vai in macchina, a New York? - chiese Patty.
- Perch? - disse Richard. - Ti serve un passaggio? - Be', magari! Me lo offriresti? Richard scosse la testa. - Ci devo pensare.
Il povero Walter non riusciva a tenere gli occhi aperti, e
cos non pot assistere alle trattative. Patty, senza fiato per
la confusione e il senso di colpa, saltell rapidamente sulle
stampelle verso la porta, e l, da lontano, gli grid un grazie
per la serata.
- Mi dispiace di essere cos stanco, - disse Walter. - Non
vuoi che ti accompagni, sei sicura?
- Ci penso io, - disse Richard. - Tu vai a letto.
Walter aveva proprio un'aria infelice, ma forse dipendeva
solo dalla stanchezza. Fuori, nell'aria connivente, i due cam
minarono in silenzio fino all'Impala arrugginita di Richard.
Mentre Patty saliva in macchina e gli passava le stampelle, le
sembr che Richard stesse attento a non toccarla.
- Mi ero immaginata un furgone, - gli disse, quando si
sedette accanto a lei. - Pensavo che tutte le band avessero
un furgone.
- Il furgone ce l'ha Herrera. Questo  il mio mezzo di tra
sporto personale.
- E con questo che mi porteresti a New York.
- Appunto, sta' a sentire -. Richard infil la chiave nell'ac
censione. - O ti decidi o chiudi. Mi capisci? Non  giusto nei
confronti di Walter, altrimenti.
Patty guardava dritto davanti a s, al di l del parabrez
za. - Cosa non  giusto?
- Dargli speranza. Illuderlo.
- Secondo te starei facendo questo?
- E una persona straordinaria. E molto, molto serio. Devi
fare attenzione, con lui.
- Lo so, - rispose Patty. - Non c' bisogno di dirmelo. - Be', allora, perch sei venuta qui? Mi  sembrato... - Cosa? Cosa ti  sembrato?
- Mi  sembrato di aver interrotto qualcosa. Ma poi, quan
do ho cercato di andarmene...
- Dio, sei proprio uno stronzo.
Richard annu, come se non gliene fregasse niente di quel
lo che Patty pensava di lui, o come se fosse stanco di donne
stupide che gli dicevano cose stupide. - Quando ho cercato
di andarmene, - prosegu, - mi  sembrato che non volessi
cogliere l'allusione. Va bene,  una tua scelta. Sappi solo che
stai facendo del male a Walter.
- Non voglio certo discuterne con te.

- Bene. Non ne discuteremo. Ma lo vedi spesso, giusto?
Quasi tutti i giorni, giusto? Da settimane e settimane.
- Siamo amici. Usciamo insieme.
- Che carino. E tu conosci la situazione a Hibbing. - S. Sua madre ha bisogno di aiuto per l'albergo. Richard fece un sorriso antipatico. - E tutto qui, quello
che sai?
- Be', e suo padre non sta bene, e i suoi fratelli non combinano niente.
- E lui ti ha raccontato questo. Nient'altro.
- Suo padre ha un enfisema. Sua madre  invalida.
- E lui lavora come carpentiere venticinque ore alla settimana e porta a casa voti eccellenti dalla facolt di legge. E poi eccolo qui, tutti i giorni, con un sacco di tempo libero per uscire con te. E carino che abbia tanto tempo da dedicarti. Ma tu sei una bella pupa e te lo meriti, giusto? In pi hai avuto quel terribile incidente. Quello, pi la bellezza, ti d il diritto di non fargli neanche una domanda.
Patty prov un bruciante senso di ingiustizia. - Sai, - disse con voce malferma, - Walter dice che sei uno stronzo con le donne. Dice proprio cos.
Richard non dimostr il minimo interesse. - Sto solo cercando di capire che rapporto c' fra tutto questo e la tua amicizia con la piccola Eliza, - disse. - Adesso mi  chiaro. La prima volta che ti ho vista non riuscivo a capire. Sembravi solo una ragazza di buona famiglia.	,
- E cos sarei anch'io una stronza. E questo che stai dicendo ? Io sono una stronza e tu sei uno stronzo.
- Certo. Come ti pare. Io non sono okay, tu non sei okay. E va be'. Ti sto solo chiedendo di non fare la stronza con Walter.
- Non faccio la stronza!
- Ti dico solo quello che vedo.
- Be', vedi male. Walter mi piace molto. Gli voglio molto bene.
- Eppure a quanto pare ignori che suo padre sta morendo di cirrosi epatica, che il fratello maggiore  in prigione per guida pericolosa, e che l'altro fratello sta usando la paga dell'esercito per comprarsi una Corvette d'epoca. E Walter
dorme in media quattro ore per notte mentre voi due siete amici e uscite insieme, cos tu puoi venire qui a flirtare con me.
Patty tacque a lungo.
- E vero, non ne sapevo niente, - disse dopo un po'. - Non avevo queste informazioni. Ma tu non dovresti essere suo amico, se ti d fastidio la gente che flirta con te.
- Ah. Allora  colpa mia. Capisco.
- Be', mi dispiace ma un po' lo .
- Non ho pi niente da dire, - replic Richard. - Hai bisogno di riordinare le idee.
- Questo lo so, - disse Patty. - Ma tu resti comunque uno stronzo.
- Senti, ti porter a New York, se  questo che vuoi. Due stronzi sulla strada. Sar divertente-. Ma se  questo che vuoi, devi farmi un favore e piantarla di tenere Walter sulla corda.
- Bene. Adesso portami a casa, grazie.
Patty, forse a causa della nicotina, pass una notte insonne, ripassando mentalmente la serata, cercando di seguire il consiglio di Richard e riordinare le idee. Ma era uno strano kabuki cerebrale, perch anche mentre continuava a chiedersi che tipo di persona fosse e quale piega avrebbe infine preso la sua vita, un fatto rimaneva fisso e costante al centro di tutto: voleva fare quel viaggio con Richard e, soprattutto, lo avrebbe fatto. La triste verit era che quella chiacchierata in macchina l'aveva riempita di eccitazione e sollievo: eccitazione perch Richard era eccitante, e sollievo perch finalmente, dopo mesi passati a cercare di essere quello che non era, o non era del tutto, aveva pensato e parlato come la vera, autentica se stessa. Ecco perch sapeva che avrebbe trovato il modo di fare quel viaggio. Bastava che riuscisse a superare il senso di colpa nei confronti di Walter, e il rammarico di non essere come entrambi avrebbero voluto che fosse. Com'era stato saggio, Walter, a non accelerare le cose! Com'era stato perspicace sulla sua ambiguit interiore! Quando pensava a com'era stato saggio e perspicace sul suo conto, Patty si sentiva ancora pi triste e colpevole per la delusione che stava per infliggergli, e precipitava di nuovo nella giostra dell'indecisione.
E poi, per quasi una settimana, Walter non si fece vivo.
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Patty sospettava che mantenesse le distanze su consiglio di Richard: che Richard gli avesse tenuto un sermone misogino sulla slealt delle donne e sulla necessit di proteggere meglio il suo cuore. Nella sua immaginazione, quel gesto era al contempo un favore prezioso da parte di Richard e una tremenda disillusione per Walter. Non riusciva a smettere di pensare a Walter che saliva in autobus con un'enorme pianta per lei, al rosso poinsettia delle sue guance. Pensava alle sere in cui, rimasto intrappolato nella sala di ritrovo insieme a Suzanne Storrs, lo Strazio della Residenza, quella che si pettinava i capelli da un lato con la scriminatura appena sopra l'orecchio, Walter l'aveva ascoltata con pazienza blaterare in tono bisbetico e monotono della sua dieta, dei problemi dell'inflazione, della sua stanza surriscaldata e delle sue numerose rimostranze nei confronti dei professori e della segreteria dell'universit, mentre Patty e Cathy e le altre amiche si divertivano a guardare Fantasilandia, e Patty, apparentemente inabilitata dal ginocchio, evitava di andare a soccorrerlo, per paura che poi Suzanne venisse a infliggere quello strazio a tutte loro, e Walter, bench perfettamente in grado di scherzare con Patty sui difetti di Suzanne, e bench indubbiamente memore di tutto quello che aveva da fare e dell'ora a cui si doveva svegliare il giorno dopo, aveva continuato a lasciarsi intrappolare anche in seguito, perch Suzanne lo aveva preso in simpatia e lui non voleva ferirla.
Basti dire che Patty non riusc a decidere di chiudere. Le comunicazioni rimasero interrotte finch Walter non la chiam da Hibbing, scusandosi del silenzio e comunicandole che suo padre era in coma.
- Oh, Walter, mi manchi! - esclam Patty, proprio il genere di cosa che Richard le avrebbe sconsigliato di dire. - Anche tu !
Patty si ramment di informarsi meglio sulle condizioni del padre, pur sapendo che era inutile fare domande se non intendeva portare avanti la relazione. Walter parl di insufficienza epatica, edema polmonare, una prognosi da schifo.
- Mi dispiace tanto, - disse Patty. - Ma ascolta. Per la stanza...
- Oh, non devi decidere adesso.
- No, ma a te serve una risposta. Se vuoi affittarla a qualcun altro...
- Preferirei affittarla a te!
- Be', s, e io potrei prenderla, ma la settimana prossima devo tornare a casa, e stavo pensando di andare a New York con Richard. Visto che parte proprio in quei giorni.
L'improvviso silenzio di Walter dissip ogni dubbio sul fatto che non avesse colto le implicazioni di quella frase.
- Non avevi gi il biglietto aereo? - disse infine.
- E rimborsabile, - ment Patty.
- Be', okay, - disse Walter. - Ma sai, Richard non  molto affidabile.
- No, lo so, lo so, - rispose Patty. - Hai ragione. Pensavo solo che cos potrei risparmiare un po' di soldi per l'affitto -. (Un'aggravante della bugia. Il biglietto lo avevano comprato i genitori). - L'affitto di giugno lo pagher senz'altro, comunque vada.
- Non ha senso, se non vieni ad abitare qui.
- Be', ti sto dicendo che verr, probabilmente. Non sono ancora sicura, tutto qui.
- Okay.
- Mi piacerebbe molto, ma non sono sicura. Perci, se trovi un altro inquilino, dagli pure la stanza. Ma io pagher senz'altro giugno.
Segu un altro silenzio, e poi Walter, con voce scoraggiata, disse che doveva andare.
Entusiasta di aver portato a termine quella conversazione difficile, Patty chiam Richard e gli assicur di aver chiuso tutto quel che c'era da chiudere, e allora Richard le accenn che la data della partenza era piuttosto incerta, e che sperava di fermarsi a Chicago per vedere un paio di concerti.
- Basta che arriviamo a New York entro sabato prossimo, - disse Patty.
- Giusto, la festa di anniversario. Dov'?
- Alla Mohonk Mountain House, ma io devo solo raggiungere la contea di Westchester.
- Vedr cosa posso fare.
Non  divertente viaggiare in macchina con un guidatore che considera te, e forse tutte le donne, una gran rottura di palle, ma Patty non lo sapeva finch non prov. I guai cominciarono con la data della partenza, che dovette essere anticipata per lei. Poi Herrera rimase bloccato da un guasto al furgone, e dato che a Chicago Richard avrebbe dormito dagli amici di Herrera, e dato che Patty non rientrava comunque nei piani, era facile prevedere qualche difficolt. Patty, inoltre, non era brava a calcolare le distanze, e cos, quando Richard and a prenderla con tre ore di ritardo e riusc a uscire da Minneapolis solo nel tardo pomeriggio, lei non cap che sarebbero arrivati tardissimo a Chicago, e che quindi era importante guadagnare tempo sulla 1-94. Non era colpa sua, se erano partiti tardi. Non le sembr eccessivo chiedere una sosta toilette vicino a Eau Claire, e poi, un'ora dopo, vicino al nulla, un'altra sosta per la cena. Era il suo viaggio, quello, e lei intendeva goderselo! Ma Richard, che non aveva bisogno d'altro che di un po' di tabacco (aveva un grosso barattolo da sputo sul pavimento della macchina), non osava perdere di vista le attrezzature accumulate sul sedile posteriore, e anche se non criticava Patty per la lentezza dovuta alle stampelle, non le diceva neppure di rilassarsi e fare con comodo. E mentre attraversavano il Wisconsin, durante tutto il tragitto, malgrado la scontrosit e l'irritazione a stento repressa di Richard per i suoi ragionevolissimi bisogni, Patty avvert la pressione quasi fisica della sua voglia di scoparla, e neanche questo distendeva granch l'atmosfera. Non si pu certo dire che Patty non fosse attratta da lui. Ma le serviva un minimo di tempo e di spazio per respirare, e anche tenendo conto della sua giovinezza e inesperienza, l'autobiografa si vergogna di ammettere che quel tempo e quello spazio se li procur, in maniera piuttosto perversa, portando la conversazione su Walter.
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Da principio Richard non voleva parlarne, ma poi, quando riusc a convincerlo, Patty impar molte cose sugli anni del college di Walter. Sui simposi che aveva organizzato - la sovrappopolazione, la riforma dei collegi elettorali - con scarsissimo successo di pubblico. Sul pionieristico programma di musica new wave che aveva condotto per quattro anni alla radio del campus. Sulla petizione per ottenere un miglior isolamento delle finestre nelle residenze di Macalester. Sugli editoriali che
scriveva per il giornale del college, riguardanti, per esempio, i vassoi che gli passavano davanti quando lavorava in mensa: oltre a calcolare quante famiglie di St Paul si potevano nutrire con gli avanzi di una sola serata, ricordava ai suoi compagni che altri esseri umani dovevano pulire i loro sbaffi di burro di arachidi, e contestava filosoficamente la loro abitudine di mettere troppo latte freddo sui cereali, lasciando poi sul vassoio la ciotola stracolma di latte sprecato: credevano forse che il latte fosse un bene gratuito e inesauribile come l'acqua, privo di conseguenze ambientali? Richard raccont tutto questo nello stesso tono protettivo che aveva usato due settimane prima, uno strano tono di tenero rammarico, come se soffrisse per il dolore che Walter si procurava cozzando contro la dura realt.
- Ha mai avuto una ragazza? - chiese Patty.
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- Non sa scegliere; - rispose Richard. - Si  sempre innamorato delle pupe impossibili. Quelle gi impegnate. Le artistoidi che bazzicavano altri ambienti. Quando frequentava l'ultimo anno ce n'era una del secondo che non riusciva a togliersi dalla testa. Le ha ceduto la fascia oraria del venerd sera e ha spostato il suo programma radiofonico al marted pomeriggio. L'ho scoperto troppo tardi per impedirglielo. Le riscriveva le tesine, la portava ai concerti. Era terribile vedere come lei lo manipolava. Veniva sempre nella nostra stanza nei momenti meno opportuni.
- Che strano, - disse Patty. - Chiss come mai.
- Non mi d retta.  molto ostinato. E forse non te lo aspetteresti, da un tipo come lui, ma gli piacciono belle. Carine e ben fatte. E ambizioso, insomma. E questo non lo ha reso molto felice negli anni del college.
- E la ragazza che veniva sempre nella vostra stanza. Ti piaceva ?
- Non mi piaceva come si comportava con Walter.
-  un tema ricorrente, vero?
- Aveva gusti di merda e un programma il venerd sera. A un certo punto mi  rimasto un solo modo per fargli arrivare il messaggio. Per fargli capire con che razza di tipa si era impelagato.
- Oh, e cos gli hai fatto un favore. E chiaro.
- Il mondo  pieno di moralisti.

- No, sul serio, capisco perch non ci rispetti. Se tutto quello che vedi, anno dopo anno, sono solo ragazze che vogliono farti tradire il tuo migliore amico. Capisco che  una situazione strana.
- Te ti rispetto, - disse Richard. - Ha-ha-ha.
- Hai una bella testa. Non mi dispiacerebbe vederti quest'estate, se ti venisse voglia di provare New York.
- Non sembra molto fattibile.
- Sto solo dicendo che sarebbe carino.
Patty ebbe circa tre ore per abbandonarsi alla fantasticheria - fissando le luci posteriori delle auto in corsa verso la grande metropoli, e cercando di vedersi come la pupa di Richard, chiedendosi se si sarebbe lasciato cambiare da una donna che rispettava, immaginando di non tornare pi in Minnesota, figurandosi l'appartamento dove avrebbero abitato, assaporando il pensiero di scatenare Richard contro la sdegnosa sorella di mezzo, immaginando la costernazione dei famigliari davanti alla sua nuova personalit cool, e pregustando la propria cancellazione notturna - prima di atterrare nella realt del South Side di Chicago. Erano le due del mattino, e Richard non riusciva a trovare la casa degli amici di Herrera. Si ritrovavano sempre in qualche vicolo cieco, davanti a uno scalo ferroviario o a un fiume scuro e sinistro. Le strade erano deserte, a parte i taxi abusivi e qualche Giovane Nero Pericoloso di quelli che si vedono sui giornali.
- Ci vorrebbe una cartina, - disse Patty.
- La via  numerata. Non dovrebbe essere difficile.
Gli amici di Herrera erano artisti. Il palazzo, che alla fine Richard trov con l'aiuto di un tassista, sembrava disabitato. Il campanello era appeso a due fili, e stranamente funzionava. Qualcuno scost un pezzo di tela da una finestra e poi scese a protestare con Richard.
- Ehi, mi dispiace, - disse Richard. - Siamo stati trattenuti. Dobbiamo solo accamparci per una notte o due.
L'artista indossava un paio di mutandacce cascanti. - Abbiamo appena cominciato a imbiancare la stanza, - disse. - La vernice non si  ancora asciugata. Herrera non aveva detto che venivate per il fine settimana?
- Ma ieri non vi ha telefonato?
- S, ha telefonato. Gli ho detto che la camera degli ospiti  un casino bestiale.
- Non c' problema. Vi siamo grati. Ho un po' di roba da portare dentro.
Patty, incapace di trasportare carichi, rimase di guardia alla macchina mentre Richard la svuotava piano piano. La stanza degli ospiti era impregnata di un odore che Patty era troppo giovane per identificare come stucco per cartongesso, troppo giovane per trovarlo casalingo e confortante. L'unica luce proveniva da un abbagliante disco di alluminio fissato a una scala a pioli bombardata di fango.
- Ges, - disse Richard. - Hanno chiamato una squadra di scimpanz, per fare il cartongesso ?
Sotto un mucchio di teli di plastica impolverati e schizzati di fango c'era un nudo materasso matrimoniale macchiato di ruggine.
- Non all'altezza dei tuoi standard da Sheraton, immagino, - disse Richard.
- Ci sono le lenzuola? - chiese timida Patty.
Richard and a rovistare nella stanza principale e torn con una coperta all'uncinetto, un copriletto indiano e un cuscino di velluto. - Tu dormi qui, - disse. - Io mi metto sul divano.
Patty gli lanci uno sguardo indagatore.
- E tardi, - disse Richard. - Hai bisogno di dormire.
- Sei sicuro? Qui c' un sacco di spazio. Sei troppo lungo per un divano.
Patty era esausta, ma voleva Richard e disponeva dell'equipaggiamento necessario per conquistarlo, e l'istinto le diceva di portare a termine l'impresa subito, di metterla irrevocabilmente a registro, prima di avere il tempo di pensarci troppo e cambiare idea. E sarebbero passati molti anni, quasi mezza vita, prima che Patty scoprisse, con ovvio sconcerto, perch quella notte Richard si era di colpo trasformato in un gentiluomo. Al momento, per, in quel cantiere umido e inzaccherato, pot solo presumere di essersi sbagliata su di lui, o di averlo stancato con le sue pretese da rompipalle e la sua incapacit di trasportare carichi.

- C' una cosa che chiamano bagno, l fuori, - disse Richard. - Forse sarai pi fortunata di me e troverai l'interruttore.
Patty gli lanci uno sguardo bramoso, che lui evit veloce e risoluto. L'amara sorpresa, la tensione del viaggio, lo stress dell'arrivo, lo squallore della stanza: Patty spense la luce, si sdrai vestita e pianse a lungo, attenta a non farsi sentire, finch la delusione non si sciolse nel sonno.
Al mattino, dopo essere stata svegliata alle sei da un sole feroce, e aver atteso per ore, con irritazione crescente, che qualcun altro si alzasse, Patty divent sul serio una rompipalle. L'intera giornata rappresent il nadir assoluto della sua compiacenza. Gli amici di Herrera erano dei tipi trasandati, e la fecero sentire una sfigata perch non coglieva i loro riferimenti culturali di tendenza. Le concessero tre brevi occasioni per dimostrarsi all'altezza, dopodich la ignorarono brutalmente, dopodich, con suo grande sollievo, uscirono insieme a Richard, il quale pi tardi rientr da solo con una confezione di bomboloni per la colazione.
- Oggi voglio sistemare quella stanza, - disse. - Mi vien male a vedere il casino che stanno combinando. Hai voglia di scartavetrare un po'?
- Stavo pensando che potremmo andare al lago, o qualcosa del genere. Qui dentro fa un caldo tremendo. Un museo, magari?
Richard la guard con seriet. - Vuoi andare a un museo. - Tanto per uscire e godermi Chicago. - Possiamo uscire stasera. C' un concerto dei Magazine.
Sai chi sono i Magazine?
- Non so niente. Non l'hai ancora capito? - Sei di cattivo umore. Vuoi ripartire. - Non voglio fare niente.
- Se puliamo la stanza, stanotte dormirai meglio.
- Non m'interessa. Non ho voglia di scartavetrare.
La zona cucina era un nauseabondo porcile mai pulito che puzzava di malattia mentale. Seduta sul divano dove aveva dormito Richard, Patty tent di leggere uno dei libri che aveva portato nella speranza di far colpo su di lui, un romanzo di Hemingway su cui non riusc a concentrarsi per via del caldo, della puzza, della stanchezza, del groppo in gola e degli
album dei Magazine che Richard stava ascoltando. Quando il caldo si fece insopportabile, Patty entr nella stanza che Richard stava intonacando e gli disse che usciva a fare una passeggiata.
Richard era a petto nudo, con i peli appiattiti e lisciati dal sudore. - Questo non  un quartiere da passeggiate, - disse.
- Be', potresti venire con me.
- Dammi un'ora di tempo.
- No, lascia stare, - disse Patty. - Vado da sola. Abbiamo le chiavi dell'appartamento?
- Vuoi davvero uscire da sola con le stampelle?
- S, a meno che non voglia venire anche tu.
- Ti ho gi detto che verr fra un'ora.
- Be', non mi va di aspettare un'ora.
- In tal caso, - disse Richard, - le chiavi sono sul tavolo della cucina.
- Perch mi tratti cos ?
Richard chiuse gli occhi e sembr contare in silenzio fino a dieci. Era evidente che disprezzava le donne e tutto quello che dicevano.
- Perch non ti fai una doccia fredda - disse - e aspetti che finisca.
- Sai, ieri, per un po', ho avuto l'impressione di piacerti.
- Mi piaci, infatti. Solo che adesso sto lavorando.
- Bene, - replic Patty. - Lavora.
In strada, sotto il sole del pomeriggio, faceva pi caldo che nell'appartamento. Patty procedeva di buona lena sulle stampelle, cercando di non piangere in modo troppo visibile, fingendo di sapere dove stava andando. Il fiume, quando lo raggiunse, le sembr pi benevolo della sera prima, semplicemente algoso e inquinato anzich maligno e vorace. Sull'altra sponda c'erano strade addobbate per qualche imminente o recente festivit messicana, o forse addobbate in permanenza. Patty trov una taqueria con l'aria condizionata dove, sentendosi osservata ma non molestata, pot sedersi a bere una coca e a sguazzare nella propria infelicit adolescenziale. Il suo corpo voleva Richard, ma il resto della sua persona capiva di aver commesso un Errore a venire con lui: tutto quello che aveva sperato da lui e da Chicago era una fanta-

sticheria grossa come una casa. Frasi in spagnolo che Patty ricordava dagli anni delle superiori, lo siento e hace mucho calor e equ quiere la senora?, continuavano a emergere dal baccano circostante. Si fece coraggio, ordin tre tacos e li divor, e guard innumerevoli autobus passare davanti alle finestre trascinandosi dietro una scia di sporcizia luccicante. Il tempo pass in un modo strano, che l'autobiografa, con la sua attuale e abbondante esperienza di pomeriggi sprecati,  in grado di identificare come depressivo (al contempo interminabile e di una velocit nauseante; pienissimo nei secondi, vuoto nelle ore), finch, al termine della giornata lavorativa, gruppi di giovani operai cominciarono a entrare e a prestarle troppa attenzione, parlando delle sue muletas, e Patty fu costretta a uscire.
Torn sui propri passi, mentre il sole diventava una sfera arancione in fondo a ogni strada laterale. La sua intenzione, che ora si concedeva di ammettere, era stata di rimanere in giro a lungo per far preoccupare Richard, e su questo sembrava aver fallito in pieno. In casa non c'era nessuno. Le pareti della stanza erano quasi finite, il pavimento spazzato con cura, il letto scrupolosamente rifatto con lenzuola e cuscini veri. Sul copriletto indiano c'era un biglietto di Richard, scritto in uno stampatello microscopico, con l'indirizzo di un club e le indicazioni per arrivarci con la metropolitana. Il bigliet
to si concludeva CoS: AVVERTIMENTO: HO DOVUTO PORTARE
I PADRONI DI CASA.
Patty, prima di decidere cosa fare, si sdrai per un breve sonnellino, e si svegli molte ore pi tardi, assai disorientata, sentendo rientrare gli amici di Herrera. Saltell su una gamba sola fino alla stanza principale e li venne a sapere, dal pi antipatico di tutti, quello che li aveva accolti in mutande la sera prima, che Richard era andato via con altra gente e l'avvertiva di non aspettarlo alzata: sarebbe tornato in tempo per portarla a New York.
- Adesso che ore sono? - chiese Patty. - L'una, pi o meno.
- Del mattino?
Gli amici di Herrera la guardarono di traverso. - No, c' un'eclissi totale di sole.
- E dov' Richard?
- E sparito con un paio di ragazze. Non ha detto dove andava.
Come si diceva, Patty non era brava a calcolare le distanze. Se voleva arrivare in Westchester in tempo per andare alla Mohonk Mountain House con la famiglia, doveva partire da Chicago alle cinque del mattino. Si svegli molto pi tardi delle cinque, con un tempo grigio e burrascoso, e si ritrov in una citt diversa, in una stagione diversa. Richard non era ancora rientrato. Mangi i bomboloni stantii e sfogli qualche pagina di Hemingway fino alle undici, quando persino lei cominci a capire che i conti non tornavano.
Strinse i denti e chiam i genitori, a carico del destinatario.
- Chicago! - esclam Joyce. - Non ci credo. Sei vicina a un aeroporto? Puoi prendere un aereo? A quest'ora dovevi essere gi qui. Pap vuole partire presto, per evitare il traffico del fine settimana.
- Ho combinato un casino, - disse Patty. - Mi dispiace tanto.
- Be', riesci ad arrivare lass per domattina? La cena  domani sera.
- Ce la metter tutta, - disse Patty.
Joyce faceva parte dell'assemblea legislativa dello stato da ormai tre anni. Se non si fosse messa a elencare a Patty tutti i parenti e gli amici di famiglia che sarebbero confluiti a Mohonk per quell'importante omaggio al suo matrimonio, e a descrivere l'enorme entusiasmo degli altri suoi figli per quel fine settimana, e a spiegare quanto lei (Joyce) fosse onorata dalle manifestazioni d'affetto che arrivavano letteralmente da tutti gli angoli del paese, forse Patty avrebbe davvero fatto il possibile per arrivare a Mohonk. Cos, invece, mentre ascoltava sua madre, Patty avvert uno strano senso di pace e sicurezza. Una pioggia leggera aveva cominciato a cadere su Chicago; il vento che agitava le tende di tela portava dentro il buon odore dell'asfalto bagnato e del lago Michigan. Con un'insolita assenza di rancore, un nuovo sguardo distaccato, Patty si guard dentro e vide che non avrebbe arrecato alcun danno, e neppure molto dolore, se non fosse andata alla festa. Il pi era fatto. Vide che era quasi libera, e l'ultimo passo da compiere le sembr terribile, ma non terribile in senso negativo, sempre che ci significasse qualcosa.
Era seduta accanto alla finestra, a odorare la pioggia e a guardare il vento che piegava le erbacce e gli arbusti sul tetto di una fabbrica abbandonata, quando arriv la telefonata di Richard.
- Mi dispiace molto, - disse. - Sar l entro un'ora.
- Non c' fretta, - rispose Patty. - Ormai  troppo tardi. - Ma la festa  domani sera.
- No, Richard, quella era la cena. Dovevo essere l oggi. Oggi alle cinque.
- Merda. Stai scherzando?
- Davvero non te lo ricordavi?
- Ho una certa confusione in testa. Sono un po' a corto di sonno.
- Okay, be', ad ogni modo. Non c' nessuna fretta. Credo che adesso me ne andr a casa.
E a casa and. Spinse la valigia gi dalle scale, la segu saltellando sulle stampelle, poi ferm un taxi abusivo in Halstead Street e prese un autobus Greyhound fino a Minneapolis e un altro fino a Hibbing, dove Gene Berglund stava morendo in un ospedale luterano. Era notte fonda, c'erano circa cinque gradi, e sulle strade deserte del centro di Hibbing pioveva a dirotto. Walter aveva le guance pi rosse del solito. Davanti alla stazione degli autobus, sulla ciucciabenzina di Gene impregnata di fumo, Patty gli gett le braccia al collo, trattenne il respiro e prov a scoprire come baciava, e si accorse con piacere che lo faceva molto bene.
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FINE Parte 1.